Progetto Felicità

Tutto è cominciato da una foto su Instagram, di una tizia russa che seguo per puro caso (seguo diversi tizi russi, ma soprattutto decine di tizi russi seguono me. Perché?!?!? Che gliene frega della mia vita a San Pietroburgo??? Non ho risposte, solo un filo di lieve apprensione, come quella volta che un Ugandese voleva che gli spedissi un paio di Nike...).

Comunque, la tizia mostrava la copertina di questo libro:



Progetto Felicità, ossia perché ho passato un anno provando a cantare al mattino, a riordinare gli armadi, a litigare secondo le regole, a leggere Aristole e in generale a divertirmi di più.

2 minuti dopo, con la pacatezza e la moderazione che regolano i miei impulsi all'acquisto, ero già su Amazon alla ricerca del titolo in questione.
(per la cronaca, la versione italiana esiste, solo cartacea, ma siccome aspettare i 2/3 giorni della consegna era semplicemente fuori discussione, ho ripiegato su quella in inglese, con gli effetti che vedrete in seguito).

La faccio breve: è una lettura che consiglio a tutti, sia ai monomaniaci come me che non aspettano neanche di finire il libro e già cominciano a prendere appunti su come costruire il proprio progetto felicità, sia a chi vuole semplicemente qualche spunto di riflessione sull'universo, la vita e tutto il resto.

Di cosa parla?

Del tentativo che l'autrice ha fatto di portare dentro il suo mondo un po' più di felcità: non perché non avesse già motivi per essere felice, ma semplicemente per scoprire se è possibile orientare i nostri pensieri e le nostre azioni in maniera tale da catalizzare ancora più energia, ancora più felicità, o quanto meno prendere maggiore coscienza dei motivi di gioia che già si hanno.

Okay, fin qui solo un encomiabile intento, ma molto teorico.
Quello che più mi è piaciuto, però, è l'approccio che ne è seguito, molto scientifico, molto.. americano.. d'in buona sostanza, molto da fissati: la Rubin ha scomposto la propria vita in una serie di macro-aree collegate alla sua felicità (il matrimonio, le figlie, il lavoro, gli hobbies, il denaro), individuandone 12, e ha dedicato a ciascuna di esse un mese di approfondimento.
Ognuna di queste aree è stata analizzata e a sua volta scomposta in una serie di comportamenti o attività da intraprendere per migliorarne la resa.

Per esempio, nel mese dedicato alla famiglia si è data come regole quella di cantare ogni mattino per e con le figlie, nel mese dedicato alle passioni ha fondato un club del libro (toh..), e così via: 4/5 "risoluzioni" (non mi viene di chiamarli obiettivi) per ogni mese, fino a ritrovarsi, ad anno completato, ovviamente più felice.

Secondo voi tutto questo ha un senso?

Probabilmente a leggere la mia recensione sarete restati scettici, d'altra parte sono abbastanza scettica anche io che il libro l'ho letto, quindi ci sta.. Però ecco, per quanto non sia affatto sicura che questo approccio da bootcamp porti dritto alla felicità, continuo a restare molto affascinata dal processo..

E sì, mi prendo tutta l'estate per rimuginarci su.. ma allo stato attuale penso di avere tutta l'intenzione di cavarci fuori un mio piccolo progettino..

1 commento :

  1. Ok. Me lo compro. E' talmente folle che mi hai convinto 😃

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