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Story of a Home - look from inside parte I

Intanto vi va se vi faccio vedere gli incredibili progressi della mia casa?

Perché sì.. alla fine ce l'abbiamo fatta e.. ci siamo dentro! Proprio.. Cioè, proprio in senso letterale!
Trasloco completato, frittura propiziatoria* portata a termine e.. la solita vita ha preso il sopravvento.

*(no, quella della frittura ve la devo raccontare: da queste parti come primo pasto cucinato in una nuova cucina, si usa friggere il pesce.. un po' come dire "okay, ora la cucina è in funzione, facci le peggio cose e non stare a preoccuparti che si rovini". A me come idea è piaciuta un sacco!)

Intendiamoci, la casa è ancora lontanissima dal potersi dire completa, ammesso che esistano case in giro che possano considerarsi davvero complete, ma insomma.. alla nostra manca davvero parecchio, tipo:

- l'impianto di riscaldamento (okay, abbiamo qualche mese prima che incomba l'inverno);
- l'armadio a muro nell'ingresso;
- la camera di Daniele;
- il campanello (oh.. e chi ci aveva pensato mai..);
- i quadri, tutti i quadri;

Ma insomma, sì, l'indispensabile c'è e intanto mi godo quello che ho.
Pronti per la gallery???

La CUCINA









Il SOGGIORNO





Il BAGNO


 



Il BALCONE





Okay.. ora, se Daniele si alza, vado a fare anche le foto della zona notte...

Story of a Home - Cucina

Della cucina avevo già parlato, anzi, è stato proprio il punto di inizio di tutta la serie Story of a Home, e mi pare quindi karmico e naturale che ne segni anche le battute finali.
Perché... sì, ce l'abbiamo fatta: la cucina è stata ordinata e - si spera - prima o poi verrà anche consegnata, montata e messa in funzione, e a quel punto IO mi trasferirò nella nostra nuova casa (di Daniele aspettiamo notizie).

All'inizio avevo pensato di prendere anche la cucina da Ikea: il marchio, credo lo si sia capito, mi piace senza mezzi termini, le possibilità di personalizzazione sono sterminate, e poi giocare coi planner è trooooppo divertente!
Eppure andando avanti nella progettazione mi sono resa conto che le cucine a L, già più problematiche in partenza, diventano dei veri e propri enigmi scientifici se l'angolo della L non è un perfetto angolo retto, ma un famigeratissimo "fuori squadra" e alla fine ho proprio scelto di pagare qualcuno che si assumesse la responsabilità di eventuali errori e dei necessari rimedi da apportare.

Probabile che in questo meccanismo una buona parte l'abbia giocata il fatto che finora mi sono sentita incolpare, nell'ordine: dei pavimenti troppo grigi, delle porte troppo chiare, dello scarso numero di prese elettriche in cucina, del mancato inserimento di tocchi giallo-limone in ogni dove, dello scioglimento dei ghiacciai e dell'inspiegabile permanenza di Matteo Salvini sulla scena politica italiana.

Quindi: cucina scelta da un rivenditore che ci ha ispirato fiducia, buona la marca, ottima l'assistenza, misure e rilievi presi sul posto e... dramma! La composizione che avevo scelto non ci entrava per ben 3 cm! E poi vorrei sentire quelli che dicono che le misure non contano..
Ovviamente, i 3 cm mancano sul muro che abbiamo fatto costruire noi, quindi a saperlo non ci perdevamo nulla a farlo 3 cm più in là.. pazienza!
Ridisegna tutto, inventa soluzioni alternative, restringi di qua, allarga di là.. ecco pronto un nuovo progetto.

Insomma, per farla breve, abbiamo finalmente una cucina.
La consegna è prevista per fine mese.

Comincio a spaventarmi...

Story of a Home - Work in progress

Lo so che ultimamente non posto più tanto.
La verità è che sono spossata...


Le mie giornate iniziano aprendo gli occhi tra le 4 e le  del mattino, vittima di un'insonnia che chiamare rivelatrice è dir poco.
Segue una giornata lavorativa standard, con le 8 ore di nervosismi, pressioni, rimproveri, stress ed improvvisi sprazzi di teatro dell'assurdo.
Alle 5, sbrigate quelle commissioni (comprare una mozzarella, passare in farmacia) a cui bisogna pur attendere se si vuole arrivare all'indomani, mi reco nel mio incontrastato regno di cartone, per tentare di dare una forma all'antimateria e mettere insieme i pezzi A con i loro pezzi B.


Mio marito si manifesta in maniera improvvisa e discontinua a queste sessioni di sfinimento fisico e mentale, ma, visto che il suo apporto è indispensabile per tutto ciò che ha un peso eccessivo, o che necessita dell'impiego di un trapano, passa per salvatore della patria, cosa che urta parecchio il mio già provato equilibrio mentale.

Tornata a casa, non mi resta neanche la forza per masticare quella mozzarella..

Prima o poi finiremo.. vero che finiremo???

Story of a Home - Special Guest parte II

Come già raccontato qualche giorno fa, recarsi all'Ikea per acquistare quel che ci mancava degli arredi di casa è stata quasi una scelta obbligata.

"Quel che ci mancava" è però una definizione inesatta, considerando che stiamo passando da circa 60 a circa 120 mq, tanto più che anche per i 60 mq pregressi ci siamo sempre limitati a riciclare quel che dismettevano altri familiari, rimandando il momento in cui comprare arredi veramente "nostri" a quando avessimo avuto una casa veramente "nostra" (almeno, io rimandavo.. mio marito era solo felice di non dover spendere..).

Insomma, per farla breve allo stato attuale possiamo dire di essere in possesso solo dei mobili di quello che viene pretenziosamente definito lo studio di Daniele (non che abbia niente da studiare, ma chiamarlo cameretta metteva tristezza..).

Ora, chi mi conosce sa bene quanto affetto io riservi alla mobilia made in Sweden e comprenderà quindi facilmente come io non abbia neanche mai preso davvero in considerazione nessuna possibile alternativa, tanto più che lo sforamento del budget (le ultime stime indicavano che abbiamo sforato del 120%) ci costringeva giocoforza ad orientarsi su opzioni low budget.

Diverso è l'atteggiamento dell'altra metà degli aventi diritto, il quale, nella sua sia pur dichiarata incompentenza ed ancora più proclamata completa&totale indifferenza, è però molto sensibile ai gusti idee pregiudizi materni di chiara impronta old school tra cui prevalgono due principi tra tutti:
1) non è buono se non costa tanto;
2) non è buono se non lo puoi comprare vicino casa.

(è così che si sono ritrovati le pareti di casa ricoperte di un parati color rosa antico con tralci di vite e fiori argentati, ma questa è un'altra storia..)

Ma chi la dura la vince, per cui, dopo ripetuti rinvii e costretti dallo scadere di una promozione a cui non volevo rinunciare, una bella domenica ci siamo infilati in macchina e partiti alla volta di Ikea Catania.
E qui, cari miei, ho scoperto cose su mio marito che non avevo mai avuto modo neanche lontamente di sospettare:

  1. E' assolutamente e totalmente privo di qualsiasi capacità immaginifica. Gli fai vedere un tavolo bianco e gli dici "beh, potremmo prenderlo nero" e lui ti sgrana gli occhi smarrito, si guarda intorno alla ricerca di qualcosa su cui posare lo sguardo, pronto a chiedere all'omino Ikea di turno se per caso non gliene possono montare uno nero lì su due piedi;
  2. E' anche privo di fiducia in se stesso in qualità di architetto (e questo ci sta, non è davvero cosa sua..), ma è privo di fiducia anche in ME come architetto (e questo ci sta assai meno), né si lascia convincere dal principio che "okay, magari siamo due schiappe, ma quando mettiamo su una casa che piace a noi, a chi altri dovremmo rendere conto..?". Conclusione, ha piagnucolato tutto il tempo chiedendomi di assoldare un architetto vero che ci aiutasse nella scelta. No, dico, ci rendiamo conto?? Un architetto (= euro 1500) che mi accompagnasse all'Ikea a scegliere la composizione della Billy (= euro 120)?!?!
  3. Ha fatto suo un curioso principio (sempre di derivazione materna) secondo cui, visto che la mia perfidia mi ha portato a scegliere un pavimento grigio chiaro, ora "la casa ha bisogno di colore", cosa che ci può anche stare, purché il colore si limiti ai complementi d'arredo e non mi faccia ritrovare col soggiorno giallo limone che aveva adocchiato lui.
  4. Quando mio marito si innervosisce, diventa aggressivo;
  5. Per fortuna le polpette con la marmellata di mirtilli riescono a calmarlo.
Insomma.. dopo aver questionato per un'ora (un'ora!!!) per delle tende (delle tende!!!) che io volevo comprare (Ma sono bianche! Mi avevi promesso che le tende le avremmo prese colorate!!!), mi sono data per vinta: ho strappato la mia wishlist, posato le tende sul loro scaffale, gli ho comprato un cono gelato (probabilmente la cosa che gli è piaciuta di più in tutto lo stabile è stata la macchinetta automatica per il gelato) e siamo rimontati in macchina con solo un vassoietto oblungo che era piaciuto a tutti e due.

Poi ho preso un giorno di ferie e il lunedì sono tornata a comprarmi tutto da sola.

Story of a Home - Special Guest parte I

Avevate dubbi? La prima, indiscussa, gigantesca guest star per quanto riguarda la mise en place della nostra nuova casa è sempre lei..


Ora, non so voi che rapporti abbiate con Miss Sweden, ma per quanto mi riguarda la storia è più o meno questa: era la primavera del 2004 e la sottoscritta, allegra&spensierata nonostante la recente perdita del suo primo posto di lavoro e l'ancora più recente rottura sentimentale con Pasquale detto Banderas (e ho detto tutto), attraversava Piazza Dante a Napoli indecisa se investire i suoi ultimi 10 euro nei libri usati di Port'Alba o in un sandae al cioccolato da Mac Donald's.
All'improvviso nel centro della piazza vedo quello che poi si sarebbe rivelato essere un tavolino LACK, solo in scala 1:2.000.000, nel senso che sotto al tavolino ci potevi parcheggiare una 500.
Pochi metri più avanti, ed ecco una POANG aereodinamica ed immensa.

Insomma, io ancora non lo sapevo, ma la Svezia era ufficialmente entrata nella mia vita.

Da quel momento in poi non si contano le volte che ho trascinato ad Afragola amici conniventi e fidanzati spazientiti, una madre complice ed un padre manipolato, senza risparmiare nessuno (purché automunito), ed arrivando a costringere anche degli amici in visita dalla Namibia, millantando che quella fosse la strada più veloce per Pompei.

Naturalmente quando ho deciso di mettere su casa dove altro avrei potuto farlo, se non nel punto geograficamente più lontano possibile da un negozio Ikea? Ebbene sì, eccovi spiegato il motivo del mio trasferimento in Sicilia: ho preso un atlante e, a forza di studiare, ho scientificamente provato che il luogo più lontano dalle BILLY e dalle EXPEDIT che avrei mai potuto raggiungere era proprio quello, Agrigento.

Ma non mi sono data per vinta: in un'epoca non così lontana (2009), eppure ancora tragicamente priva di wifi e connessioni h24, grazie ad un banalissimo cellulare di prima generazione e a precise&perentorie indicazioni date in tempo reale a mia madre e mia zia, sono riuscita a farmi spedire da Napoli quelle tre o quattro cosette di cui sentivo di non poter proprio fare a meno, arrivando ovviamente a pagare delle spese di spedizione i cui costi complessivi si avvicinano molto al bilancio di uno stato europeo di medie dimensioni.

Poi, all'improvviso, la notizia: Ikea avrebbe aperto una sede a Catania!
Non esattamente sotto casa, certo, ma almeno avrei potuto smetterla di comprare solo tazze, bicchieri  contenitori di plastica (le uniche cose che riuscivo ad infilare nel bagaglio a mano).
Di tanti giorni che avrei potuto scegliere per il mio emozionante debutto alla Svezia in salsa sicula, naturalmente, sono andata a pescare la prima domenica dopo l'inaugurazione, una roba a metà tra una tana di termiti e la giornata mondiale della gioventù di Rio.

Da allora ogni passaggio per Catania (passaggi che, quando si tratta di dover prendere un aereo, sono ahimè spesso obbligati) si trasforma in una buona scusa per un salto all'Ikea e non vi nascondo che spesso i voli da prenotare sono stati scelti non in base alle tariffe più economiche, ma in base alle ore di libertà che avrei potuto trascorrere tra MALM e FAKTUM.

(il tutto si è recentemente complicato da quando pretendo di infilarci anche una visita da Tiger, ma ce la posso sempre fare..)

Insomma.. chiaro ora perché al momento di completare gli arredi di casa la sottoscritta non avesse più nessun dubbio su dove doversi recare..???

Story of a Home - Extras & SFX

Quando tutta questa avventura della ristrutturazione è iniziata vi avevo parlato della troupe che ci avrebbe accompagnato nei nostri mesi di pena & sofferenza.
In realtà rispetto alla prima impressione ci sono stati un po' di miglioramenti ed accorgimenti, tra cui:
- nella squadra degli operai è miracolosamente comparso Giuseppe, figlio del capomastro grazie al quale sono riuscita a superare gli indicibili problemi di comunicazione di cui vi ho raccontato. Il capomastro un po' si è risentito, ma almeno così riuscivo a spiegarmi;
- l'architetto (Giuseppe), innervositosi per le innumerevoli volte che si è sentito dire da mia suocera "lei è l'architetto?? Così giovane?!?"* è praticamente irreperibile da tempi immemori, ma, visto che ogni sua venuta ha finito per corrispondere ad un aumento dei costi legato a qualche nuovo spunto artistico di cui non sentivamo il bisogno prima che ci fosse illustrato, ma assolutamente indispensabile dopo, meglio così. * Giuseppe va per la quarantina, ma per mia suocera la laurea la può ottenere solo chi ha i capelli grigi.
- L'elettricista scalcagnato è stato sostituito in corso d'opera con uno molto più preciso e professionale.. e la luce fu, tranne che nel bagno, luogo di atti innominabili e probabilmente indegni di essere vissuti allo scoperto, visto che si è dimenticato di far passare i cavi anche da lì.

Ovviamente questi stimabilissimi e ben ricompensati professionisti sono stati il cuore pulsante dei lavori in casa nostra, ma, visto che l'opera tutta comincia ad assumere corso e figura dell'erezione del palazzo di Versailles, non potevano certo essere sufficienti.
Fu così che la squadra venne ad ampliarsi grazie all'apporto di nuove irrinunciabili figure, comparse e maestri degli effetti speciali.

Infissi & Porta Blindata: qui siamo andati sul sicuro, ingaggiando un cugino di mio marito di nome Giuseppe e il suo socio Giuseppe. Peccato però che il cugino, dopo un primo sopralluogo di misurazione, sia letteralmente sparito dalla faccia della terra, lasciandoci combattere contro i ritardi del suo socio bellamente negati dallo stesso anche di fronte all'evidenza al suono di "eh ma sai.. con le feste di mezzo...".
Probabilmente Giuseppe deve avere origini cinesi, visto che le sue feste sono andate dall'Immacolata al loro Capodanno, con grande giubilo di tutti gli altri artigiani che, nel frattempo, hanno portato avanti i loro compiti al freddo e al gelo in quello che risaputamente è stato l'inverno più freddo del millennio.



Porte Interne: memori dell'esperienza precedente, e per evitare che 'ste porte ce le consegnassero per il Memorial Day, anziché rivolgerci a Giuseppe&Giuseppe abbiamo scelto di ordinarle da un rivenditore che risponde al curioso nome di Paolo, forse perché non è siciliano, ma di Potenza.
Qui tutto bene, non fosse che io abbia ingenuamente frainteso il senso del "consegna all'indirizzo indicato" pretendendo che me le consegnassero all'indirizzo che avevo indicato e non, come nelle intenzioni di Paolo, in uno slargo 2 km più sotto perché era là che gli veniva comodo fare manovra col camion.

Gesso, Stucchi e Colore: qui l'ho fatta facile: niente gesso, niente stucchi.. quasi niente colore! A causa dei continui assalti al nostro povero budget, infatti, abbiamo deciso di non ingessare le pareti di casa, che hanno mantenuto una finitura un po' rustica che a me piace fingere di considerare urban.
La cosa ha gettato nel panico tutti i Giuseppe universalmente intesi, e primo fra tutti il pittore (che però ho sempre chiamato per cognome, ignorandone tuttora il nome di battesimo.. anche se qualche sospetto ce l'ho..).
La scelta del colore è andata così: gli ho fatto preparare una miscela di bianco e nero al fine di ottenere un grigio chiaro e gliel'ho fatto via via schiarire tipo i modifica colore di Microsoft finché non sono sostanzialmente tornata ad un soddisfacentissimo bianco.


Falegname: tra tutti 'sti Giuseppe poteva mai mancare un falegname?!?! Ovviamente no! Il suo ruolo è sostanzialmente limitato a montare le porte suddette (già abbiamo equivocato il senso della consegna, ringrazio il Cielo di non aver chiesto anche il montaggio, nel qual caso, ripensandoci, forse avrebbero inteso montarmele nel mezzo di Piazza Ravanusella..) e a sparare preventivi iperbolici circa la realizzazione di un armadio a muro che, da come si sono messe le cose, probabilmente non verrà mai realizzato.



Vi pare manchi niente? Avete mica qualche Giuseppe che vi avanza???

Story of a Home - L'armadio

Questo è il primo (e presumibilmente unico) capitolo della mia avvincentissima saga dedicata alla ristrutturazione e arredamento casa. che tratterà non già di muratori e di idraulici, non dell'arredamento di un'intera stanza, bensì di un unico ma irrinunciabile pezzo di mobilio: il guardaroba.

Ora, non so da quali storie veniate voi, ma il mio pregresso è l'armadio della nostra attuale casa, vetusto come qualsiasi altro suo pezzo, abitanti inclusi, e che per mancanza di spazio oltre al corredo d'abiti mio e di mio marito contiene: i rispettivi cambi stagione, coperte, lenzuola & tovaglie, la roba da spiaggia e quella di Natale, tutte le mie borse nonché una notevole parte dei nostri doni di nozze.

Come potete ben immaginare, tremo al solo pensiero di aprire un'anta, terrorizzata dal pensiero di quello che potrebbe cadermi in testa.

Per fortuna nella nostra nuova casa avremo molto più spazio!!

Il ripostiglio è grande abbastanza da contenere comodamente un linen closet, nel caso in cui mi risolvessi a decidere che si tratta di un elemento irrinunciabile, un piccolo armadio (per un eventuale cambio stagione) verrà posizionato nello studio, la nuova cassettiera ospiterà biancheria e pigiami e, per buona misura, sto meditando di acquistare anche un letto contenitore che non si sa mai.

Esatto, sono molto provata.

Comunque sia, da qualche giorno mi balocco con il planner Ikea dedicato al mitico PAX.
Ora, so che molti puristi degli arredi storcono il naso anche solo a sentir nominare i Pax, l'Ikea, le renne e la Svezia tutta, ma, per quanto mi riguarda, la scelta è determinata non solo dalla spending review, ma anche dal fatto che, oh.. sarà che non ne capisco un ca**o, a me questo armadio piace...

Quindi bando alle ciance, ed ecco la progettazione fin dove è arrivata oggi:


 Doverosa premessa: nell'immagine qui sopra vedete un Pax color frassino/cacchetta. Nelle nostre mie intenzioni andremo invece sul bianco profilato o bianco/vetro temprato, ma, datosi la dichiarata incapacità di distinguere i particolari da parte di mio marito, la progettazione è stata fatta con colori più scuri.

Questo modello in tutta la sua estensione raggiunge i 2,50 metri, e qui viene la prima nota dolente: l'elemento a sinistra deve necessariamente avere un'apertura a cerniera, mentre l'elemento più grande, a sinistra, potrebbe averle anche scorrevoli, sistema che preferiremmo, non fosse che pezzetto a cerniera + pezzo scorrevole mi suona un po' strano.

Voi che ne dite? L'unica idea che ho avuto è mettere lo specchio sull'anta di sinistra, ma non mi convince mica tanto.. vi metto qualche foto di come potrebbe venire:

Specchio sulla sinistra, varie tipologie di ante scorrevoli a destra

L'alternativa è rinunciare allo scorrevole e ripiegare su tutte ante a battente.. che mi suggerite?

Per quanto riguarda l'interno, qui ho le idee più chiare.
Con i potenti mezzi che la tecnologia mi offre (leggasi: Paint), ho realizzato questo schema esplicativo di come conto di riporre la roba:


Come vedete, ho comunque tenuto spazio per coperte e biancheria in generale, per quanto sono abbastanza decisa a riporre altrove almeno quella da bagno. Se poi mi convinco a prendere il letto contenitore, anche coperte e piumoni prenderanno un'altra strada, col semplice risultato che i miei abiti staranno più larghi.

Venendo al vestiario vero e proprio, vi confesso che, se mi riesce, con l'occasione vedrò di liberarmi una volta per tutte dell'annosa questione del cambio stagione, e di tenere quindi tutti i nostri abiti a portata di mano, limitandomi a spostarli dal ripiano più accessibile a quelli più in alto.

I bastoni per appendere grucce non sono poi tanti, ma d'altra parte ho realizzato che, a parte cappotti e piumini, non ne possediamo quasi per niente. Qualche altro mio sporadico capo che necessita di essere riposto appeso troverà posto nel mio lato.

Una cosa che adoro sono i reggi-pantaloni estraibili: non so quanti ce ne vadano, ma nel mio caso ho predisposto parecchi spazi. Dovessero avanzare, li userò per foulard e sciarpette che uso più spesso (mentre il resto della mia collezione di 42 sciarpe verrà alloggiata in un cassetto a parte).

Questo è più o meno tutto.
Tra l'altro, parlando di Pax, c'è di buono che se un domani mi rendessi conto di aver bisogno di un cestino o di un cassetto extra.. faccio sempre in tempo a rimodulare il mio progetto, modificandolo a seconda delle mutate esigenze.

Ho tralasciato qualcosa? Avete particolari consigli o suggerimenti??

Come al solito, sono tutta orecchie" ^__^

Story of a Home - Una luce in fondo al tunnel

Siamo alla soglia del terzo mese di lavori, e, nonostante tutte le difficoltà e le frustrazioni che abbiamo incontrato lungo la strada, forseforse possiamo dire di iniziare ad intravedere la luce.


Non che si possa veramente parlare di conclusione, e men che meno di traslochi.. se c'è una cosa che ho imparato durante questi mesi, infatti, è che le previsioni stanno a zero, i preventivi sono carta straccia e che per l'attacca-e-sciogli ci vogliono i distanziatori a T.

Se non altro, si sta finalmente realizzando il mio più grande desiderio del 2014, che nella top ten ha addirittura superato il Trasferirsi, ossia Cacciare via i muratori dalla casa.



Con un po' di fortuna, infatti, subito dopo le feste prenderanno su le loro carabattole e usciranno silenziosamente dalla nostra vita, si spera in via definitiva.

Una volta raggiunto questo step fondamentale e liberatorio, le cose dovrebbero procedere con meno ansie e nervosismi: si apriranno le porte ad imbianchini, idraulici ed elettricisti.. il tutto nell'ipotesi che ci siano porte da aprire, visto che per il momento manca anche quella di ingresso e l'appartamento viene chiuso con un avanzatissimo sistema d'antifurto precedentemente noto col nome di "dagli un giro di fil di ferro e via".



Dipinto, installato e ripulito tutto... beh, mi sa proprio che, gratta&vinci a parte, a quel punto ci prenderemo una bella pausa: la crescita esponenziale dei costi in corso d'opera ha fagocitato nel giro di poche settimane la fetta di budget che avevamo dedicato agli imprevisti nonché quella di pertinenza di cucina e arredi.

(la logica, tanto amata dal capomastro e ribadita in ogni occasione è "Abbiamo fatto 30, facciamo 31".. peccato che, secondo i miei calcoli, siamo arrivati a fare tipo 89...) 

Povera casetta, tutta bella in tiro e desolatamente vuota..



Ma sì, lo so che adesso tutti mi direte "vabbè, intanto arrangiati con quello che hai, il resto lo comprerete a poco a poco", e questa è precisamente la mia intenzione, ma... dopo tutto lo stress che ho vissuto negli ultimi mesi (le tabelle excel me le sognavo pure di notte), voglio prima saldare i conti aperti, prendere un po' di respiro e capire per bene dove si possa arrivare e quali siano le opzioni percorribili.

Sarà che col lavoro che faccio ne vedo tanti che hanno fatto il passo più lungo della gamba e poi ne piangono le conseguenze, sarà che i tre mesi precedenti hanno messo a durissima prova le mie tendenze da control freak.. ma sento proprio il bisogno di riprendere in mano il bandolo della matassa, e pazienza se questo vorrà dire aspettare ancora un po' di tempo prima di poterci trasferire.


E voi? Aspetterete con me???
:-p

Story of a Home - Bagno

Sto imparando un sacco di cose da quando abbiamo iniziato questa ristrutturazione, e non me lo aspettavo.

Per esempio, ho imparato che il concetto di "preventivo" è assolutamente incerto ed aleatorio;
Ho scoperto che la maggior parte della gente che conosco padroneggia in maniera del tutto insospettabile una serie di terminologie tecniche che a me restano completamente oscure;
Ho imparato che quelli che si professano maestri assoluti nel loro settore e non del tutto incompetenti in quelli degli altri si offendono poi a morte se solo provi timidamente a chiedere un'idea approssimativa di una tempistica qualsiasi.

Insomma.. c'è di che divertirsi!

Ma veniamo al bagno: il mio è piccino anche lui, di forma poco più che squadrata, con una finestra che affaccia sull'orribile pozzo luce e dei simpatici pilastri che ne determinano la disposizione dei pezzi senza lasciarci molta possibilità di intervento.
Per una mia precisa scelta il pavimento sarà lo stesso del resto dell'appartamento, mentre ancora da definire restano le seguenti macro-aree:

Sanitari
Sospeso sì / sospeso no? C'è chi assicura che siano la panacea contro ogni male nonché ogni batterio, chi invece giura e spergiura che l'idea di un WC che non poggi a terra gli inibisce ogni contrazione dell'uretra.. Io non credo di avere un'idea specifica in tal senso, cioè non ho ancora fatto mia nessuna delle tante Teorie del gabinetto.
Forseforse, al momento sarei più orientata per la versione cilidrica che per quella sospesa.
P.s. il nostro bidet verrà alloggiato sotto la finestra. Non essendo propriamente una finestra d'affaccio me ne sono sempre fregata abbastanza, ma ultimamente scopro sguardi inorriditi in chi lo viene a sapere. Mi spiegate peché?


Doccia
Qui mi sono giocata il jolly: nata in una terra che di problemi ne ha tanti, ma quello idrico non è tra questi, faccio ancora molta fatica ad adattarmi alla logica de L'acqua corrente, questa sconosciuta, per cui, dopo anni di sofferenza caratterizzati da docce sbrigative e lavatrici avviate quando Girgenti Acque lo consentiva, ho voluto spendere qualcosina in più, ma regalarmi la doccia dei miei sogni.
Comandi da Enterprise a parte, dovrebbe venirne fuori qualcosa del genere.


Piastrelle
Nonostante i cori greci di mio marito (che mi taccia di scarso gusto estetico nonostante i suoi riferimenti culturali/familiari nascano e muoiano con una carta da parati a fiori rosa e argento), e considerato il grigio medio-chiaro del pavimento, la mia idea è di tenermi su tinte tenui (grigio chiarissimo? Bianco sporco?) per le piastrelle, alte fino alla misura del lavabo, con una sobria fascia decorativa a chiudere il tutto.
Ora, considerando che nell'insieme la pianta del bagno dovrebbe avvicinarsi a quella da me magistralmente riprodotta in Paint, e che le piastrelle sugli altri 3 lati arriverrano a circa 1,20 da terra, come vi regolereste per la parete A?
Ovviamente all'interno della doccia le piastrelle arriveranno al soffione.. dopodiché? La scelta è tra lasciarle a 1,20 come nel resto del bagno, o toglierle del tutto.

Caloriferi
E per finire, un altro dilemma: dopo Beatles o Rolling Stones, margherita o marinara... termosifone o scaldasalviette?
Il termosifone classico penso che lo conosciamo un po' tutti, mentre dello scaldasalviette non ho esperienze dirette: voi me lo consigliate? Un po' sono tentata perché scegliendo questa opzione eviterei di mettere la barra per reggere gli asciugamani, e poi perché mi sembra meno invasivo a livello visivo. D'altra parte non vorrei che l'effetto finale fosse troppo da catena di alberghi...

E questo è quanto!
Grazie infinite a chi troverà il tempo di dedicare qualche attimo della sua vita alle mie paturnie.. e mi darà i suoi consigli..

Story of a Home - Imprevisti & Probabilità

Forse, come dice mio marito, siamo due incompetenti che gridano al mondo di farsi imbrogliare.
Forse siamo semplicemente due sprovveduti.

Forse sono esperienze attraverso le quali chi si imbarca per la prima volta nella vita in una ristrutturazione deve necessariamente passare, va' a sapere..

Premesse quindi l'ingenuità, la sprovvedutezza e l'incompetenza, quindi, vi chiedo.. ma voi, gente di mondo, che percentuale del vostro budget avreste attribuito agli "imprevisti"?

No, perché va bene essere ingenui, ma perfino io avevo messo di conto che ci sarebbero state spese extra, solo che, ecco.. non avrei mai immaginato che quelle spese avrebbero potuto raddoppiare triplicare più che triplicare il budget...

Un po' come se una roba che vi sarebbe dovuta costare 10 euro improvvisament ve ne costa 34, con la differenza che, se trovare i 24 euro mancanti tutto sommato è un'impresa fattibile, trovarne 24.000 diventa un po' più problematico.

(Roba che, se l'avessi saputo prima, mi sarei contetata di dare un'imbiancata alle pareti e stendere per terra il laminato dell'Ikea, altro che storie..).

Ma vabbè, ormai siamo in ballo e ci tocca ballare..


A che punto siamo?
Beh, neanche questo è tanto facile da dirsi (i problemi di incomunicabilità con gli operai, ormai acuiti dalla reciproca diffidenza, hanno il loro peso), comunque, superata la fase loft e tirati su i nuovi muri, ho scoperto di avere in camera da letto una vista mozzafiato su una chiesa del XIII secolo, che la cameretta viene precisa per i miei fabbisogni di crafter e che qualche anima ingenua ha previsto una collocazione in pianta stabile dell'asse da stiro sulla suddetta chiesa, ignorando che la sottoscritta stira tipo tre volte l'anno.

No, dai, sono contenta.

E' ancora tutto grezzo, ma per la prima volta qualche giorno fa l'ho sentita come "casa".


Certo dati gli imprevisti XXXL dovremo rivedere seriamente i nostri conti, e probabilmente non arriveremo a darle neanche un'accenno di arredamento, nel senso che per i primi anni ci arrangeremo con quello che abbiamo già e poco altro.

Pochi giorni fa ci siamo giocati il jolly sulle piastrelle, ossia abbiamo scelto sulla base del gusto e della qualità più che del portafoglio.. okay, ma questa è l'ultima! D'ora in poi ogni ulteriore scelta sarà votata al risparmio.. e che Dio ce la mandi buona!!!

Story of a Home - Pavimenti

So che l'ho detto, ma lo ripeto: saranno tipo 7 anni che aspettiamo questo momento, il momento in cui rientrare finalmente in possesso delle chiavi di casa, sordi&cinici di fronte alla commovente scena della vecchietta che torna sul pianerottolo del delitto, lancia uno sguardo lascivo al portone di casa, tira fuori una lacrimuccia e se ne va mestamente al piano di sotto.

Nonostante si sia avuto un ragionevole lasso di tempo per arrivarci preparati, tuttavia, l'inizio effettivo dei lavori mi ha colto assolutamente di sorpresa.
Che vi devo dire, sarà che, in fondo in fondo, anche con le chiavi in mano io non ci credevo più di tanto..

Per ora mi sento disorientata e perennemente affannata, sempre alla ricerca di qualcosa (permessi, preventivi, fatture) e con la costante sensazione di essere totalmente inadeguata.

Ma torniamo a noi.. vi va di parlare di piastrelle??
Tirate fuori pure tutti i vostri consigli sull'argomento, spaziate dal look alla funzionalità (le hanno già inventate le piastrelle autopulenti?), ditemi tutto quello che dovrei sapere ma non ho mai osato chiedere.

Elementi da tenere in considerazione:

- Trattasi di casa cittadina (il cotto è molto bello, ma lo lascio alle masserie dell'Appennino Toscano);
- Tutti gli ambienti, con l'unica eccezione del bagno, avranno lo stesso pavimento;
- L'appartamento si sviluppa in lunghezza, quindi questo sarà il senso di posa delle piastrelle;
- Tutti gli elementi che potrebbero darci un'idea dei colori da abbinare (pareti, porte, ecc.) sono ancora da definire, quindi abbiamo mano libera;
- Anche l'arredo non ci aiuta, nel senso che le nostre linee guida sugli interni saranno Vediamo quanto ci rimane in tasca dopo tutto il resto e arrangiamoci di conseguenza;
- Fondamentalmente preferiamo preferisco il moderno. Non futuristico, non l'Enterprise e non l'interno di un ambulatorio.. solo moderno;

Qualche giorno fa ho messo piede per la prima volta dal mio rivenditore con poche idee ma ben consolidate: volevo il gres ma con l'effetto parquet, sui toni del grigio chiaro/rovere sbiancato.

Una roba del genere:


Solo che al negozio, dopo una lezione su come si esaminano, toccano e puliscono le piastrelle... ho deciso che mi piaceva di più una roba completamente diversa, e cioè un gres effetto cemento (spazzolato), tipo questa:


Il che la dice lunga sulla solidità delle mie preferenze..

Quindi al momento sono più orientata su dei gran piastrelloni, tipo 60x60 cm, da posare dritti (cioè non obliqui), con battiscopa identico, ma sono ancora abbastanza indecisa sulla tonalità del grigio da scegliere.
Lo spazzolato mi ha conquistata con la sua promessa di nascondere meglio quel po' di polvere o di sporco che possa esserci in giro.. vero?? O non è meglio optare per qualcosa dalla superficie liscialiscissima, in modo che scopa e straccio scorrano via con facilità?

Me confusa.. me tapina.. me alla disperata ricerca di altrui storie di vita vissuta...

Story of a Home - Cast & Crew

L'ho detto?
Io credo proprio di averlo detto..

Il budget per tutta questa ristrutturazione casa è davvero risicatissimo, e c'è stato un momento di profondo sconforto in cui, di fronte a preventivi sempre più astronomici, mi sono quasi detta che forse era il caso di darle solo una rinfrescata ai muri, andarci ad abitare e aspettare tempi migliori.

Poi per fortuna ci siamo imbattuti in professionisti meno assatanati onerosi, e il progetto ha potuto cominciare a prendere piede.

Architetto/Maestro di Cerimonie/Arbiter Elegantiarum
Inizialmente avevamo pensato di farne completamente a meno: alla fin fine non ci serviva un gran lavoro di progettazione, (l'impianto della casa resta quello che è), così come la disposizione delle stanze, e ci eravamo illusi che potesse bastare una buona intesa con i muratori.

Ora, a parte che i muratori proprio non li comprendo (Daniele un po' di più, ma sempre con un buon margine del 60% di incomprensione), a parte che qualcuno il progetto da presentare al Comune deve pur firmarlo, a parte che i muri non sono in squadra e ogni volta che io li misuro viene fuori una roba diversa.. a parte tutto questo, dicevo, ho scoperto questi due.

...e, improvvisamente, ho capito di avere bisogno di un architetto.

(per chi non li conoscesse: trattasi di una coppia di fratelli, l'uno agente immobiliare, l'altro costruttore, che riescono a trovarti una casa che stia nel tuo budget e a ristrutturarla rendendola adatta alle tue esigenze, purché siano sempre e inevitabilmente presenti un open space, un'isola colazione e un lavabo doppio. Un programma idiota di cui mi faccio massicce dosi giornaliere solo per via di quelle mascelle)

Purtroppo a quanto pare gli Scott Bros. non sono disponibili a trasferte oltreoceano, il che un po' mi rincuora (mai capito il senso del lavabo doppio), un po' mi ha spinta a ripiegare su professionisti un po' più alla mia portata.

Va' là che, anche se porta le camicie a scacchi con la stessa disinvoltura di Jonathan, e risponde al nome assai meno cool di Giuseppe, il mio architetto è un figo anche lui...



Squadra costruttori/Manovalanza/Hand of the Queen
Come detto sopra, abbiamo un fondamentale e insormontabile problema di comunicazione: io non capisco loro, e loro non capiscono me (presumibilmente in virtù del fatto che parlo una misteriosa lingua nordica derivante dal latino e risciacquata in Arno).
Non ci avessero presentato il preventivo risolutivo, probabilmente ci saremmo affidati a qualcun altro, ma questo, assieme all'avallo del papà di Daniele circa l'affidabilità di lavori fatti in precedenza, ci ha fatti decidere.
Sto provando a imparare la loro lingua, nel frattempo ci esprimiamo a gesti (e reciproche occhiate perplesse), utilizzando lo stesso papà di Daniele come interprete.
Speriamo che la Amplifon si sbrighi a consegnare a mio suocero le nuove protesi, altrimenti la figura dell'interprete ci creerà solo più confusione di quanta già non presente.

Idraulico/Alfonso/Mr. Trump
Il nostro idraulico si chiama Alfonso, è simpatico, competente, veloce e preciso.

Dal punto di vista economico, sta al resto della comunità idraulica come un tartufo di Norcia sta alle patate di campo.
Se abbiamo scelto lui è solo perché, smessi gli abiti da lavoro, ridiventa il nostro amico Alfonso: vero è che con i soldi che ci spilla ci si compra la barca, ma, almeno, su quella barca poi ci facciamo l'estate anche noi!



Elettricista/Billy/And-There-Was-Light
 Anche qui con assai scarsa lungimiranza ci siamo affidati ad un amico, con la differenza che, se della competenza ed affidabilità dell'idraulico siamo assolutamente certi, per quanto attiene al quadro elettrico ci riterremo già fortunati se non salteremo tutti in aria al primo squillo di citofono.
Il perché di una scelta così evidentemente masochistica affonda le sue radici in una storia complessa che comincia con la mia amica M. che sfascia un matrimonio durato 7 anni e si conclude in una serata dall'elevato tasso alcoolico in cui, forse per compensarlo di avergli appena vinto una dozzina di mani a poker, Daniele ha promesso un lavoro ad un tizio a cui personalmente non darei da aprire neanche uin ovetto Kinder.
Dita incrociate, tutti voi, grazie...

Squadra Traslochi/Truckers/Mr. Incaglio
C'è una cosa peggiore, in fatto di affari, che affidarsi agli amici? Ovvio che sì: affidarsi ai propri clienti.
Nel caso specifico, la sottoscritta ha avuto la brillante idea di ingaggiare un cliente per il trasporto di un divano da Napoli alla Sicilia: non appena mia madre ha saputo che il suddetto cliente si era detto ben felice di farlo gratis, al divano si sono aggiunti via via sempre più articoli (tra un po' gli chiede di portarle le valigie quando viene a trovarmi), fino a mettere me in una situazione di imbarazzo senza pari e il cliente sempre più in diritto di chiedermi favori.
Visto che il trasloco vero e proprio è previsto per fine anno, e visto il simpatico soprannome che leggete nel titolo e che si è guadagnato grazie alla gestione non proprio lineare dei suoi affidi, comincio a nutrire delle serie perplessità circa l'intera operazione...

In conclusione vi chiedo: vi pare che manchi niente?!?!
No, perché se avete qualche parente scalcagnato in cerca di lavoro, una ditta i cui servizi vi hanno lasciato l'amaro in bocca, qualcuno della cui inaffidabilità siete assolutamente certi.. vi prego, non esitate a presentarceli!!!

Story of a Home - Kitchen

"Story of Home" è il nome di un progetto super-easy proposto da Becky Higgins qualche anno fa, suppongo per riciclare materiale da Project Life (e spingerci ad acquistare quegli album, oggettivamente bruttarelli. Manco a dirlo, io ne ho tipo due).
Ora che mi è tornato in mente, quasi quasi lo faccio.
Ma a parte questo, "story of a home" mi pare anche un bellissimo titolo per una rubrica di blog, visto che, sì, dentro ogni casa ci sono tante storie, ma è pur vero che esiste "la" storia di una casa, quella che la racconta dal suo inizio e la accompagna nei suoi mutamenti, anno dopo anno.

E così, visto che da qualche parte dovrò pur iniziare, inizio dal cuore di quella casa.


Immagino che ognuno abbia un proprio mood per la cucina dei suoi sogni.
A voi quale stile ispira di più?

Tempo fa, avrei detto che il mio fosse uno shabby contenuto: mobili decapati, molto legno, molto bianco, decori country-chic..



Le circostanze della vita (leggasi: vecchietta pervicacemente ostinata a rimanere in vita) mi hanno costretta ad aspettare, e da questo punto di vista è stato un bene, perché ora i miei gusti virano più verso uno stile urban/scandinavo/minimalista.


Il bianco mi attira sempre molto, specie se inteso come finitura di mobili e pensili in combinazione con un piano di lavoro in legno caldo, ed ho sempre una passione fulimnea per elettrodomestici e utensili anni '50 (no, il frigo smeg no, ci abbiamo messo anni, ma siamo arrivati a capire che lo spazio interno è insufficiente, smettila di guardarlo con quell'aria da cucciolo al canile..), ma d'altra parte mi piacciono anche molto le stampe stilizzate e colorate, e un bel Keep Calm non ci sta mai male..


Uffa, ma perché mi perdo sempre nelle rifiniture, quando è tanto evidente che si dovrebbe partire dalle scelte di base?

Allora, proviamo a fare le persone serie:

La mia cucina sarà piccola, tipo 3,20 x 2,70.
L'architetto* ha provato a convincermi circa l'opportunità di fare "un angolo cucina con penisola snack nel living open space", ma io, che già mi irrito se in una frase di un rigo tre parole sono in inglese, vengo presa da vere e proprie convulsioni quando sento termini tipo "penisola" o "cabina armadio" (robe che di per sé non farebbero male a nessuno, ma oggi c'è la fissa di infilarle anche in spazi e ambienti in cui non ci stanno manco sparati).
Quindi: non esattamente minuscola, ma neanche ampia.

* Non un vero architetto. Cioè, sì, insomma, una laurea pare che ce l'abbia, ma non è questo.. vabbè, seguirà una puntata della serie dedicata all' "architetto"..


Altro handicap, non è particolarmente luminosa, o, meglio, è la stanza meno luminosa della casa, che invece è immersa in un vero e proprio bagno di luce.
La cucina ha un'esposizione poco felice, per non dire orribile, che ho deciso di nascondere ulteriormente creando all'esterno una veranda chiusa, il che mi toglie ancora altra luce naturale, ma pazienza.


Punto numero tre: presubilmente mangeremo fuori (inteso non come tour gastronomico delle rosticcerie locali, ma come "il tavolo da pranzo va nel living"). Se poi alla fine un tavolinetto per due riesco a farcelo stare, tanto di guadagnato, ma intanto faccio come se non fosse previsto.
Probabilmente ho deciso di non considerare il tavolo come un'opzione irrinunciabile perché parto dall'attuale cucina, che è un bugigattolo in cui da 5 o 6 anni fatico a preparare i nostri pasti, visto che non ho neanche lo spazio dove appoggiare un tagliere.
Quindi le mie priorità, al momento, sono avere taaaanto spazio di lavoro e taaaanto spazio per conservare cibi e suppellettili.

Queste le idee di massima, ma per il resto ho in testa una gran confusione, che di fatto si concretizza in una serie di domande inespresse (e un gran numero di foto pinnate, tutte incongruenti tra loro).

Per esempio:
- il forno: ne ho uno da cucina professionale, un combinato free-standing, regalatomi per il matrimonio e mai utilizzato. Che faccio, vedo di piazzarlo da qualche parte (cercando di non farmi tremare i polsi per lo spazio rubato) e evito quello a incasso? Magari in aggiunta ad uno ad incasso piccino (e sospeso)? O ignoro il mostro in mio possesso e faccio come se non ne avessi?
- il lavello: potrò sopravvivere con un lavello con un'unica, grande vasca e senza sgocciolatoio? O è meglio vasca media + sgocciolatoio? E in quale materiale?
- i colori: tengo lo schema bianco/legno (che a Daniele non piace, ma questo è relativo), o vado su bianco/tocco di colore, tipo rosso, azzurro, menta..?
- il paraspruzzi: sono letteralmente in fissa per i paraspruzzi.. quasi che tutta la ristrutturazione dipendesse solo da quelli. Voglio gli azulejos, poi voglio le mattonelline tipo subway, poi voglio il mosaico..

Mi date qualche dritta?
Cioè, lo so che come prima cosa dovrei far pace con il mio cervello e almeno capire cosa mi piace, ma non so.. mi resta il dubbio che chi ci è già passato sia in possesso di trucchi certi, conoscenze misteriose, stratagemmi, errori fatti e da non rifare..