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Tag #Le Borse della Mia Vita

Imperterrita, continuo ad autotaggarmi nei tag che non mi filano manco di striscio, soprattutto perché sono in buona parte videotag e poi perché il mio blogghetto è uno di quelli sfigati che tipo gli altri blog gli tirano le granite addosso nei corridoi della scuola.

Insomma, in rete gira questo tag centrato sulle borse, e siccome mi piace un sacco parlarmi addosso, e siccome sono una-shophaolic dichiarata, e siccome quasi tutti i miei acquisti compulsivi si concentrano in minchiate e le borse sono uno dei pochi accessori da femmina che effettivamente mi piace comprare.. eccomi qui!

1. Abbini il colore della borsa a quello delle scarpe o dei vestiti?
Cominciamo bene.. No, direi che, a parte evitare accostamenti che proprio sono pugni nell'occhio, non faccio molto caso all'abbinamento di borse e scarpe, soprattutto perché le scarpe non sono un accessorio che amo troppo, quindi ne posseggo poche paia di tipologia basica.
Un po' più di attenzione la faccio nell'abbinare la borsa col soprabito (se in inverno) o con il top in estate.

2. Qual è la tua borsa da tutti i giorni? Ne hai una apposita per lavoro/università/scuola?
Qua proprio non capisco la domanda: ho una borsa da tutti i giorni e, siccome lavoro tutti i giorni, quella è anche la mia borsa apposita per il lavoro!

Al momento la mia borsa del cuore è questa Micheal Kors, acquistata dopo lunga meditazione, in tela saffiano e quindi ultra-resistente. Mi piace perché è capiente, leggera, ed anche abbastanza rigida da mantenere in verticale le cose che infilo all'interno.




 
3. Quale borsa scegli per una serata in discoteca o al pub?

Premesso che le mie serate in discoteca si contano sulle dita di una mano, diciamo che per una serata fuori tendo ad utilizzare borse piccole, tipo questa Furla argentata (che ormai avrà un 6/7 anni).
Quello che mi piace è che il manico è sganciabile e la posso portare anche infilandola al polso e poi che la adatto anche per cerimonie non troppo formali.





4. Qual è la borsa che ti ha deluso perché pagata tanto e poi si è rovinata subito?

Lei.
Non mi stancherò mai di dire peste&corna di questa Coccinelle, pagata un bottissimo nel periodo in cui volevo assolutamente una borsa di pelle bianca e tutti mi dicevano "vedrai che si sporca subito, se proprio devi prendi almeno una buona marca così stai tranquilla..".
Vi assicuro che l'ho sempre tenuta con la massima cura, ma altro che sporcarsi, intorno alle cerniere ci sono macchie di ruggine e la pelle si è come allargata (ho una borsa con i pori dilatati). Insomma.. lo shock è stato tanto che ancora guardo con diffidenza tutti i modelli di questa marca.

5. Quale borsa hai voluto per molto tempo e alla fine hai acquistato?

 Le reticenze in questo non caso non derivavano dal costo (é una Braccialini Tua, prezzo medio/basso), ma dal fatto che questa è la prima borsa che ho comprato da quando ho un lavoro "serio" (prima giravo con Carpisa e borse da mercatino).
Tra l'altro è un modello che ancora mi piace molto, che uso spesso e che ha retto bene nel tempo (tranne due orribili unghiate su uno dei manici imputabili a uno dei tanti esseri pelosi raccolti in casa da Daniele).





6. Qual è la borsa più brutta che hai?
Vabbè.. trattasi di una borsa che mi è stata regalata qualche anno fa per il mio compleanno: una Pinko Bag in tela con stampe etnico/animalier.. boh? Non dico che non possa piacere, ma proprio non è il mio genere..











7. Poche borse ma buone o molte borse di scarsa qualità? 
Ah, bellissima domanda! In passato sono stata una grande acquirente di borse Desigual, che come design mi piacciono ancora tanto (e infatti ne ho parecchie), non fosse che ormai se ne vedono troppe in giro. Epperò una cosa la devo ammettere, la qualità lascia parecchio a desiderare! Le tracolle, soprattutto, si rompono quasi subito (una mi si è sfaldata la prima volta che l'ho indossata.
Quindi, tendenzialmente, ora cerco di comprarne meno, ma di assicurarmi che siano di buona qualità, consapevole al tempo stesso che il marchio non è sinonimo di garanzia (vedi Coccinelle, grrrrrr).

8. Consiglia una borsa per fare shopping o la spesa senza impicci
Lei! La mia adoratissima Longchamp Le Pliage color ciclamino.
Ho scoperto queste borse durante una vacanza a Parigi, sembrava quasi che le parigine non indossassero altro (e i giapponesi in cosa alle Le Fayette erano più di quelli in coda per Luis Vuitton).
La uso quasi senza soluzione di continuità dalla primavera ad autunno inoltrato ed è praticamente indistruttibile. I manici sono lunghi abbastanza per infilarla sotto braccio, la tela è idrorepellente e quando devi metterla via si ripiega occupando pochissimo spazio nell'armadio senza deformarsi.
Uno dei miei prossimi acquisti sarà proprio la stessa borsa in formato più grande e di qualche altro colore brillante.

9. Qual è la tua borsa col colore più acceso?
Proprio perché pentita di non aver preso una Longchamp senape (e non essendo più riuscita a trovarla in rete a prezzi onesti), la scorsa estate ho ripiegato su questa ALV di Alviero Martini, che ho pescato in supersaldi e mi piace perché mette allegria (e per il contrasto con il viola del rivestimento interno).
Magari sbaglio, ma ho l'impressione che ad indossare borse di colori accesi puoi ance fregartene degli abbinamenti.. uhm.. davvero sbaglio?







10. Qual è la borsa dei tuoi sogni che non hai ancora acquistato?
A parte la Longchamp che prima o poi mi procurerò, dovessi tornare sugli Champs Elysées, temo di non avere una "borsa dei sogni", anche perché con le manie compulsive che mi ritrovo, dal momento di formulare un desiderio al momento in cui clicco sul carrello per completare l'acquisto passano tipo 20 secondi.
Se proprio vogliamo sparare alto, direi un'intramontabile Birkin.. ma anche lì mi ferma non tanto il costo (okay.. mi ferma anche il costo), quanto il fatto di portare 10.000 euro al braccio mentre tutto il resto del mio outfit sì e no ne vale 40..

La verità, vi prego, sulle calze da donna

Non sono mai stata una donna da collant. 

Primo: vivo in un posto in cui, quando fa freddo, la temperatura resta poco al di sotto dei 10 C°. 
Secondo: indosso pantaloni, 9 volte su 10. 
Terzo: le rare volte che metto la gonna, preferisco le autoreggenti (scoperte quando mi sono sposata, e mai più abbandonate). 

Premesso tutto questo, è semplice dedurne che di inverno i miei adorabili piedini vengono difesi dal freddo a forza di calzettoni, o, al limite, semplici gambaletti. 

(una domanda alle fashion blogger: esiste un termine più chic e trendy di "gambaletti"? Perché la categoria si è sensibilmente evoluta dal color carne del mercato a degli esemplari assai carini e ricchi di colori, disegni, ricami.. ma, per quello che ne so, il vocabolario italiano, maschilista fino al midollo, non ha saputo adattarsi) 



Insomma, le calze di nyolon, specialmente i collant, restano per me un mondo estraneo e sostanzialmente sconosciuto.
Mi chiedo come voialtre sopportiate quella pressione dell'elastico sotto l'ombelico.
Mi chiedo come diamine faccia a non pizzicarvi la pelle, fasciata dal nylon e pressata dai pantaloni.
Mi chiedo anche se tutto quell'elastene, associato ad una ricrescita pilifera che, diciamocelo, in inverno tende ad essere assai consistente e scarsamente considerata, non generi delle frizioni facilmente tramutabili in fenomeni di autocombustione.

Ma soprattutto mi chiedo: perché-perché-perché da 34 anni io sia rimasta esclusa da un segreto che chiaramente tutte le altre donne condividono e custodiscono tramandandolo alle proprie figlie, oggetto di conversazioni bisbigliate in luoghi che, evidentemente, io non frequento, tipo gli spogliatoi delle palestre o i locali alla moda..

Insomma: come accidenti fate a tenere dritta la cucitura sulle punte, evitando torsioni multiple che infastidiscono le dita, e di impazzire tutto il giorno per la smania di volerla risistemare?

Grazie.

Moda per principianti

Anche senza che io lo abbia mai davvero voluto o programmato, questo blog ha sempre risentito dei momenti altalenanti della mia vita online: legato per nascita al mondo del ricamo, è stato poi investito dalla passione per lo scrap, ha attraversato lunghi periodi di silenzio, ed ha finito, in tempi più recenti, per essere influenzato dall'interior design.

E' un blog molto vecchio, e con un'editor lunatica, quindi mi sa che c'era da aspettarsi questa mutevolezza!

Ed è quindi normale se, avendo di recente scoperto tutto un altro continente del mondobloggo, mi ci sia lanciata a capofitto.

Tutto è cominciato in previsione dei saldi, che nella mia città avranno inizio proprio stasera: ho voglia di qualche costume nuovo, ma, non avendo un fisico facile da vestire, non sapevo bene su quale tipologia di costume orientarmi.. dopo averci pensato sterilmente per un po', mi sono risolta affrontare la questione nella stessa maniera in cui affronto ogni dubbio che mi attanaglia: cercando su Google!!!


E' stato così che mi sono imbattuta nel blog di Anna Venere, al quale ho anche rubato il titolo di questo post.
Oh ragazze, credetemi.. l'ho proprio studiato da cima a fondo, manco preparassi la tesi di laurea! Alla fine di questa settimana di intensa lettura (ebbene sì, ho molto poco da fare in ufficio..) mi sono anche detta che, se ci fosse stato un bottone per le donazioni tipo Wikipedia, io 20-30 euro gliel'avrei anche voluti dare.. Oh, alla fine è stato come comprare un manuale!!!

Perché mi sono così entusiasmata?

Semplice: come dicevo, non ho uno di quei fisici che qualunque cosa gli metti addosso stanno bene, per cui per me andare a fare shopping non è mai stata un'esperienza esaltante. Prima ancora di capire se un capo mi sta bene, devo capire se un capo mi sta, e, credetemi, quando finalmente riuscite ad infilarvi in un jeans, dopo 6 o 7 che non vi si chiudevano in vita o non salivano sulle cosce, come vi sta diventa una questione del tutto secondaria, voi quel jeans lo prendete e basta!

Che poi, non è che abbia questa taglia così sconvolgente: più o meno penso di essere una 48. E già questo mi fa incazzare, il fatto stesso che una non deve essere sicura della propria taglia, visto che certe 48 mi stanno larghissime e ad altre non mi ci posso avvicinare.. ma che senso ha?!?!
E quelle che portano taglie superiori?? No, perché io, a differenza di Mr. Pimkie o della Famiglia Benetton, lo so che si sono donne che vestono la 50, la 52, la 54...

Insomma, con uno scenario di partenza così problematico, capite bene che la questione del mi donano di più i colori chiari o quelli scuri? o del meglio un taglio dritto o svasato? è passata assolutamente in secondo piano!!!

Sì certo, aprendo il guardaroba perfino io so dire che la maglietta X mi cade meglio della camicia Y, ma se poi questo sia dovuto al taglio, al colore, al tessuto... no, non mi ero mai applicata a capirlo!

Bene, il blog di Anna mi ha aperto le porte di un nuovo universo: ho studiato le forme del corpo, la ruota dei colori, mi sono rivista in molti dei capi che proponeva per la mia conformazione fisica.. Insomma, conosco la teoria!!!
Applicarla, vivendo (manco a dirlo) in una città con una scarsissima offerta commerciale, sarà un altro piao di maniche... e vabbè, vorrà dire che aspetterò le prossime trasferte lavorative per andare a far shopping a Napoli o Palermo..

Ma non è finita qui!!! Quando ho finito di leggere religiosamente tutti gli articoli pubblicati da Anna, ho attaccato coi link del suo blogroll, per scoprire tutto un mondo di bloggers che postano in rete outfit, recensioni di brand, link per lo shopping online... E un piccolo ma agguerrito gruppo di queste sono curvy, ossia plus size, ossia pienotte anziché no..

E se loro riescono ad essere trendy e graziose .. non è detto che, con un po' di impegno, non possa farlo anche io!!!