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Travel Journal Paris

Quasi non ci credo, ma da quando ho ripreso a scrivere su questo blog ho così tante cose da mostrare che potrei praticamente farne un post al giorno!
Ellosò che dipende dal non aver postato niente per millemila mesi, ma vista così mi sembra proprio di essere un'artista molto creativa, lasciatemela godere ancora per un po'...

Tra le tante cose fatte nel 2016, c'è stato il mio viaggio a Parigi con Franca, con la scusa di partecipare a Version Scrap, che, chiariamolo subito, è stato una gran delusione.
E comunque, si sa, Parigi val bene un numero indefinibile di messe, quindi figuriamoci di fiere dello scrapbooking dagli spazi ristretti e dalle insegnanti scortesi!

Naturalmente avevo con me il mio Travellers Notebook, per la prima volta bardato in assetto da viaggio. La preparazione è stata simile a quanto raccontato qualche post fa, con citazioni e disegni fatti in anticipo, da casa (riproducendo le immagini da cartoline o guardando direttamente sul pc), e poi riempiendo le pagine live mentre ero sul posto (ah, quanta nostalgia della scrivania nella mia stanzetta, in quello stile retrò perfettamente in linea con la Midori e con una lampada da tavolo che manco nei sogni più sfrenati di Tim Holtz..).

L'inserto è un TN originale (e si vede! La carta è splendida..) "plain" ossia pagina bianca, senza nessun tipo di righe, e le decorazioni sono in grandissima parte ephemera raccolti sul posto.

Vi lascio al flipthrough del diario, ma.... siccome vi voglio bene... questa volta ho omesso il commento audio (e vi chiedo un parere: meglio con l'audio, meglio senza audio...??)

 

Lista Materiali


(questi sono i materiali che ho preso a "set".. qua e là ci sono pezzi di cose che avevo in casa, washi, stickers, qualche timbro.. ma soprattutto il grosso delle decorazioni presente nel journal è stato letteralmente raccattato sul posto: ritagli di giornali, biglietti, depliant, biglietti da visita...)

Global Penfriends

Quando ero giovane, tipo, che so, scuole superiori, mi ero iscritta a una roba in cui per perfezionare l'inglese ti mettevano in contatto con studenti in giro per il mondo. Solo che mentre i miei compagni di classe si scrivevano allegramente con Finlandesi e Australiani, a me era toccato un tizio dall'Uganda che sì e no sapeva parlare in inglese e alla quarta/quinta lettera mi chiese di mandargli un paio di Nike, cosa che fece repentinamente tracollare la nostra già precaria relazione.

(Anni dopo, dopo avergli raccontato questa storia, Daniele cominciò a cercare di spaventarmi dicendo che l'Ugandese sarebbe sbarcato sulle nostre coste e mi avrebbe cercato per vendicarsi, tanto il mio indirizzo già ce l'aveva. Fatti due conti, e verificata l'aspettativa di vita media in Uganda, me ne uscii con un ultra-cinico "speriamo che è morto" che a tutt'oggi resta una delle mie migliori battute, nonché la mia più frequente auto-citazione. 
...Vabbè...)

E poi niente, è esploso il web e a scrivere lettere non ci ho proprio più pensato.

Finché, come mi accade sempre, qualche mese fa ero alla ricerca di tutt'altro (credo del katsuboshi per dare sfogo alla mia più recente fissazione sulla cucina nipponica), ma sono finita su questo sito: Global Penfriends.
Circa tre minuti dopo, con la pacatezza e la moderazione che mi contraddistinguono, mi ero iscritta e scandagliavo profili alla ricerca di possibili match.

Buste effettivamente ricevute dalla sottoscritta
Come funziona? 
Iscrivendosi al sito si costruisce un proprio profilo, nel quale ci si presenta e si specificano le proprie richieste di contatto (solo lettera, solo mail, entrambi, scambi di pacchetti...) e qualsiasi altra limitazione (tipo "non cerco marito", "solo over 30" o "non si inviano scarpe da ginnastica di marca, pena l'anatema e le minacce di morte").
L'adesione gratuita ti lascia controllare i profili degli iscritti, ma puoi contattare solo una persona per ogni giorno di iscrizione. Quindi se mi iscrivo oggi ho un solo contatto da giocarmi, ma tutto sta a far passare un po' di giorni. Ci sono anche sottoscrizioni a pagamento, ma non ne vedo l'utilità, basta aver pazienza.


Cosa fare?
source: web
Naturalmete c'è bisogno di fare un po' di scrematura tra i mille profili e ci sarà anche chi non risponde alla tua richiesta di contatto (in compenso sarai contattato tu da qualcun altro).
Io ho adottato e raffinato la seguente tattica: mando un primo messaggio standard in cui dico "ciaociao, mi piacerebbe scambiare 4 chiacchiere, se vuoi sapere qualcosa di me leggiti il profilo, se ti va la mia idea sarebbe di scriverci qualche email prima delle lettere vere e proprie, ci stai?".
Dalle mail capisci se ne vale la pena o no: io a quelli che ti scrivono solo "oggi fa molto caldo, fa caldo anche da te?" o che non usano la punteggiatura, a prescindere non rispondo più.

source: web
E quindi?
Sempre in virtù delle mie mono-manie, al momento mi intrattengono in amabili conversazioni epistolari con tre giapponesi, che sono ciò che resta delle mie decine di contatti andati a vuoto.
Inoltre sono stata a mia volta contattata da parecchia gente, ma lì sono più selettiva (se in passato scartavo gli uomini amanti delle scarpe di marca, ora scarto gli uomini tutti - e con molta soddisfazione), ed ora come ora intrattengo conversazioni solo con una cinese fissata col cinema e con una una poetessa australiana.



Sì, ma... che gusto c'è...?
Ah.. gusto ce n'è sicuramente tantissimo, almeno per quanto mi riguarda!!!
source: web
Ora, mi rendo conto che di suonare assolutamente banale, ma aprire la cassetta postale, in un'epoca in cui anche le bollette ormai sono diventate virtuali, e trovarci dentro delle buste che hanno - letteralmente - viaggiato per il mondo dopo che uno sconosciuto ha dedicato diversi minuti della sua vita solo a me...  non lo so, io ci trovo qualcosa di magico.
Tra l'altro io sono genuinamente curiosa di penetrare l'ordinarietà della vita in altri posti, di capire quante ore lavorano, se si preparano i pasti o mangiano fuori, di scambiare ricette (possibilmente che non prevadano l'utilizzo del katsuoboshi) e così via.

La Mailing Art 
E poi ovviamente c'è la parte ludica, sarò una scrapper mica per caso?
Uno degli aspetti centrali di tutta la questione è scatenare il proprio arsenale scrap per riciclare quello che mi piace meno decorare al meglio le lettere e le buste in partenza, e inserire all'interno qualche pensierino extra: una volta una delle giapponesi è andata a a visitare una fortezza dalle sue parti e assieme alla lettera in cui ne parlava mi ha mandato un foglio di qualche brochure presa sul posto. Ovviamente la scritta era in kanji e io non ci ho capito niente, ma, di nuovo, ho sentito la magia..
Eppoi ci si scambiano foto, stickers, foglie secche e qualsiasi altra cosa di peso e dimensioni ridotte.

Impegnativo? Un po' - forse - ma neanche poi tanto..
Oh, qua la dobbiamo finire di classificare come "impegnativo" o "bello-ma chi-ce-l'ha-il-tempo" tutto quello che non abbiamo sufficiente voglia di fare (il che è legittimissimo, ma è solo una questione di priorità, non di tempo..).

Vi ho convinto? Qualcuno vuole provare...???


Momento GOT della settimana

Probabilmente non frega niente a nessuno, ma io non ce la faccio e in qualche maniera devo pur sfogarmi.
Dopo la prima puntanta in cui non succedeva niente e tutti restavano impalati a dire cose senza senso, ora tutti corrono qua e là a fare cose senza senso.

Picco di irrazionalità il discorso di Cersei che cerca di farsi seguire dai pochi alfieri Tyrell rimasti "...e niente, è arrivata questa regina cattivissima e sanguinaria che ha tre draghi e potrebbe bruciare le vostre terre, in effetti cinque minuti fa io che sono davvero cattivissima e sanguinaria ho bruciato la vostra capitale, e a pensarci bene quella coi draghi è una vostra alleata quindi non si capisce perché dovrebbe attaccarvi, però dai.. mettetevi contro di lei così magari veramente vi brucia..".

Poi c'è stata l'Esposizione Universale di Westeros con tanti mirabili ritrovati della tecnlogia e della medicina a cui nessuno in migliaia di anni aveva mai pensato.
 


Serve un'arma micidiale per sconfiggere i draghi? E che sarà mai, Qyburn ti inventa il super-balestrone, basta solo convincere Drogon a starsene lì fermo e immobile a farsi impalare (senza nranche respirare, sia mai che il balestrone prenda fuoco).



Poi c'è il morbogrigio, che è tipo la malattia del secolo di Westeros, nonostante gli sforzi di tutti gli arcimaestri non c'è niente da fare, il contagio è una sentenza di morte... per tutti tranne che per Jorah, che ha la fortuna di incontrare Sam! Infatti il tirocinio a forza di padelle raschiate gli è valso un paio di lauree ad honorem, e Sam concepisce una cura geniale a cui nessuno evidentemente aveva mai pensato: per guarire dal morbo grigio basta.. raschiare via il morbo grigio!!


(detto tra noi, geniale pure Missandei: da un'occhiata, capisce che da quelle parti non è cosa, si arrangia con quello che ha...)

Il mio journal

Vi ricordate la mia super-meravigliosissima Midori-O-Meglio-Fauxdori???


Ecco, vi avevo lasciato con l'atroce dilemma che sovrasta ogni mio acquisto, e cioè "e ora che accidenti ci faccio?!", ma in questo caso, sia lode a chi di dovere, la risposta mi è venuta immediatamente e in maniera del tutto automatica.

Cioè, come un Prigione nascosto nel marmo in attesa solo dello scalpello giusto, il mio journal si nascondeva all'interno dell'inserto Midori (quello - sì - originale: ragazzi.. che carta spettacolare!) e a gran voce ha preteso di essere tirato fuori dalla sottoscritta non appena inserito nella sua custodia.

Solo che, niente, non so spiegare di che diamine possa trattarsi..



Dunque, in pratica ho scandagliato per qualche ora i meandri di Pinterest alla ricerca di temi interessanti e/o originali e/o privi di qualsiasi significato.
Ne è venuta fuori la lista che vedete qui sotto (più molti altri spunti annotati a parte caso mai mi venisse in mente di perseverare in questa follia).


A tempo perso - e prevalentemente quando mi sveglio al mattino prestissimo e aspetto che il tè si raffreddi - prendo un tema a caso dalla mia lista e vado mi metto a scarabocchiare fesserie:






Boh.. non ho davvero idea di dove andrò a finire.. però mi sono resa conto di avere negli ultimi anni focalizzato troppo la mia attenzione sul "layout" inteso come abbellimenti, colori, immagini.. tutte cose che mi piacciono molto, certo, ma ho finito per sacrificare troppo spesso la parola scritta (al punto che, non essendoci più abituata, la mano comincia a dolermi dopo poche righe).



Mi diverte? Sì.
Mi rilassa? Sì.
Lo trovo interessante? Assolutamente sì.

Per il momento, non mi serve altro...