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Yankee Candles

La fissa del momento: le candele profumate.

Lo so, lo so, in quello che sto per dirvi non c'è neanche un briciolo di originalità, ma che vogliamo farci? Quando parlo di "fissa" intendo proprio quello: un tarlo, un'ossessione, che si insinua nel mio cervello e finché non la spurgo resta lì a stagnare.

(che belle immagini di prima mattina, eh?)

Insomma, tutto cominciò ad Aprile dell'anno scorso, quando per il mio compleanno mi fu regalata una YC scelta accuratamente in base alla colorazione: sparkling lemon, un bel giallo limone, per assecondare i gusti stilistici di mio marito e complicare ulteriormente una battaglia sugli arredi che già si presentava problematica.
In realtà la passione ha tardato a divampare, tant'è vero che ho utilizzato questa candela come soprammobile, senza mai accenderla fino ad epoche assolutamente recenti.

E lì bang! E' stato amore..


L'essenza al limone resta tutt'oggi la mia preferita, ma nel tempo ho saputo scoprire e supportare anche profumazioni diverse, inserendomi con la mia opinione ragionata nell'annosa diatriba che affligge gli appassionati: meglio l'Orsetto o il Bucato Steso al Sole?

(non c'è storia, le lenzuola vincono ai punti..)


Quelle che vi ho mostrato finora sono le bellissime giare YC: ossia dei concentrati di cera e profumo che vanno avanti a bruciare per settimane, si tappano e stappano alla bisogna (le YC non vanno MAI spente soffiando sulla fiamma, ma solo ritappando la giara), lasciandoti poi con una simpaticissima boule da posizionare strategicamente in casa (tipo per tenerci i cioccolatini. Io ci ho messo dentro il "presepe"). Praticamente perfette, se una riesce a soprassedere sul loro unico punto debole: costano quanto una cena in pizzeria per tutta la famiglia.

Chi si appassiona al genere si trova quindi ben presto a dover fronteggiare una grande difficoltà: come conciliare la propria legittima aspirazione ad una casa che odori come i boschi di conifere con l'altrettanto legittimo desiderio di continuare a pagarsi le bollette?

Si cominciano quindi a vagliare soluzioni più economiche, e si entra nel tunnel delle tarts...
Innanzitutto ci si deve procurare un bruciatore: qua accanto vedete un superclassico detto "tulipano" dalla sottoscritta e "cicarone" dal consorte (che ovviamente ne possiede una sua versione, rossa). Ora, probabilmente si potrebbero utilizzare anche i bruciatori che si vendono sulle bancarelle dei pakistani, ma visto che in questo caso la spesa è contenuta (10 euro), preferisco dar spazio alla mia grandeur.
Questo affare si usa inserendo nello spazio in basso una comunissima tealight e nel tulipano una tartina YC.



Volete profumare la casa senza rinunciare al riscaldamento o all'istruzione per i vostri figli? Le tartine YC sono la risposta! Costano pochi spiccioli e durano ore.
 Qui accanto le mie essenze preferite del momento:
- Pisello Odoroso (che già il nome è sufficiente per farla amare a chiunque);
- Aloe (tanto ultimamente con l'aloe ci farebbero anche i sacchi della monnezza);
- Lago al tramonto (anche se quando sono stata al lago caso mai puzzava di acquitrigno, ma vabbè)
- Macintosh (ce l'ho anche in versione deodorante per auto, come aprire la portiera e credere di trovarsi nella cucina di Nonna Papera quando sforna le torte).

E quindi al momento profumiamo tutti: nel living ho quella maledetta soft blanket (giara grande) che, secondo i miei calcoli, si esaurirà nella primavera del 2018, nella craftroom alterno bellamente le tart nel bruciatore a tulipano, adoperando la famosa Tecnica del Pirottino, che consente di alternate le tartine senza dover per forza aspettare di terminarne una.

(che poi veramente a me succede anche una cosa strana che non riesco a spiegarmi: quando tolgo il pirottino con il suo residuo di tart dentro, scopro che un liquido meno denso della cera sciolta bagna comunque il fondo del tulipano. C'è qualche chimico in sala che può spiegarmi il fenomeno? Pur dubbiosa, io mi limito a riversare l'acquetta nel pirottino e chi s'è visto s'è visto).

Voialtri, là fuori? Chi altro si è già perso nel tunnel profumoso? Quali essenze potete raccomandarmi??

Black Friday de' noartri..

Quelli tra voi dotati di formidabile memoria e tenace attaccamento ai particolari privi di interesse ricorderanno la mia intensa esperienza con il Black Friday 2014.

"Casualmente" quest'anno mi ritrovo proprio con due giorni di ferie presi in concomitanza con il BF, quindi diciamo pure che sto programmando scientificamente l'edizione 2015.

Partiamo dalla data: venerdì 27 Novembre.
Staccate i telefoni (a meno che non vi serva concordare acquisti di gruppo via whatsapp), mettete a nanna i bambini e mandate vostro marito a fare la spesa, niente e nessuno deve potervi disturbare.

Il mio shopping compulsivo prevede queste fermate:


Nonostante tutti i dispiaceri che mi hanno fatto prendere ultimamente, Studio Calico resta il mio pusher prioritario in ambito di craft e scrapbooking. In virtù dei dispiaceri di cui sopra, quello di Dicembre sarà con ogni probabilità l'ultimo kit del mio abbonamento mensile e proprio per questo non voglio lasciarmi scappare la possibilità di fare scorta di materiali col BF.
Di tutte le offerte che hanno messo in calendario, quello che mi interessa sono alcuni vecchi kit (23 Novembre) e le Grab Bags (28 Novembre), che consistono in materiale misto "a sorpresa" molto ma molto sottocosto.
 Prevedo poi di fare un salto su Amazon, visto che già da qualche mese sono senza stampante e comincio a boccheggiare. Se ci fosse qualche buona offerta potrei prendere in considerazione l'idea di upgradare il mio amato Kindle, così come quella di utilizzare nella sezione Abbigliamento il buono sconto da 10 euro che Intesa Sanpaolo mette a disposizione di tutti i suoi clienti.



Douglas è una profumeria da cui mi servo spesso sia perché è una delle poche presenti sul misero territorio locale, sia perché ha la soglia dell'azzeramento spese di spedizione molto bassa. Visto che alcuni prodotti della mia linea cosmetica preferita mi stanno terminando proprio in questi giorni, approfitterò dei loro codici sconto (fino al 50%) in promozione per il Black Friday.


Okay, Aliexpress non c'entra molto con il Black Friday, e anzi, datosi i tempi di spedizione giurassici acquistare in questi giorni da loro è probabilmente sconsigliabile, ma che volete farci? Io sono continuamente e irrimediabilmente attratta dalle fesserie, e quando con un paio d'euro ci si può regalare un pomeriggio di felicità.. ma cosa dovrei desiderare di più dalla vita...???

My Shopping Cart n. 2

(rubrica a cadenza casuale, contenente gli ultimi irrinunciabili acquisti della sottoscritta)


1. Pigiama I like you more than free wi-fi: preso da Tezenis per una ventina di euro, non vedo l'ora di svegliarmici dentro le mattine d'autunno mentre Daniele si lamenta perché come prima cosa parte la suoneria d'avvio della Samsung...


2. Porta rotolo da cucina da appendere: io l'ho preso da Dmail, nel negozio fisico (sui7/8 euro), ma in quello online non mi è riuscito di trovarlo. A mio modesto avviso, una gran genialata, si risparmia tantissimissimo spazio sul piano lavoro ed è anche carino vederlo là sospeso..


3. Fialette di olio d'argan puro al 100%: so che va molto, ma non mi fido dei prodotti "all'olio di argan", per cui ho (inutilmente) rotto le scatole alla nostra colf marocchina, finché non l'ho trovato in vendita nello shop del Padiglione Marocco all'Expo (6,90 euro). Il problema ora è che non so bene che diamine farci.. tanto per provare, ne ho aggiunte una decina di gocce al mio solito shampoo, e.. wooooow! Medito di fare lo stesso con la crema corpo.. vi farò sapere..


Travel Fetish

Sottotitolo: già tremo al pensiero di cosa mi tirerò in casa avando inserito la parola "fetish" nel titolo...

Allora, il problema è che volevo anche cercare un termine più appropriato, ma proprio non sono riuscita. Ultimamente Google non mi da più le soddisfazioni di una volta, sarà la crisi del ventesimo anno?

Immagino che tutti conoscano il nano di Amélie. Avete presente, vero?? Amélie Poulain, per sorprendere e dare una svegliata a suo padre gli sottrae un nano da giardino, affidandolo ad un'amica hostess che se lo porta in giro per il mondo scattandogli foto nei posti più lontani. Queste foto poi tornano al papà di Amélie finché non gli scatta qualcosa dentro e si decide a mettersi in viaggio anche lui.


Bella storia e ne hanno fatto anche una specie di Movimento per la Liberazione dei Nani, per cui ormai è magari difficile trovare una cartolina con la piramide di Cheope, ma non hai problemi a imbatterti in nani sull'Himalaya o nelle acque di Bora Bora.
A me però non interessavano tanto le drammatiche vicende dell'autodeterminazione nanesca, quanto.. il fatto di portarsi dietro un oggetto, uno qualunque, e fotografarselo in giro per il mondo.

Un.. feticcio da viaggio, ecco.

Presa com'ero a cercare hashtag per le mie foto, non sono riuscita a trovarne neanche uno. Come li chiamano 'sti cosi!?!?
Sono sicura che ci sarà una parola, un'espressione.. in inglese, probabilmente anche in giapponese..

Io un feticcio ce l'ho, ed è la mia Sachi, kimmidoll dall'improponibile prezzo la cui storia ho già raccontato in QUESTO post.

Negli ultimi anni Sachi mi ha accompagnato un po' ovunque...


Ma come si chiamano i compagnetti di Sachi spersi per l'Orbe? Perché vorrete mica farmi credere d'essere l'unica folle al mondo che sottrae 200 gr al preziosissimo bagaglio a mano RyanAir per consentire al suo pupazzetto di legno di visitare il Louvre o prendere il sole a Malta.. naaaa.. così come Sachi, anche io devo avere le mie anime gemelle..

EDIT: almeno due li ho trovati!!! Sono due genialissimi studenti americani che si portano dietro un omino Lego fotografo e gli fanno fotografare i quattro angoli del mondo..




RI-EDIT: su suggerimento di LumacaMatta, ecco una specie di Smiley con le gambe (e pure collegato a un Project Happiness!) http://www.laughterbuddies.com






Tre Prodotti - Insane Edition

Rubrica dalla cadenza casuale determinata dalla sottoscritta in maniera assolutamente arbitraria


1. Ombrello ad aria



Perché perdere tempo con rivestimenti di nylon che poi restano bagnati e ti inumidiscono l'interno della borsa, quando c'è un ombrello che spara aria respingendo le goccioline di pioggia?

No, ma vi immaginate di percorrere le strade della vostra città sotto l'acqua con un coso del genere in mano? Magari a ritmo di marcia da majorettes?

C'è bisogno di dire altro? Io LO-VOGLIO.
Si acquista QUI.





2. Tostapane-defibrillatore



Diamo una svolta alle nostre noiose colazioni con questo gadget alla Grey's Anathomy che ci consetirebbe di gridare "Presto! Lo stiamo perdendo!!! Carica a 200...".

Bzzzzzzzzzzzzz.

Certo, resta un pochino ingombrante poggiato sul tavolo, ma.. volete mettere la soddisfazione?
Lo trovate QUI.






3. Filtrini da tè con gruccia



Per quanti come me amano il tè sfuso ma si dannano la vita ad armeggiare con filtri e colini.. ecco la soluzione!
No, ma vi rendete conto??? Io 'sti qua me li compro sul serio, sono troppo graziosi!
Messi poi tutti in fila sulla loro stampella.. no, li devo assolutamente avere..

Ecco DOVE comprarli.

Tre Prodotti (Beauty editition)

Rubrica dalla cadenza casuale e volubilmente decretata dalla sottoscritta


http://www.tailoredbeauty.bio/shop/linea-viso/burro-struccante/#tab-description

Ho scoperto l'esistenza di questo prodotto in rete, leggendo qua e là recensioni entusiaste. Quello che mi ha colpito di più inizialmente è stata la filosofia della sua creatrice: è la crema che deve adattarsi alla pelle e non il contrario!
Intendiamoci, l'ecobio costa, e l'ecobio di produzione semi-artigianale (Sara crea i suoi prodotti e poi li fa realizzare da un laboratorio per via delle certificazioni) costa ancora di più e di 'sti tempi 23 euro per un prodotto di cui neanche si sentiva l'esigenza potrebbero sembrare una follia.
Invece secondo me è un ottimo investimento!
Infischiandomene del suo nome, io lo uso come ultima coccola serale prima di andare a letto: ne passo un po' sul viso, massaggio e tolgo l'eccesso con un dischetto imbevuto. Stop. La pelle ringrazia, e resta morbida e compatta a lungo...

http://www.ecco-verde.it/khadi/henna-senna-cassia-neutral

Ho i capelli di un castano chiaro con riflessi ancora più chiari, e non mi è mai piaciuta l'idea di colorarli, per cui finché non ho scoperto l'esistenza di un hennè che non tingesse, mi sono tenuta alla larga da questi prodotti.
Con la cassia è stato amore a prima vista: ho trovato una "mia" composizione della pappetta con cui miscelarla, lo faccio regolarmente ogni 2 settimane ed effettivamente i capelli si sono irrobustiti, fanno più massa, e risultano anche più lucidi e corposi.
La confezione da 7 euro mi basta per circa 4 applicazioni (io lo prendo da Ecco-Verde)

3. Silky Feet della Noksan

Anche questo è un attrezzo i cui costi (intorno ai 25 euro in farmacia, a partire dai 16 in rete) mi avevano finora tenuto lontana: con aria sprezzante mi dicevo "perché spendere altri soldi, è sufficiente una buona grattata di pietra pomice..". Peccato solo che passare la pietra pomice sia lungo e stancante.. e alla fine non lo facevo mai!
Non ho veri e propri problemi di calli, solo un po' di pelle ispessita intorno all'alluce e screpolata lungo i talloni, specie d'estate. Questo aggeggino qua rende la pedicure un momento piacevole e rilassante e il fatto di constatare subito i risultati invoglia a perseverare.
In questo momento il sito su cui l'ho acquistato l'ha esaurito (immagino grazie a me e alle mie colleghe che me l'hanno copiato dopo averlo visto), ma spero lo ripropongano presto.

Nota: non sono una beautysnob (quelle che comprano solo prodotti di marche costosissime o realizzati con estratti di ghiandole pineali di marmotte della tundra), né una fan dell'ecobio senza se e senza ma. 
Per molto tempo ho acquistato semplici prodotti da supermercato, scegliendoli sostanzialmente in base al packaging e alla profumazione e contenta di non spenderci più di 5 o 6 euro. Alla fine erano sì pochi spiccioli, ma pochi spiccioli sostanzialmente buttati, visto che, non portandomi significativi benefici, ed essendo io profondamente pigra, restavano pressoché intonsi sulla mensola del bagno in attesa della scadenza.
Ultimanente mi sono invece esortata a fare un rapporto tra costi e durata nel tempo: il burro di cui sopra, ad esempio, mi dura da tantissimo e il barattolino è ancora quasi pieno, visto che, avendo una texture molto corposa basta applicarne davvero poco.
La mia crema viso costa sì 45 euro, ma mi dura 8/9 mesi e la uso tutta.
Voi che ne pensate?

Story of a Home - Special Guest parte II

Come già raccontato qualche giorno fa, recarsi all'Ikea per acquistare quel che ci mancava degli arredi di casa è stata quasi una scelta obbligata.

"Quel che ci mancava" è però una definizione inesatta, considerando che stiamo passando da circa 60 a circa 120 mq, tanto più che anche per i 60 mq pregressi ci siamo sempre limitati a riciclare quel che dismettevano altri familiari, rimandando il momento in cui comprare arredi veramente "nostri" a quando avessimo avuto una casa veramente "nostra" (almeno, io rimandavo.. mio marito era solo felice di non dover spendere..).

Insomma, per farla breve allo stato attuale possiamo dire di essere in possesso solo dei mobili di quello che viene pretenziosamente definito lo studio di Daniele (non che abbia niente da studiare, ma chiamarlo cameretta metteva tristezza..).

Ora, chi mi conosce sa bene quanto affetto io riservi alla mobilia made in Sweden e comprenderà quindi facilmente come io non abbia neanche mai preso davvero in considerazione nessuna possibile alternativa, tanto più che lo sforamento del budget (le ultime stime indicavano che abbiamo sforato del 120%) ci costringeva giocoforza ad orientarsi su opzioni low budget.

Diverso è l'atteggiamento dell'altra metà degli aventi diritto, il quale, nella sua sia pur dichiarata incompentenza ed ancora più proclamata completa&totale indifferenza, è però molto sensibile ai gusti idee pregiudizi materni di chiara impronta old school tra cui prevalgono due principi tra tutti:
1) non è buono se non costa tanto;
2) non è buono se non lo puoi comprare vicino casa.

(è così che si sono ritrovati le pareti di casa ricoperte di un parati color rosa antico con tralci di vite e fiori argentati, ma questa è un'altra storia..)

Ma chi la dura la vince, per cui, dopo ripetuti rinvii e costretti dallo scadere di una promozione a cui non volevo rinunciare, una bella domenica ci siamo infilati in macchina e partiti alla volta di Ikea Catania.
E qui, cari miei, ho scoperto cose su mio marito che non avevo mai avuto modo neanche lontamente di sospettare:

  1. E' assolutamente e totalmente privo di qualsiasi capacità immaginifica. Gli fai vedere un tavolo bianco e gli dici "beh, potremmo prenderlo nero" e lui ti sgrana gli occhi smarrito, si guarda intorno alla ricerca di qualcosa su cui posare lo sguardo, pronto a chiedere all'omino Ikea di turno se per caso non gliene possono montare uno nero lì su due piedi;
  2. E' anche privo di fiducia in se stesso in qualità di architetto (e questo ci sta, non è davvero cosa sua..), ma è privo di fiducia anche in ME come architetto (e questo ci sta assai meno), né si lascia convincere dal principio che "okay, magari siamo due schiappe, ma quando mettiamo su una casa che piace a noi, a chi altri dovremmo rendere conto..?". Conclusione, ha piagnucolato tutto il tempo chiedendomi di assoldare un architetto vero che ci aiutasse nella scelta. No, dico, ci rendiamo conto?? Un architetto (= euro 1500) che mi accompagnasse all'Ikea a scegliere la composizione della Billy (= euro 120)?!?!
  3. Ha fatto suo un curioso principio (sempre di derivazione materna) secondo cui, visto che la mia perfidia mi ha portato a scegliere un pavimento grigio chiaro, ora "la casa ha bisogno di colore", cosa che ci può anche stare, purché il colore si limiti ai complementi d'arredo e non mi faccia ritrovare col soggiorno giallo limone che aveva adocchiato lui.
  4. Quando mio marito si innervosisce, diventa aggressivo;
  5. Per fortuna le polpette con la marmellata di mirtilli riescono a calmarlo.
Insomma.. dopo aver questionato per un'ora (un'ora!!!) per delle tende (delle tende!!!) che io volevo comprare (Ma sono bianche! Mi avevi promesso che le tende le avremmo prese colorate!!!), mi sono data per vinta: ho strappato la mia wishlist, posato le tende sul loro scaffale, gli ho comprato un cono gelato (probabilmente la cosa che gli è piaciuta di più in tutto lo stabile è stata la macchinetta automatica per il gelato) e siamo rimontati in macchina con solo un vassoietto oblungo che era piaciuto a tutti e due.

Poi ho preso un giorno di ferie e il lunedì sono tornata a comprarmi tutto da sola.

Story of a Home - Special Guest parte I

Avevate dubbi? La prima, indiscussa, gigantesca guest star per quanto riguarda la mise en place della nostra nuova casa è sempre lei..


Ora, non so voi che rapporti abbiate con Miss Sweden, ma per quanto mi riguarda la storia è più o meno questa: era la primavera del 2004 e la sottoscritta, allegra&spensierata nonostante la recente perdita del suo primo posto di lavoro e l'ancora più recente rottura sentimentale con Pasquale detto Banderas (e ho detto tutto), attraversava Piazza Dante a Napoli indecisa se investire i suoi ultimi 10 euro nei libri usati di Port'Alba o in un sandae al cioccolato da Mac Donald's.
All'improvviso nel centro della piazza vedo quello che poi si sarebbe rivelato essere un tavolino LACK, solo in scala 1:2.000.000, nel senso che sotto al tavolino ci potevi parcheggiare una 500.
Pochi metri più avanti, ed ecco una POANG aereodinamica ed immensa.

Insomma, io ancora non lo sapevo, ma la Svezia era ufficialmente entrata nella mia vita.

Da quel momento in poi non si contano le volte che ho trascinato ad Afragola amici conniventi e fidanzati spazientiti, una madre complice ed un padre manipolato, senza risparmiare nessuno (purché automunito), ed arrivando a costringere anche degli amici in visita dalla Namibia, millantando che quella fosse la strada più veloce per Pompei.

Naturalmente quando ho deciso di mettere su casa dove altro avrei potuto farlo, se non nel punto geograficamente più lontano possibile da un negozio Ikea? Ebbene sì, eccovi spiegato il motivo del mio trasferimento in Sicilia: ho preso un atlante e, a forza di studiare, ho scientificamente provato che il luogo più lontano dalle BILLY e dalle EXPEDIT che avrei mai potuto raggiungere era proprio quello, Agrigento.

Ma non mi sono data per vinta: in un'epoca non così lontana (2009), eppure ancora tragicamente priva di wifi e connessioni h24, grazie ad un banalissimo cellulare di prima generazione e a precise&perentorie indicazioni date in tempo reale a mia madre e mia zia, sono riuscita a farmi spedire da Napoli quelle tre o quattro cosette di cui sentivo di non poter proprio fare a meno, arrivando ovviamente a pagare delle spese di spedizione i cui costi complessivi si avvicinano molto al bilancio di uno stato europeo di medie dimensioni.

Poi, all'improvviso, la notizia: Ikea avrebbe aperto una sede a Catania!
Non esattamente sotto casa, certo, ma almeno avrei potuto smetterla di comprare solo tazze, bicchieri  contenitori di plastica (le uniche cose che riuscivo ad infilare nel bagaglio a mano).
Di tanti giorni che avrei potuto scegliere per il mio emozionante debutto alla Svezia in salsa sicula, naturalmente, sono andata a pescare la prima domenica dopo l'inaugurazione, una roba a metà tra una tana di termiti e la giornata mondiale della gioventù di Rio.

Da allora ogni passaggio per Catania (passaggi che, quando si tratta di dover prendere un aereo, sono ahimè spesso obbligati) si trasforma in una buona scusa per un salto all'Ikea e non vi nascondo che spesso i voli da prenotare sono stati scelti non in base alle tariffe più economiche, ma in base alle ore di libertà che avrei potuto trascorrere tra MALM e FAKTUM.

(il tutto si è recentemente complicato da quando pretendo di infilarci anche una visita da Tiger, ma ce la posso sempre fare..)

Insomma.. chiaro ora perché al momento di completare gli arredi di casa la sottoscritta non avesse più nessun dubbio su dove doversi recare..???

Tag #Le Borse della Mia Vita

Imperterrita, continuo ad autotaggarmi nei tag che non mi filano manco di striscio, soprattutto perché sono in buona parte videotag e poi perché il mio blogghetto è uno di quelli sfigati che tipo gli altri blog gli tirano le granite addosso nei corridoi della scuola.

Insomma, in rete gira questo tag centrato sulle borse, e siccome mi piace un sacco parlarmi addosso, e siccome sono una-shophaolic dichiarata, e siccome quasi tutti i miei acquisti compulsivi si concentrano in minchiate e le borse sono uno dei pochi accessori da femmina che effettivamente mi piace comprare.. eccomi qui!

1. Abbini il colore della borsa a quello delle scarpe o dei vestiti?
Cominciamo bene.. No, direi che, a parte evitare accostamenti che proprio sono pugni nell'occhio, non faccio molto caso all'abbinamento di borse e scarpe, soprattutto perché le scarpe non sono un accessorio che amo troppo, quindi ne posseggo poche paia di tipologia basica.
Un po' più di attenzione la faccio nell'abbinare la borsa col soprabito (se in inverno) o con il top in estate.

2. Qual è la tua borsa da tutti i giorni? Ne hai una apposita per lavoro/università/scuola?
Qua proprio non capisco la domanda: ho una borsa da tutti i giorni e, siccome lavoro tutti i giorni, quella è anche la mia borsa apposita per il lavoro!

Al momento la mia borsa del cuore è questa Micheal Kors, acquistata dopo lunga meditazione, in tela saffiano e quindi ultra-resistente. Mi piace perché è capiente, leggera, ed anche abbastanza rigida da mantenere in verticale le cose che infilo all'interno.




 
3. Quale borsa scegli per una serata in discoteca o al pub?

Premesso che le mie serate in discoteca si contano sulle dita di una mano, diciamo che per una serata fuori tendo ad utilizzare borse piccole, tipo questa Furla argentata (che ormai avrà un 6/7 anni).
Quello che mi piace è che il manico è sganciabile e la posso portare anche infilandola al polso e poi che la adatto anche per cerimonie non troppo formali.





4. Qual è la borsa che ti ha deluso perché pagata tanto e poi si è rovinata subito?

Lei.
Non mi stancherò mai di dire peste&corna di questa Coccinelle, pagata un bottissimo nel periodo in cui volevo assolutamente una borsa di pelle bianca e tutti mi dicevano "vedrai che si sporca subito, se proprio devi prendi almeno una buona marca così stai tranquilla..".
Vi assicuro che l'ho sempre tenuta con la massima cura, ma altro che sporcarsi, intorno alle cerniere ci sono macchie di ruggine e la pelle si è come allargata (ho una borsa con i pori dilatati). Insomma.. lo shock è stato tanto che ancora guardo con diffidenza tutti i modelli di questa marca.

5. Quale borsa hai voluto per molto tempo e alla fine hai acquistato?

 Le reticenze in questo non caso non derivavano dal costo (é una Braccialini Tua, prezzo medio/basso), ma dal fatto che questa è la prima borsa che ho comprato da quando ho un lavoro "serio" (prima giravo con Carpisa e borse da mercatino).
Tra l'altro è un modello che ancora mi piace molto, che uso spesso e che ha retto bene nel tempo (tranne due orribili unghiate su uno dei manici imputabili a uno dei tanti esseri pelosi raccolti in casa da Daniele).





6. Qual è la borsa più brutta che hai?
Vabbè.. trattasi di una borsa che mi è stata regalata qualche anno fa per il mio compleanno: una Pinko Bag in tela con stampe etnico/animalier.. boh? Non dico che non possa piacere, ma proprio non è il mio genere..











7. Poche borse ma buone o molte borse di scarsa qualità? 
Ah, bellissima domanda! In passato sono stata una grande acquirente di borse Desigual, che come design mi piacciono ancora tanto (e infatti ne ho parecchie), non fosse che ormai se ne vedono troppe in giro. Epperò una cosa la devo ammettere, la qualità lascia parecchio a desiderare! Le tracolle, soprattutto, si rompono quasi subito (una mi si è sfaldata la prima volta che l'ho indossata.
Quindi, tendenzialmente, ora cerco di comprarne meno, ma di assicurarmi che siano di buona qualità, consapevole al tempo stesso che il marchio non è sinonimo di garanzia (vedi Coccinelle, grrrrrr).

8. Consiglia una borsa per fare shopping o la spesa senza impicci
Lei! La mia adoratissima Longchamp Le Pliage color ciclamino.
Ho scoperto queste borse durante una vacanza a Parigi, sembrava quasi che le parigine non indossassero altro (e i giapponesi in cosa alle Le Fayette erano più di quelli in coda per Luis Vuitton).
La uso quasi senza soluzione di continuità dalla primavera ad autunno inoltrato ed è praticamente indistruttibile. I manici sono lunghi abbastanza per infilarla sotto braccio, la tela è idrorepellente e quando devi metterla via si ripiega occupando pochissimo spazio nell'armadio senza deformarsi.
Uno dei miei prossimi acquisti sarà proprio la stessa borsa in formato più grande e di qualche altro colore brillante.

9. Qual è la tua borsa col colore più acceso?
Proprio perché pentita di non aver preso una Longchamp senape (e non essendo più riuscita a trovarla in rete a prezzi onesti), la scorsa estate ho ripiegato su questa ALV di Alviero Martini, che ho pescato in supersaldi e mi piace perché mette allegria (e per il contrasto con il viola del rivestimento interno).
Magari sbaglio, ma ho l'impressione che ad indossare borse di colori accesi puoi ance fregartene degli abbinamenti.. uhm.. davvero sbaglio?







10. Qual è la borsa dei tuoi sogni che non hai ancora acquistato?
A parte la Longchamp che prima o poi mi procurerò, dovessi tornare sugli Champs Elysées, temo di non avere una "borsa dei sogni", anche perché con le manie compulsive che mi ritrovo, dal momento di formulare un desiderio al momento in cui clicco sul carrello per completare l'acquisto passano tipo 20 secondi.
Se proprio vogliamo sparare alto, direi un'intramontabile Birkin.. ma anche lì mi ferma non tanto il costo (okay.. mi ferma anche il costo), quanto il fatto di portare 10.000 euro al braccio mentre tutto il resto del mio outfit sì e no ne vale 40..

Cronaca di un Black Friday

Lo sapete, no? Il primo venerdì dopo Thanksgiving (quindi verso la fine di Novembre) in America è chiamato Black Friday che tradotto in italiano sarebbe un po' Armatevi delle Vostre Carte di Credito e Partite.

In pratica quasi tutti i negozi, reali e virtuali, offrono sconti pazzeschi sulla merce in stock, immagino per svuotare i magazzini in vista del Natale, e la gente si fa le nottate al freddo (freddo in Colorado.. avete presente?) pur di accaparrarsi qualcosa.

Qui da noi diversi shop virtuali si sono allineati (grazie, Amazon) e credo ne valga la pena soprattutto per quanto riguarda la tecnologia, o per chi, come me, comincia a mettere mano ai regali di Natale con laaaaaargo anticipo.

Sostanzialmente però per me il black friday riguarda Studio Calico, la mia fonte primaria di approvvigionamento per quanto riguarda il materiale scrap. Per dire: kit che solitamente costano sui 30 dollari, durante il BF vanno via a 10 o anche a 7.
Io poi sono una patita delle grab bags, ossia buste contenenti materiale alla rinfusa che mi hanno sempre dato grosse soddisfazioni.
L'unico problema è che Studio Calico ha un bacino di utenza sterminato e, nel momento in cui le vendite sono aperte bisogna proprio essere il dito più veloce del west per accaparrarsi qualcosa.
Io in genere uso la rinomata tecnica di infilare roba nel carrello alla cieca e smadonnare poi per i dieci minuti che ti sono consentiti per confermare l'ordine prima che il suddetto carrello venga svuotato.

E così, all'alba del Venerdì Nero ero già pronta:
- lista di ordini conto terzi segnata sulla Filo;
- carta di credito registrata sul sito;
- calcoli algebrici su distanze e fusi orari completati e verificati;
- sveglia impostata sul cellulare;
- due ore di permesso richieste in ufficio.

Non fosse che, per storie lavorative assai deprimenti, il mio bel permesso è stato revocato e, alle h 16.00 ero lì fremente di ansia e nervosismo con davanti un cliente imbecille che, dopo avermi fatto aspettare mesi per un paio di firme (manco il mutuo fosse stato mio..), ha deciso di presentarsi proprio quel giorno lì.

E così, tra uno sguardo in cagnesco all'indirizzo dell'imbecille, e risposte telegrafiche al telefono con il Direttore, mentre fingevo di compilare dati sul mio terminale in realtà ero impegnata ad assicurarmi quanto segue:


(Nota: per scattare queste foto ho spacchettato e risuddiviso tutto quello che c'era nelle varie grab bags e nei pochi kit che ho acquistato, compreso il materiale del mio abbonamento mensile al kit Project Life)


Sapete quanto ho speso per tutte queste carte (circa una 50ina.. alcune sono doppie)? Soli 9 $!!!
Sono troppo contenta.. le fantasie mi piacciono quasi tutte, e moltissime sono abbinabili tra loro. Il mio parco carte per il 2015 è al completo!

Contentissima per gli alfabeti wood veneer, che uso un sacco: uno lo avevo già, ma lettere extra fanno sempre comodo, quello del kit Underground era al vertice della mia wishlist e trovarmelo in una grab è stato bellissimo.
Stickers degli alfabeti: meh. Si usano sempre, prima o poi, ma non mi fanno impazzire.
Stesso discorso per i clear stamps: io non li uso quasi mai, ma in tante li adorano, quindi li venderò o scambierò.
Quei cosini chiari sulla dx sono paper pad, ossia blocchetti di carte patterned coordinate tra loro: anche il parco carte project life 2015 è a posto.


E qua... badaboom! Un sacco di cose, alcune doppioni, ma per la gran parte assai graditi (ok, tranne quei bottoni viola osceni, i centrini ancora più osceni, i cosini in resina e le mollettine).
I silkscreen non so neanche come usarli, ma qualcosa mi inventerò.
Molte cose sono in colore oro, perfetto per il mio mini DD.. molte stelle, che stanno cominciando a stancare.. e diverse gocce enamel che uso invece tanto..

Bene bene, posso proprio dirmi soddisfatta!
Che dite.. comincio a chiedere una giornata di ferie per l'anno prossimo???

Lo shopping online

Ogni volta che qualche cliente si siede alla mia scrivania premettendo "Devo chiederle una cosa, visto che lei è esperta..." io mi schernisco chiedendo se stiamo per parlare di cartoni animati giapponesi.

(in realtà mento. Una volta me ne intendevo, adesso sono tragicamente senza aggiornamento anche in questo campo)

Però c'è ancora un settore in cui sento di poter dire la mia: per dirla con Carrie, gli uomini magari non li capisco, ma lo shopping online, quello lo capisco.
Riesco a portare a casa sempre dei buoni affari, e, se si eccettua una borsa Furla di cui avevo equivocato il colore, posso dire di esserne rimasta sempre soddisfatta.

(che poi: "primula" è un colore che non vuol dir niente. Io pensavo intendessimo il giallo della primula, non il verde dello stelo.. vabbè...)




Quindi, per chiunque voglia addentrarsi nel magico mondo dello shopaholicismo virtuale, ecco i miei ragionati consigli.

Gli strumenti del mestiere
Non fatevi tentare da cartuzze virtuali e fesserie varie. Lo so, ricaricarle al tabacchi sotto casa è più comodo che fare la fila in banca, ma, care mie, con quelle robe non siete credibili e, quel che è peggio, rischiate di venire abbandonate nel momento più bello, quando, dopo studi, calcoli e sveglie all'alba per accaparrarvi gli oggetti del vostro desiderio, scoprite che il sito non accetta le carte elettroniche.
Una carta di credito con un buon plafond costa una trentina d'euro l'anno. Investite, signore, investite..

I siti
So quali vanno per la maggiore: Zalando, Yoox, robe del genere. La sottoscritta ci ha comprato pochissime volte, tipo il 2/3% degli acquisti totali.
Non mi piacciono proprio perché sono tanto battuti da diventare dei grandi magazzini virtuali, col risultato che gli articoli costano sì un po' meno che al negozio, ma mettendoci le spese di spedizione, alla fin fine siamo quasi là..
Di buono c'è che le eventuali spese per la restituzione sono sempre a carico loro, ma.. sapete quante volte mi è capitato di restituire qualcosa?? Due.
Bicchieri che arrivavano infranti.
Sempre loro, per due volte.
Non li sapevano imballare.

Io preferisco fare acquisti su siti diversi, su cui lo sconto è molto più forte, solo che.. quello che posso comprare lo decidono loro, non io.

Spiego meglio: questi siti aprono delle vetrine, in genere monomarca, su cui lo sconto arriva al 50/60%. Quindi la logica non è tanto "mi servono delle scarpe col tacco da mettere col vestito blu, vediamo se le trovo", quanto "vediamo cosa c'è in vendita oggi e se riesco a fare qualche buon affare".

La maggior parte di questi siti prevede un'iscrizione, quindi vi linko i miei preferiti con una breve recensione (i link sono degli inviti provenienti dal mio account. Ci sono piccoli bonus per me e per voi se vi iscrivete tramite questi link).

Vente-Privee: il mio preferito in assoluto, è un sito francese che vende di tutto, dai mobili agli accessori, dalle Moleskine alle Longchamp. Ogni giorno sono aperte 4 o 5 vetrine, ed è ben articolato in menu e sottomenu user friendly (ovviamente c'è anche l'app).

Saldi Privati: stesso meccanismo, stessi buoni affari.. un po' meno user friendly nella visualizzazione e un po' più concentrato su vestiario e accessori che sul resto.

Amazon Buyvip: idem come sopra, le marche sono quelle più conosciute in Italia.

Particolare non da poco: tutti questi siti hanno tempi di spedizione lunghissimi (tipo 2-3 settimane), quindi tenetelo ben presente quando fate acquisti. 

Qualche trucco
Neanche ve lo dico: le taglie sono il problema principale, specie per chi, come me, non è una di quelle a cui sta bene qualsiasi cosa.
Il miglior suggerimento che posso darvi, quindi, è di andarci cauti, almeno all'inizio.
Le borse, quelle sono sempre una buona idea.
Scarpe, con un minimo di cautela in più, vanno benissimo anche loro (ah, i bei tempi in cui mi provavo le Castaner nel negozio fuori l'ufficio, e poi tornavo dentro a ordinarmele col 60% di sconto..).
Arrivati al vestiario, fermiamoci un attimo. Partite dalle marche che conoscete e che sapete bene o male come vi stanno addosso. Io so che da Benetton prendo una taglia in meno, come so che da Desigual posso prendere i jeans, ma non i cappotti e che Guess alla mia taglia semplicemente non ci arriva. Quando è possibile, andate veramente a provarvi le robe nei negozi monomarca, e poi tornate alla scrivania.
Così, in generale, posso dirvi che le marche spagnole vestono più comode, quelle francesi sono microscopiche, e gli anglosassoni, Dio salvi la Regina, vestono dalla XXXS alla XXXL.

I saldi
Ebbene sì, anche chi di regola fa già sconti vertiginosi arriva prima o poi al momento dei saldi, il che vuol dire che ti porti via roba di qualità a due lire... sempre che tu sia fortemente motivata a farlo!
Questo per il semplice fatto che ci sono giustamente interi eserciti di shop-addicted che stanno lì ad aspettarli, 'sti benedetti saldi, ed è veramente una gara sul filo di lana a chi ci arriva prima..
Organizzatevi come meglio potete (io consiglio le sveglie sul cellulare), perché il più delle volte i saldi partono di mattina presto ed è proprio una guerra nei primi 10 minuti (poi non trovate più niente).
Negli anni, ho sviluppato una tecnica: infilo nel carrello tutto quello che posso, a casaccio e come in preda a raptus violenti. I carrelli in genere scadono dopo un quarto d'ora e quel tempo mi è sufficiente per valutare e scartare via via quello che non voglio prendere (anche perché ogni scarto fa ripartire i 15 minuti).
Da qui nasce la seconda regola: non abbandonare quelle acque anche se non si trova più niente, ma continuare a girarci intorno come squali affamati, aggiornando costantemente la pagina: c'è sempre chi opera come la sottoscritta e via via elimina roba dal proprio carrello, rimettendola in circolo.

Troppo sbattimento?? Sicuramente sì.. ma come avrei fatto altrimenti a portarmi via un giubbotto Geox a 30 euro, i Levi's a 15, e tutti i regali del Natale 2013 a poco meno di 50???


Raskog Cart - Versione 2.0

Quando, nel lontano Dicembre 2012, ho deciso di rimettere mano alla mia attrezzatura craft in base al Primo Sacro Principio del Decluttering (Disfati di tutto quello che non usi), ho iniziato conservando tutte le cose che mi sarebbero servite per il Project Life in una scatolina rosa made in Sweden.

Solo pochi mesi dopo, ho scoperto il carrello Raskog, sempre made in Sweden, in cui d'altronde era difficile non imbattersi, visto che Pinterest ne è letteralmente infestato.

In tempi più recenti ho fatto mio anche il Secondo Sacro Principio del Decluttering (Se non ce l'hai a portata d'occhio, probabilmente non lo userai mai), per cui il Raskog è aandato incontro ad una serie di manipolazioni, che si sono inevitabilmente sposate con il Terzo Sacro Principio del Decluttering (Se ogni cosa ha un suo posto, ci vorranno 5 minuti per riordinare).

E così ecco la versione 2.0 del mio Raskog (ft. Muji):




Ripiano n. 1

I contenitori in PP (due stretti per le card e uno largo per il resto) sono Muji, mentre i portapenne sono portavasi Ikea a cui è stata data una nuova destinazione.




Sul retro ho attaccato un cestino metallico, sempre Ikea, in cui dondola beata la mia collezione di washi tape.
 




Ripiano n. 2

 Il contenitore grande sulla sinistra è un Variera Ikea, quelli quadrati a destra sono sempre Muji, mentre quello tubolare al centro è un portapillole (sic) Muji, reinventato come porta-sequins.



 Attrezzi che utilizzo meno e alfabeti veneer (barattolini da omogeneizzati)


 Acrilici spray, gessetti, pastelli a cera, acquerelli e tamponi per inchiostro


Ripiano n. 3

Tutta la roba di uso meno comune: colla vinilica e supernastro biadesivo, pennelli, bottoni, paperpad, brads, twine...


Evidentemente il tutto è ancora un work in progress!
D'altra parte è normale, la mia attrezzatura si evolve con me..

E voi? Come conservate i vostri materiali??

A me le ferie fanno male..

Insomma: sarà che finora ho sempre preso le ferie spot, sarà che faccio viaggetti a destra e a manca, sarà che da brava figlia che vive lontano devo sempre conservare strappare con le unghie e coi denti qualche giorno sotto Natale, fatto sta che in tanti anni di onorata carriera professionale non sono mai riuscita a staccare dal lavoro per più di una settimana di fila.

(fa eccezione la Thailandia, ma, vabbè, per come ci sono arrivata mi sarebbero serviti due mesi di fila..)

Quest'anno mi ci ero messa d'impegno: ho accuratamente scelto le mie due settimane già a febbraio, le ho incastonate come per magia nel piano ferie generale, sono riuscita a mantenere la calma quando il Dir mi chiedeva di non sovrappormi con una quindicina di colleghi diversi (..allora revocamele, che fai prima..), mi sono munita di costume rosso fiammante ed ho accolto con le lacrime agli occhi la richiesta della commessa "Se aggiunge altri due euro le regaliamo un ombrellone..".

Insomma, ero veramente pronta.

Poi però ci si sono messi di mezzo questi progretti ristrutturativi che, oltre a sforbiciare terribilmente il nostro (già misero) budget, mi stanno letteralmente mandando nel panico al pensiero che tuttotuttotutto graverà sulle mie povere spalle, che non so da che parte cominciare e che vorrei solo mandare tutto all'aria e starmene con i piedi in acqua e un daiquiri tra le mani.

Insomma, ho fatto presente ai Capi dei Capi dei Capi che magari qualche giorno mi servirà più in là, a lavori iniziati, cosicché anche quest'anno tutte le mie vacanze estive si sono ridotte ad un'unica settimana.

Mo' ditemi voi: potevo io immaginare che questo Luglio Spaurito avrebbe preso forma e sostanza di un Novembre Incerto? Poteva nessuno di noi immaginare che qui, nella Sicilia meridionale, in piena estate, le temperature sarebbero state tali da uscire di giorno con un maglioncino di filo?

Insomma, metteteci il risentimento per le ferie tanto a lungo agognate e poi brutalmente evirate, un'abbondante dose di maltempo, la noia e il fatto che Sky Cinema continua a passare storie di pupazzetti o supereroi.. mi sono ritrovata nel pieno di una crisi di shopping online compulsivo.

(Spieghiamoci: la titolare, qui, è già da decenni vittima di una forma inguaribile di shopaholicismo conclamato. Compro di tutto e di più, ho account sui siti di vendita di tutte le Terre Emerse, lunghi brividi para-orgasmici mi pervadono quando vedo entrare Gianluca, il ragazzo SDA, e, soprattutto, mostro un'incrollabile attrazione per tutti quei aggeggi estremamente carini ma di scarsissimo uso pratico)

Date le premesse, vi lascio solo immaginare cosa abbia potuto combinare con un'intera, noiosa settimana con nient'altro da fare se non scandagliare il web...



Abilmente

Sta passando del tempo ed io ancora non vi ho dato il mio acutissimo  eminentissimo  fondamentalissimo punto di vista sull'esperienza di Abilmente 2014.

Premessa: non era la mia prima fiera: ai vecchi tempi ho partecipato a diverse di queste, sia lavorando ad uno stand sia da semplice visitatore, ma, si sa, Abilmente è il non plus ultra, per cui ho aderito volentieri ad un invito arrivatomi dalle amiche di Isola Creativa, e mi sono messa in viaggio con questo folle gruppetto di 9 creative.


Tutti mi hanno detto che la versione autunnale è più grande, più ricca, più impressionante.. beh, non ho alcun dubbio, ma intanto io mi sono goduta assai anche questa!




Dei due padiglioni presenti, uno era dedicato in larghissima parte a tecniche che, vuoi per incapacità mia (quilting e cucito), vuoi per incompatibilità (filati) mi restano abbastanza estranee, ma, figuriamoci, sono riuscita a spendere e spandere anche lì!

Chi non è mai stato in fiera proprio non può immaginare l'orgia di materiali, corsi, spunti, idee che ti bersagliano da una parte e dall'altra mentre tu cerchi timidamente di avvicinarti a quei banconi pieni di ogni ben di Dio con la tua misera wishlist stretta tra le mani.

Inevitabilmente finisci per saltellare come una cavalletta da uno stand all'altro, li giri tutti (fermandoti anche dove sai benissimo che non ti interesserà nulla, ma, chissà, forse ne verrà fuori qualche piccolo abbellimento, qualche strumento, dai, fermiamoci, non si sa mai...).

E quano hai fatto il giro completo... si ricomincia!!!


Il padiglione più piccolo era invece dedicato a tecniche e materiali che mi sono più congeniali: la carta, le vernici, le miniature.. e sì, anche un po' di cake design (quanto mi ha stufato vederlo in giro.. ho capito la spettacolarità.. ma corsi per fare torte buone, proprio mai?!?!).

E' qui che ho passato la maggior parte del mio tempo, ed è qui che ho dilapidato il mio piccolo capitale.
Non stupitevi quindi se le foto che vedete sono tutte relative al settore cuci-e-fila, cioè quello in cui mi aggiravo come un'ebete che si avvicina a prodigi delle mani umane come quelli che vi mostro, con dentro di sé la consapevolezza di sapere a stento attaccare un bottone..

Nel "mio" settore, invece, la modalità d'azione era piuttosto quella della "biglia impazzita che schizza da un lato all'altro del flipper disperdendo soldi a destra e manca".

Ora però non pensate che abbia speso chissà quanto! Cioè.. ho speso evidentemente grandi capitali per la sottoscritta, ma, nel panorama generale, credo anzi di essere stata una delle più morigerate, almeno a giudicare dai trolleys con cui giravano molte visitatrici della fiera!

Un'altra cosa che mi ha assai colpito sono i cartelli con i "niente foto, grazie" che molti espositori tenevano appesi, con tanto di sguardi minacciosi se nei pressi del loro stand tiravi fuori il cellulare anche solo per chiamare un'amica e chiederle se la tonalità di pannolana giallo che ti aveva chiesto di portare era più sul limone o sull'ocra. 

Ora, intendiamoci, io sono una che il diritto d'autore lo abolirebbe pure sui libri e sulle canzoni, figuriamoci su un cuscino all'appliqué, però 'sta cosa proprio non mi cala: ma davvero pensi che quell'antipaticissimo cartellino esposto in fiera ti protegga dal fatto che qualcuno rubi i tuoi modelli??

Al giorno d'oggi?!?!! Con internet, le condivisioni e i cellulari che tra un po' ti preparano anche il mokaccino???

A me 'sti cartelli continuano a sembrare di un luddismo che più anacronistico non si può, come i luddisti condannati a perdere in partenza, e l'unico effetto pratico che hanno ottenuto sulla sottoscritta è stato spingermi a comprare da quelli che invece scrivevano "grazie per le vostre fotografie, per noi sono pubblicità"!

Un aspetto che invece mi ha colpito ma tantotanto favorevolmente è stata la cortesia un po' di tutti, espositori, addetti, altri visitatori: gadget in regalo, corsi gratuiti, sorrisi, consigli, dritte.. e lo stupore di chi, a sentire da dove venissimo, sgranava gli occhi chiedendoci "...dalla Sicilia... in aereo?!?!" (no, a dorso di mulo, e lo Stretto a nuoto..), cosa che a me ha ricordato assai quando al lavoro sentono che sono di Napoli e mi chiedono "ah... e ha preso casa qui?!?!" (no, no.. viaggio...).




Quest'ultimo scatto dalla fiera vi mostra invece una delle realizzazioni più belle che io abbia visto (e vi assicuro che purtroppo la foto non rende giustizia), gli orsetti di Nives di Teddy Bears House: che meraviglia!!!!

E che dire delle amiche incontrate in fiera, quelle che ci parli quasi ogni giorno via web e improvvisamente te le trovi di fronte di persona ed è come se ci si conoscesse da una vita??

A tutte loro, ed alle mie compagne di viaggio, va il ringraziamento per la bella esperienza trascorsa...




Ma questo post non sarebbe completo se non vi mostrassi anche il "bottino" dei miei 4 giorni veneti: ce n'è un po' per tutti gusti, e mi sono anche resa conto che le foto non sono complete..
Ora però si tratta di stabilire cosa riuscirò a fare con tutta questa roba!!