Quelli che... gli account ermafroditi

Dai, li conoscete anche voi.. quelli che cerchi Mimmo delle elementari e scopri che è diventanto Geremia Trinchese Patrizia Rossetti!!! All'inizio strabuzzi gli occhi e ti chiedi quale tragico destino gli si possa essere avventato contro negli ultimi 20 anni, ma poi ti rilassi, colleghi i puntini.. ah no, si è solo fidanzato.



Ma a voi viene in mente una cosa più triste dei profili facebook di coppia?!? No, perché a me, sinceramente... poche!


Loro no, si giustificano dicendo che condividono, che così è più comodo.. ma più comodo cosa?!!? Che io che leggo non so se quella cosa l'ha postata X o Y, che (vita vissuta), dopo venti minuti di conversazione con la mia amica farmacista, il consiglio medico me l'aveva dato il marito impiegato all'Inps?!?!?

Possibile mai? Cioè... i like che mettete sono condivisi?? A tutti e due piacciono le mie foto di Riccione, la pagina di Meteo.it, l'azienza agricola Cisalpina e il formaggio coi buchi?? Ci sarà una m****a di cosa che a Geremia piace e a Patrizia no, o sono proprio diventati un'unica entità senziente?!


E allora perché non vi fate il whatsapp condiviso, eh? Eeeeehhhh?!?!
Ve lo dico io, perché whatsapp gira col cellulare, e quello piuttosto vi tocca spiarlo di nascosto mentre l'altro fa la doccia..

Solo io ci vedo un sottotesto becero, del tipo "siamo animali, se ci facciamo l'account singolo finiamo per forza a cornificarci a vicenda, e io comunque voglio sapere tutto, assolutamente tutto, di quello che fa il mio partner quando è davanti a una tastiera.."?
Cioè, non è solo la palese mancanza di fiducia che mi imbestialisce, è la ancora più palese ignoranza nei confronti:
a) del mezzo Faebook
b) di internet tutta
c) dell'essere umano, che se vi vuole mettere le corna lo fa rimorchiando all'Esselunga o agli incontri genitori/insegnanti.

Oh, che ci posso fare.. possono dire quello che voglio, io come ne becco uno non posso fare a meno che, piuttosto che la fiducia reciproca, stanno proprio autodenunciando la mancanza della stessa...

Ma poi.. e se si lasciano che fanno?? L'affidamento congiunto dei like?!?!

Mini Album Paris 1/2

...E siccome ad ogni Travel Journal che si rispetti deve poi seguire un Mini Album, dopo esservi beccate il primo, non potevate essere esentate dal secondo!



Album: 4x4 Instagram Mini Album della We'Re MK (coral). Per dare un po' di movimento, all'interno ho alternato pagine coi page protectors a pagine sciolte e dalle dimensioni più svariate.

Shaker box e intro

Itinerario (card 3x4 di Project Life)

Montmartre e card timbrata su plastica, regalo/ricordo di una delle insegnanti al Version Scrap

Montmartre

Sempre Montmartre

Io che fotografo Sachi a Montmartre - Pigalle e Moulin Rouge

Foto random

Patterned ricavata dalla tovaglietta del ristorante dove abbiamo cenato, e journaling sulla nostra interazione col cameriere per procurarcela..

Il nostro hotel (col camino acceso anche a Maggio)

Musee d'Orsay

Orsay, cartolina di Degas

Orsay, cartolina di Monet

Journaling sul retro della cartolina - cena nei bistrot intorno Saint Severin

Journaling/intro sul Marais (il mio quartiere preferito!!!)



...e qui finisce la prima parte del mio album! A presto con le prossime immagini ;)


A. A. A. Blogger Cercasi

Il mondobloggo è attaccato su tutti i fronti? Le influencers spopolano senza pietà???

#chissene, io comunque voglio continuare a seguire i blog e gloriarmi delle mie pretese beatamente old fashion.

Però nel periodo di astinenza dal web mi sono persa anche la lista dei blog che seguivo.. mi aiutate a rimpolparla? Mi segnalate qualche blog meritevole, vostro, o comunque interessante???

merci!!

Travel Journal Paris

Quasi non ci credo, ma da quando ho ripreso a scrivere su questo blog ho così tante cose da mostrare che potrei praticamente farne un post al giorno!
Ellosò che dipende dal non aver postato niente per millemila mesi, ma vista così mi sembra proprio di essere un'artista molto creativa, lasciatemela godere ancora per un po'...

Tra le tante cose fatte nel 2016, c'è stato il mio viaggio a Parigi con Franca, con la scusa di partecipare a Version Scrap, che, chiariamolo subito, è stato una gran delusione.
E comunque, si sa, Parigi val bene un numero indefinibile di messe, quindi figuriamoci di fiere dello scrapbooking dagli spazi ristretti e dalle insegnanti scortesi!

Naturalmente avevo con me il mio Travellers Notebook, per la prima volta bardato in assetto da viaggio. La preparazione è stata simile a quanto raccontato qualche post fa, con citazioni e disegni fatti in anticipo, da casa (riproducendo le immagini da cartoline o guardando direttamente sul pc), e poi riempiendo le pagine live mentre ero sul posto (ah, quanta nostalgia della scrivania nella mia stanzetta, in quello stile retrò perfettamente in linea con la Midori e con una lampada da tavolo che manco nei sogni più sfrenati di Tim Holtz..).

L'inserto è un TN originale (e si vede! La carta è splendida..) "plain" ossia pagina bianca, senza nessun tipo di righe, e le decorazioni sono in grandissima parte ephemera raccolti sul posto.

Vi lascio al flipthrough del diario, ma.... siccome vi voglio bene... questa volta ho omesso il commento audio (e vi chiedo un parere: meglio con l'audio, meglio senza audio...??)

 

Lista Materiali


(questi sono i materiali che ho preso a "set".. qua e là ci sono pezzi di cose che avevo in casa, washi, stickers, qualche timbro.. ma soprattutto il grosso delle decorazioni presente nel journal è stato letteralmente raccattato sul posto: ritagli di giornali, biglietti, depliant, biglietti da visita...)

Travel Pouch

Come si chiamerà.. boh? Insomma, intendo la versione ultralight e compatta dei miei attrezzi da journaling in formazione Superiamo-I-Controlli-Di-Ryanair-Impattando-Il-Meno-Possibile-Su-Peso-E-Ingombro-Complessivi.


Chiaramente qui il problema è uno ed uno solo: come ridurre al minimo le dimensioni e peso di quello che mi porto dietro, un po' perché dopo tutti gli sforzi fatti (divagazione #1 e divagazione #2) per contenere il bagaglio ammesso nel ridottisimo trolley da cabina non ha molto senso occupare tutto lo spazio con la collezione completa delle Stabilo 0.8, un po' perchè in effetti, dai, siamo in viaggio.. il Travel Journal è qualcosa che per definizione è on the road, un po' stropicciato, un po' approssimativo.. la Cappella Sistina l'andremo magari a visitare, nessuno può pretendere che dobbiamo anche riprodurla su carta!

Il mio astuccio è una semplicissima zipper bag di Tiger (che purtroppo non trovo più identica a questa presa anni fa), la stessa che solitamente porto con me ai crop meeting con le mie amiche di Asi Sicilia. In realtà, anzi, mi limito proprio ad adattare le cose che ho già dentro per i crop aggiungendo o togliendo a seconda delle esigenze.

All'apertura, si presenta più o meno così.
Lato sx: penne, lato dx: miscellanea.
Easy...


Analisi dei vari strumenti di scrittura e disegno:

- matita "clicchina", dotata di gommino in cima, che per quello che devo fare una settimana o giù di lì e più che sufficiente e mi risparmia di portare anche la gomma. Niente di speciale, anche questa presa da Tiger;
- Micron con punta 0.05, questa mi serve non per scrivere, ma per contornare i disegni;
- Pilot Frixion con punta 0.5: la mia penna universale, la uso per la stragrande maggioranza del journaling, sacrificandomi a un inchiostro un tantino slavato per mantenere l'impagabile vantaggio di poter cancellare gli errori e tenere il foglio pulito;
- due Stabilo 0,4, di solito scelgo i colori in tema col "mood" del travel journal;
- Papermate flair, la punta credo sia 0.8, è la mia preferita per i tratti grossi perché scorre estremamente bene sul foglio;
- Anonima brush pen made in Aliexpress, per quando mi prendono i 5 minuti di lettering-attack;
- Pennello a punta fine che non ha nessun motivo di essere in questo set, visto che, avendo deciso di non portarmi acquerelli perché la carta del TJ che ho scelto fa troppo schifo, non si capisce cosa debba spennellare. Boh, sarà rimasto dentro l'astuccio per errore..


In viaggio abbandono allegramente lo stick di colla per quella a rullo. In realtà fosse per me userei solo colla a rullo, così evito di impastricciarmi le mani, peccato solo che è assai più cara. Quindi mi limito a usarla per il TJ, in modo da avere anche la scusante mentale che sullo stick potrebbero farmi storie ai controlli.
Seguono un po' di post it a caso (uso taaaaantissimo i post it) e poi un argomento scottante: le forbici.
Toh, si parlava di controlli? Nella mia esperienza è sucesso di tutto: gente che mi ha fatto buttar via le forbicine dell'asilo e gente che mi ha fatto passare indisturbata con tutto il set di coltelli Shogun Miracle Blade, ninja affetta-lattine compreso.
E quindi, boh, mi sono un po' rassegnata che sia una roba random.. io nel dubbio le mie brave forbicine me le porto, ma sono già rassegnata a doverle abbandonare in aereoporto in caso di necessità. Più che queste che vedete fotografate, però, cerco di portarmi quelle della foto accanto, sempre nella furbissima speranza di fregare gli addetti.


Passiamo alla sezione decorazioni: gli onnipresenti samples di washi tape, un set di tag, una bustina (pure questa non ricordavo di averla messa.. sarà un avanzo di qualche crop..) e una selezione di label.
Per quanto riguarda il washi, di tutta la mia sterminata collezione questi sono quelli che mi sono proprio comprata con in mente il TJ, oppure che in generale trovo comodi per fare un po' di layering (per la Regola Eterna secondo cui il layering è migliore amico della scrapper).
Tags e labels invece cerco di prenderle abbinandone i colori, in modo da crearmi una sorta di mini-set da viaggio.


Per finire, un po' di decorazioni a caso e cioè qualche foglio sticker di alfabeti e di frasette universali, e gli immancabili adesivi decorativi della Travellers Notebook.
Quelli rosa in effetti stonano col resto del mio kit.. okay, vedrò di sostituirli prima della partenza!


...E questo è più o meno tutto... spero di avervi dato qualche suggerimento utile, e spero di poterne ricevere a mia volta nei commenti!!!

Week In The Life - Spring Edition

Ali Edwards è una scrapper conosciuta e dallo stile molto personale, pulito, lineare, molto incentrato sulle immagini e sulle storie che vuole raccontare.
E' anche una donna (e una business woman) accorta e creativa, e difatti s'è inventata diversi progetti che, in ambito scrap, hanno avuto un successo planetario.

https://aliedwards.com/

Tra questi il December Daily (che ha spopolato e che ormai anche io faccio più o meno regolarmente) e il One Little Word, che qualche anno fa avevo cercato di seguire intoppandomi a metà strada dopo aver scoperto che, in buona sostanza, non faceva per me.

coveer
Un altro è il Week in the Life, che consiste nel documentare ogni anno una settimana della propria vita fotografando e scrappando banali momenti di vita quotidiana.
Sulla carta sembrerebbe facile e anche poco impegnativo, cosa che in realtà non è, visto che devi comunque ricordarti in continuazione di scattare foto perché di solito non è che sia un impulso che ti viene mentre stendi i panni o guardi l'ultima puntata di OITNB.

reason why
Da questo punto di vista l'ho trovato anche molto stimolante, perché dover cercare sempre qualcosa di interessante da immortalare nella quotidianità spesso mi ha spinto a cercare scatti un po' più particolari, prospettive nuove, sottotrame che dicessero qualcosa..

Insomma, Ali fa 'sta cosa ogni anno verso Aprile, ed è interessante anche condividere sui social le foto prima ancora che scrapparle, un po' come curiosare tra le delle istantanee della vita altrui.

Monday

Quest'anno ho deciso di cimentarmi nella stessa avventura, ma, visto che limitarsi ad una sola stagione mi è parso riduttivo, ho pensato bene di fare ua settimana per stagione, cominciando proprio dalla primavera assieme ad Ali.

E' stata una sfida in una pluralità di maniere diverse: diciamocela tutta, spesso non è che si abbia 'sto granché da documentare, epperò in un progetto di questo tipo hai comunque la pagina del "lunedì" da riempire! E quindi, in mancanza di meglio, vanno bene anche immagini casuali, tipo il mio carello di Amazon o screenshottate delle conversazioni whatsapp.

Tuesday
Un altro problema - ma questo puramente "tecnico" - è legato alla stampa delle foto, sulle quali avrei voluto venisse indicato direttamente l'orario con la ripetizione di font e formato che desse continuità alla settimana.
Mistero della fede, Freeprint ha deciso di ritagliare le mie foto a capoccia sua, e tutti i miei buoni intenti sono andati a farsi benedire... vabbè, lezione imparata, aggiusterò il tiro la prossima volta..

Wednesday
Il problema più grande di tutti, però, è stato un altro: casualmente la settimana scelta da Ali per me ha coinciso con visita ai miei, il che all'inizio mi ha causato dubbi di ordine morale (ma così non documento una settimana di vita ordinaria..), prontamente superati (vabbè, è vita ordinaria pure questa..).
Epperò in corso d'opera (più o meno a metà settimana), le condizioni di salute di mia mamma si sono aggravate e lì ovviamente non solo non hai più nessuna voglia di scattare neanche una schifosissima foto, ma proprio vorresti dimenticare tutto il più presto possibile, altro che preservare memorie!

Thursday
Come ho superato anche questa impasse... boh... proprio non lo so..
Probabilmente sul momento mi sarò detta "okay, io vado avanti a prendere foto, ma poi al 99% non le stampo neanche".
Poi però, superato il momento critico, e una volta che mia madre si è fortunamente ripresa, mi è tornata la voglia di documentare anche il buio e le angosce.

Friday

Restava però il problema di come affrontare un tema così delicato senza sbattere brutalmente la malattia in prima pagina.
Io ho provato a farlo lasciando molto spazio al journaling, e cercando di scattare foto che evocassero quello che stava succedendo, senza però rappresentarlo in maniera diretta.

Saturday

..E alla fine sono anche soddisfatta di come sia andata la mia prima esperienza di Week in the Life: dal punto di vista "tecnico" mi pare che l'album abbia mantenuto una sua continuità (certo.. con qualche erroruccio qua e là che potrò facilmente correggere nelle prossime stagioni).
Sotto il punto di vista dello storytelling, ho sicuramente imparato che ad imbarcarsi in un progetto del genere anche nel giro di pochi giorni le premesse possono cambiare completamente.

Epperò, nonostante tutto, si può sempre riuscire ad adattarsi...

Global Penfriends

Quando ero giovane, tipo, che so, scuole superiori, mi ero iscritta a una roba in cui per perfezionare l'inglese ti mettevano in contatto con studenti in giro per il mondo. Solo che mentre i miei compagni di classe si scrivevano allegramente con Finlandesi e Australiani, a me era toccato un tizio dall'Uganda che sì e no sapeva parlare in inglese e alla quarta/quinta lettera mi chiese di mandargli un paio di Nike, cosa che fece repentinamente tracollare la nostra già precaria relazione.

(Anni dopo, dopo avergli raccontato questa storia, Daniele cominciò a cercare di spaventarmi dicendo che l'Ugandese sarebbe sbarcato sulle nostre coste e mi avrebbe cercato per vendicarsi, tanto il mio indirizzo già ce l'aveva. Fatti due conti, e verificata l'aspettativa di vita media in Uganda, me ne uscii con un ultra-cinico "speriamo che è morto" che a tutt'oggi resta una delle mie migliori battute, nonché la mia più frequente auto-citazione. 
...Vabbè...)

E poi niente, è esploso il web e a scrivere lettere non ci ho proprio più pensato.

Finché, come mi accade sempre, qualche mese fa ero alla ricerca di tutt'altro (credo del katsuboshi per dare sfogo alla mia più recente fissazione sulla cucina nipponica), ma sono finita su questo sito: Global Penfriends.
Circa tre minuti dopo, con la pacatezza e la moderazione che mi contraddistinguono, mi ero iscritta e scandagliavo profili alla ricerca di possibili match.

Buste effettivamente ricevute dalla sottoscritta
Come funziona? 
Iscrivendosi al sito si costruisce un proprio profilo, nel quale ci si presenta e si specificano le proprie richieste di contatto (solo lettera, solo mail, entrambi, scambi di pacchetti...) e qualsiasi altra limitazione (tipo "non cerco marito", "solo over 30" o "non si inviano scarpe da ginnastica di marca, pena l'anatema e le minacce di morte").
L'adesione gratuita ti lascia controllare i profili degli iscritti, ma puoi contattare solo una persona per ogni giorno di iscrizione. Quindi se mi iscrivo oggi ho un solo contatto da giocarmi, ma tutto sta a far passare un po' di giorni. Ci sono anche sottoscrizioni a pagamento, ma non ne vedo l'utilità, basta aver pazienza.


Cosa fare?
source: web
Naturalmete c'è bisogno di fare un po' di scrematura tra i mille profili e ci sarà anche chi non risponde alla tua richiesta di contatto (in compenso sarai contattato tu da qualcun altro).
Io ho adottato e raffinato la seguente tattica: mando un primo messaggio standard in cui dico "ciaociao, mi piacerebbe scambiare 4 chiacchiere, se vuoi sapere qualcosa di me leggiti il profilo, se ti va la mia idea sarebbe di scriverci qualche email prima delle lettere vere e proprie, ci stai?".
Dalle mail capisci se ne vale la pena o no: io a quelli che ti scrivono solo "oggi fa molto caldo, fa caldo anche da te?" o che non usano la punteggiatura, a prescindere non rispondo più.

source: web
E quindi?
Sempre in virtù delle mie mono-manie, al momento mi intrattengono in amabili conversazioni epistolari con tre giapponesi, che sono ciò che resta delle mie decine di contatti andati a vuoto.
Inoltre sono stata a mia volta contattata da parecchia gente, ma lì sono più selettiva (se in passato scartavo gli uomini amanti delle scarpe di marca, ora scarto gli uomini tutti - e con molta soddisfazione), ed ora come ora intrattengo conversazioni solo con una cinese fissata col cinema e con una una poetessa australiana.



Sì, ma... che gusto c'è...?
Ah.. gusto ce n'è sicuramente tantissimo, almeno per quanto mi riguarda!!!
source: web
Ora, mi rendo conto che di suonare assolutamente banale, ma aprire la cassetta postale, in un'epoca in cui anche le bollette ormai sono diventate virtuali, e trovarci dentro delle buste che hanno - letteralmente - viaggiato per il mondo dopo che uno sconosciuto ha dedicato diversi minuti della sua vita solo a me...  non lo so, io ci trovo qualcosa di magico.
Tra l'altro io sono genuinamente curiosa di penetrare l'ordinarietà della vita in altri posti, di capire quante ore lavorano, se si preparano i pasti o mangiano fuori, di scambiare ricette (possibilmente che non prevadano l'utilizzo del katsuoboshi) e così via.

La Mailing Art 
E poi ovviamente c'è la parte ludica, sarò una scrapper mica per caso?
Uno degli aspetti centrali di tutta la questione è scatenare il proprio arsenale scrap per riciclare quello che mi piace meno decorare al meglio le lettere e le buste in partenza, e inserire all'interno qualche pensierino extra: una volta una delle giapponesi è andata a a visitare una fortezza dalle sue parti e assieme alla lettera in cui ne parlava mi ha mandato un foglio di qualche brochure presa sul posto. Ovviamente la scritta era in kanji e io non ci ho capito niente, ma, di nuovo, ho sentito la magia..
Eppoi ci si scambiano foto, stickers, foglie secche e qualsiasi altra cosa di peso e dimensioni ridotte.

Impegnativo? Un po' - forse - ma neanche poi tanto..
Oh, qua la dobbiamo finire di classificare come "impegnativo" o "bello-ma chi-ce-l'ha-il-tempo" tutto quello che non abbiamo sufficiente voglia di fare (il che è legittimissimo, ma è solo una questione di priorità, non di tempo..).

Vi ho convinto? Qualcuno vuole provare...???


Momento GOT della settimana

Probabilmente non frega niente a nessuno, ma io non ce la faccio e in qualche maniera devo pur sfogarmi.
Dopo la prima puntanta in cui non succedeva niente e tutti restavano impalati a dire cose senza senso, ora tutti corrono qua e là a fare cose senza senso.

Picco di irrazionalità il discorso di Cersei che cerca di farsi seguire dai pochi alfieri Tyrell rimasti "...e niente, è arrivata questa regina cattivissima e sanguinaria che ha tre draghi e potrebbe bruciare le vostre terre, in effetti cinque minuti fa io che sono davvero cattivissima e sanguinaria ho bruciato la vostra capitale, e a pensarci bene quella coi draghi è una vostra alleata quindi non si capisce perché dovrebbe attaccarvi, però dai.. mettetevi contro di lei così magari veramente vi brucia..".

Poi c'è stata l'Esposizione Universale di Westeros con tanti mirabili ritrovati della tecnlogia e della medicina a cui nessuno in migliaia di anni aveva mai pensato.
 


Serve un'arma micidiale per sconfiggere i draghi? E che sarà mai, Qyburn ti inventa il super-balestrone, basta solo convincere Drogon a starsene lì fermo e immobile a farsi impalare (senza nranche respirare, sia mai che il balestrone prenda fuoco).



Poi c'è il morbogrigio, che è tipo la malattia del secolo di Westeros, nonostante gli sforzi di tutti gli arcimaestri non c'è niente da fare, il contagio è una sentenza di morte... per tutti tranne che per Jorah, che ha la fortuna di incontrare Sam! Infatti il tirocinio a forza di padelle raschiate gli è valso un paio di lauree ad honorem, e Sam concepisce una cura geniale a cui nessuno evidentemente aveva mai pensato: per guarire dal morbo grigio basta.. raschiare via il morbo grigio!!


(detto tra noi, geniale pure Missandei: da un'occhiata, capisce che da quelle parti non è cosa, si arrangia con quello che ha...)

Video Travel Journal

I video decisamente non sono il mio forte: non ho una bella voce, non li so girare, mi impappino facilmente e non li so neanche editare, tutti buoni motivi per evitare di farli il più possibile.

Ogni tanto però capita che avrei talmente tante immagini da mostrare che alla fine mi viene meglio girare un video, sia pure con tutti i miei limiti, che mettermi ad editare millemila immagini, e così. eccovi invitati ad una delle rarissime Première del Carrubo.

Nello specifico, dopo aver raccontato in questo post tutta la fase pre-preparatoria (azz! mi rendo conto da sola di essere fissata..) dei set up dei miei Travel Journal, nel video mostro qual è l'allestimento (o il set up, come fa figo dire su Youtube) del mio Travellers' Notebook, prendendo come spunto il mio prossimo viaggio con destinazione Praga.

Buona visione!


Game of Thrones 07x01

..e siccome la settima stagione è finalmente partita, e siccome ho una volta per tutte rinunciato alla speranza che Martin concluderà mai la saga, e siccome così mi va, d'ora in poi parliamo anche di GOT, ché era dai tempi di Lost che non lo facevo.

Spoiler disclaimer: il presente post contiene MOLTI spoiler su quel che è andato in onda della settima stagione, quindi chi è indietro con la serie non legga assolutamente nulla e se ne vada a cercarsi una pelliccia d'orso, che prima o poi l'inverno arriverà anche per lui e bisogna essere preparati.




p.s. il teaser è meraviglioso: 16 Luglio - L'inverno è arrivato. Ora, vabbè che non ci sono più le mezze stagioni, ma mi pare un filino esagerato...

Il nodo centrale di tutta la mia recensione è che gli sceneggiatori non hanno più una trama da seguire e vanno avanti a casaccio, scrivendo dialoghi sconnessi e privi di logica e cercando di impressionare gli spettatori con uscite senza senso.
Cioè, rinchiudete Martin nelle celle di Grande Inverno, assumete Baricco, ma fate qualcosa, non si può guardare 'sta roba!!!

Arya
Arya è ormai una supereroina che Marvel scansati. Ammazza tutti, però poi si addolcisce ascoltando Ed Sheeran, che ci regala un cameo nel ruolo di un soldato del battaglione più scoglionato della storia televisiva.

Bran
Bran ci ha messo 5/6 stagioni ad arrivare oltre la barriera e circa 8 minuti a tornare indietro. Sinossi del suo dialogo con Ed, quando quest'ultimo se lo trova fuori al portone:
- toc toc?
- chi è?
- sono Brandon Stark
- e chi mi dice che non sei un bruto? (forse il fatto che li hai già fatti passare tutti? Ma poi che ti frega.. sono passati pure i giganti, e mo' di preoccupi per due ragazzini di cui uno invalido?)
- no, sono Brandon Stark e tu lo sai perché hai visto gli Estranei (una logica aristotelica, proprio).
- ah vero! Prego, da questa parte.

Jon e Sansa
Se il personaggio di Jon è più o meno fedele a quello che era nei libri (ma è un caso, solo perché il personaggio di Jon è granitico e in questo Kit Harrington è perfetto, visto che non sa fare altra espressione se non quella stralunata alla Ciccio di Nonna Papera), Sansa ha completamente sclerato.
-... e sai, Jon, sono contenta che sei il nuovo re perché te lo meriti, ma ti sconfesso davanti a tutti dicendo roba a caso e poi mi ricordi un po' Jeoffrey perché a regnare fai schifo, ma sei anche il mio eroe come Robb e papà, che erano incapaci, ma comunque da grande io voglio essere come Cersei anche se la odio, ma, mi raccomando, Baelish non lo ammazziamo perché boh.

Cersei e Jaime
Pure qua, dialoghi che trasudano logica:
- Jaime, ti vedo strano, per caso sei nervoso? (letterale)
- E vir' tu!!! (Jaime nel mio inconscio parla napoletano) Mi allontano un attimo e tu hai spinto al suicidio il nostro ultimo figlio, bruciato tutti i personaggi dello show non funzionali alle esigenze di trama, distrutto mezza città che tutte le mie sfighe sono iniziate quando ho evitato che lo facesse l'ultimo pazzo che ha regnato prima di te, ma okay, in fondo ti voglio sempre bene perché sono un pupo di Monreale e non il personaggio dalla profonda evoluzione personale che compare nei libri.
- dai, non preoccuparti, ora fondiamo una nuova dinastia.
- ma se non abbiamo più figli utili?
- e niente, la dinastia siamo io e te (troviamo un arcimaestro per spiegare a Cersei e agli sceneggiatori il concetto di "dinastia", grazie).

Euron
Riuscitissimo incrocio tra Jack Sparrow e Sid Vicious, Euron nel giro di niente costruisce l'Invincibile Armada (col legname preso dal boschetto della sua fantasia e assumendo gli Umpa Lumpa ai cantieri dell'Ikea di Pyke, visto che ogni volta che apre bocca ci ricorda di essere munito di considerevoli attributi e che le Isole di Ferro sono il posto più spoglio&spopolato del continente).

Danaerys
In 10 minuti di silenzio totale accompagnamo la Regina dei Draghi a prendere finalmente possesso di Roccia del Drago, deserta che manco lo stabilimento Mareblu di Rimini a Febbraio.
Poi arriva al tavolone dove anche Stannis giocava a Risiko e tutta giuliva chiede "Beh, quando si comincia??". Oh, bella, datti una calmata... sono 6 stagioni che aspettiamo che muovessi il culo dalle terre dell'est, mo' tutta 'st'impazienza è quanto meno fuori luogo!

E niente, questo è quanto.. per dire, alla fine la cosa più sensata della puntata è stato Sam che sfregava le padelle (a parte il fatto di essere diventato un apprendista maestro part time, di quelli che la sera si ritirano dalla morosa).

Alla prossima puntata!

Idee per Travel Journal - Preparazione

..e visto che da qualche parte si dovrà pur cominciare, ho deciso di cominciare esattamente da quello che ho per la testa (e sulla scrivania) in questo momento: il mio diario di viaggio.







Premessa d'obbligo: per me un viaggio non si esaurisce in quella manciata di giorni che riesco a passare in giro per il mondo, ma cerco di allungarlo il più possibile in avanti (Fase della Preparazione) e indietro (Fase della Rielaborazione) nel tempo.









Oggi voglio parlarvi della Preparazione dei miei viaggi, e boh, è probabile che a qualcuno tutto quello che sto per raccontare possa sembrare una gran perdita di tempo, un lavoraccio e una gran rottura di pokeballs. E lo capisco, a molti fare ricerche annoia, ma, per quanto mi riguarda, vi prego di tener presente una cosa: a me piace! Cioè, proprio.. mi piace! Mi diverte, lo trovo interessante, mi proietta nell'atmosfera del viaggio con 3-4 mesi di anticipo.. vi pare poca cosa?

  



1. Ricerche sulla meta

Scelta la destinazione, nell'esatto istante in cui mi arriva la conferma del biglietto aereo, sono ufficialmente in vacanza. Una vacanza che, inizialmente, si concretizza in questi passaggi sacri: aprire una nuova cartella col nome della destinazione, creare all'interno il file Guida e il file Quotes, scatenarmi sul web.
 




Nel file Guida copincollo un po' a casaccio tutto quello che trovo di interessante in rete, senza minimamente preoccuparmi di filtrare, verificare e neanche di uniformare i font! Tripadvisor, Wikipedia, Lonely Planet, Diari di viaggio.. tutto torna utile, tutto può servire...


E' un'operazione in cui più che altro vado di brainstorming, tutto l'editing e le scremature verranno fatte molto più avanti nel tempo, giusto prima di stampare quel che resta (ridotto ormai a pochissime pagine) ed infilarlo in valigia.




Il file Quotes mi serve più che altro per il Travel Journal che andrò costruendo in un secondo momento, quindi teoricamente non mi servirebbe aprirlo già dall'inizio. D'altra parte a forza di fare ricerche finisco comunque per imbattermi continuamente nelle citazioni sulla mia destinazione, quindi tanto vale conservarle fin da subito. Anche in questo caso, non seguo un ordine preciso, trascrivo solo le citazioni (anche in lingua originale, se mi risulta comprensibile) con il relativo autore.



 

2. Get into the mood

A un certo punto mi stacco dal computer... e mi trasferisco sul divano: nei mesi che precedono la partenza mi immergo completamente nell'atmosfera del posto che sto per visitare scegliendo di ascoltare musica locale (grazie Spotify), guardare film che sono ambientati da quelle parti (grazie Netflix), leggere libri di autori del posto (grazie.. ehm... Franca...).
 





Ripeto, so che può sembrare esagerato... ma io sono comunque una che legge molto, guarda tanti film e ascolta continuamente musica. Tirare fuori una sorta di monografia multimediale.. oh, che vi devo dire.. a me sembra di immergermi in maniera diretta nella cultura locale.
E mi piace davvero un sacco!







3. Trovare un hashtag

Io non sono molto attiva su facebook, ma se c'è un social di cui non posso fare a meno.. quello è certamente Instagram (QUI il mio account).Ogni volta che sono in partenza, mi certo un hashtag che accompagnerà le foto che posterò dalla mia destinazione. Serve a qualcosa? Assolutamente no. Ho forse la speranza che qualcuno se ne accorga? Ma manco per idea.. Però la cosa a me piace lo stesso, e quindi continuo a farla.




Parigi: #labeauteestpartout
Irlanda: #thewhiskeyisinthejar
Praga: a differenza delle volte scorse, a 'sto giro sono senza idee.. al momento il candidato hashtag dovrebbe essere #pragamagina, ma se avete idee migliori, le accetto volentieri.


4. Preparare il Travel Journal

...E qui viene il bello!
Dell'incomabile frattura tra Travel Journal e Travel Album avevo già parlato, come pure della mia difficoltà a far combaciare le due cose.

Ultimamente credo di aver trovato la mia dimensione nella Midori Traveller's Notebook, che presenta l'innegabile vantaggio di coniugare uno stile retrò da vero viaggiatore d'altri tempi con una certa dose di versatilità e flessibilità.







Solitamente utilizzo la mia Midori dark brown (che poi non è neanche un'originale, ma una riuscita copia made in Aliexpress) per una sorta di.. boh.. journaling creativo?


Comunque, quand'è ora di partire sfilo allegramente l'inserto del journaling e lo sostituisco con uno specifico per la mia destinazione.

 

 







Quelle che amabilmente decorano il post che state leggendo sono immagini tratte dai 2 viaggi 2016 (Parigi e Irlanda). QUI le taaaaaante pagine di cui si compone ognuno di essi.

Al momento ho per le mani il quaderno che verrà con me nel prossimo viaggio, una settimana o giù di lì tra Praga e.. boh.. forse Dresda, forse qualche villaggio nei dintorni, vedremo!






E... tadà, colpo di scena!!! Ci ho pensato e ripensato, e sono giunta alla conclusione che un post non è sufficiente a raccogliere tutto quello che avrei da dire sulla preparazione del travel journal vero e proprio, e così... ho concluso che sarà meglio esibirmi in uno dei miei (rarissimi) exploit video..

 (in realtà è tutta fuffa, la verità è che per una volta che ho la manicure fatta, non voglio mandare sprecati quei 12 euro...)