Down-under.
Sotto-sotto.
Cioè come gli anglofoni chiamano l'Australia, che sta fisicamente sotto.
A me l'espressione piace da matti, anche se più che sotto-sotto la vedo come un giù-all'incontrario.
Ecco da 6-7 anni a questa parte io mi sento come se fossi finita giù-all'incontrario, in un posto in cui molti valori, molte espressioni, molti riferimenti sono proprio al contrario di come uno sarebbe abituato ad intenderli.
Cioè, per carità, non sto dando giudizi di merito, ché si tratta per lo più di piccolezze per cui non ci sono "giusto" o "sbagliato".
Però qua gli anni passano ed io continuo a sentirmi disorientata..
E come potrebbe essere altrimenti? Come si fa ad intendersi sui concetti, se già le parole le usano al contrario?!?!
Non ci credete?
Okay, prendiamo la lingua.
Qui dove vivo io, per dire "statti fermo e immobile" dicono "mòviti ddocu", che tradotto sarebbe "muoviti là" (mia interpretazione: "devi stare talmente immobile che se pure ti vuoi muovere devi restare esattamente dove sei". Un po' cervellotico, lo so, ma non per niente questa è la patria di Pirandello..).
Poi, che ne so, si vede che non è una terra particolarmente dinamica, tant'è che perfino i verbi di movimento gli generano confusione: per esempio uno che al mare passa un sacco di tempo in acqua, quando si rende conto che gli stanno venendo le stigmate bianchicce sui polpastrelli e sarebbe meglio rientrare, da che mondo è mondo decide di uscire (= sono in acqua quindi esco dall'acqua).
Qua da me no.. ma non è che usano un'altra espressione, usano proprio il contrario!
Tu sei lì che ti godi il mare e quand'è ora di uscire sicuro come la morte che ti sentirai chiedere:
- ...entriamo???
- eh!?!?
- sì dai.. si è fatto tardi.. entriamo??
Ma Santiddio, sei in acqua, dove accidenti vuoi entrare!?!?
Ancora: in italiano la mollica è la parte interna del pane, quella più umida, la più morbida..
Mo' ci sta che i vari dialetti possano usare parole diverse, ma alla fine sempre quello intendono: la parte interna, morbida, umida.
L'altro giorno al panificio ho assistito perplessa alla scena di una signora che chiedeva "mezzo kg di mollica" ed io, che non mi stupisco più di niente, ho pensato "boh, ci dovrà fare i peperoni ripieni...".
Poi vedo Maurizio che imbusta del pagrattato e rifaccio i collegamenti: pangrattato-secco-duro = mollica-morbida-umida.
Cioè, non una cosa simile, esattamente l'opposto... Tutto regolare, no??
D'altra parte, ripeto, come si fa ad intendersi, se non ci si mette d'accordo neanche sulle regole basilari, tipo la consecutio temporis?
Oddio, qua in realtà credo che i Siciliani siano semplicemente avanti, cioè hanno fatto loro il concetto del simple present inglese: se chiedi, che so, "amore, mi porti un bicchiere d'acqua?" facile che ti sentirai rispondere "ma certo, te lo sto portando". Peccato solo che "amore" passerà la prossima mezz'ora asserragliato sul divano davanti alla play. Ma non ti stava mentendo, no, con il suo gerundio dal sapore anglosassone intendeva anzi darti prova di quanto seriamente intenzionato fosse a portarti quell'acqua: "sono talmente deciso a portartela, che praticamente è come se lo stessi già facendo".
Sì, peccato che nel frattempo puoi morire disidratato...
Il meccanismo ora mi è chiaro, ma pensate un po' a quanti equivoci, prima che mi entrasse in testa:
- Passi l'aspirapolvere?
- Sì, lo sto passando..
- ma non è vero!!! Bugiardo!!!
Poi dice che una apre il blog per tenerci delle lezioni di lingua... ah, quanto mi mancano quei gratacü...
EDIT
(da un episodio di vita vera, neanche mezz'ora fa)
In tutto il mondo quando uno vuole ringraziare, cosa fa? Grazie, thank you, merci, Danke... Perfetto, almeno questo è uguale pure in Sicilia, anche i Siciliani, bontà loro, con "grazie" intendono "grazie" e non "che ti venga un giradito" (che sarebbero pure capaci, ormai non mi stupisco più di niente...).
Ma quando proprio vogliono esagerare coi ringraziamenti, quando il piacere che gli hai fatto è enorme e la riconoscenza trabocca.. cosa mi sento dire??
"Non ho motivo di dirti grazie...." No, eh.. figurati.. mandami a fanculo, magari...
(nota: il tizio di poco fa davanti ai miei occhioni sgranati s'è sentito in dovere di specificare che sarebbe un "mi hai fatto un favore così grande che anche se ti ringraziassi le parole non sarebbero abbastanza, e quindi non ho modo di ringraziarti".. insomma, s'è parato il culo...)







