Contest

E' raro che io decida di partecipare ad un candy/rak/contest, soprattutto perché non ne condivido le regole.. e vabbè, su questo argomento abbiamo già dato!
Detto questo, cosa c'è di meglio che immolare il pomeriggio di quella che con ogni probabilità si avvia ad essere la giornata più calda dell'estate alla stesura della fantasmagorica storia di come io abbia incontrato l'Uomo Fortunato Che Mi Ha Sposata?

L'occasione, appunto, è il contest di Norma Jane: un'iniziativa che, oltre ad avermi fatto scoprire il suo blog, mi ha anche dato modo di mettere nero su bianco l'avvio dell'improbabilissima storia d'amore che mi ritrovo a vivere.

Tutti pronti? Fazzoletti e pop-corn, e mettetevi comodi!

Era il 2002, e la sottoscritta, fresca di master e stage fiorentino, aveva la perniciosa abitudine di passare le proprie notti davanti alla tastiera di un computer, intessendo amicizie e fracassando le scatole a chiunque si fosse parato davanti ai suoi implacabili nickname di battaglia.
Ebbene sì, lo confesso: io sono una chatter!

Ora però non immaginatevi turpi scene di rimorchi online e cybersex: non perché io non aspiri ad essere turpe, ma solo perché, più semplicemente, erano altri tempi, cibernaticamente parlando: niente facebook, niente msn, niente - oh mio Dio - chat private! Solo enormi stanzone di gruppo, in cui si chiacchierava tutti insieme, uomini, donne e nick improbabili.
Tempi in cui (e ricordarlo ora che il faccialibro imperversa mette quasi i brividi) alla propria privacy ci si teneva in maniera viscerale, che per scucirti una foto ti dovevano almeno aver prodotto il certificato di buona salute ed il tuo numero di telefono era appannaggio di pochi eletti.
Almeno, io la vivevo così: poi, per carità, le turpitudini c'erano eccome.. ma porcamiseria per quelle non ho mai avuto abbastanza fegato!!!.

E così, tra un da-dove-dgt? e un contatto di icq, trascorrevo i miei giorni (e buona parte delle mie notti) chiacchierando con programmatori partenopei e fotoreporter romani, ballerine di Palermo e muratori di Brescia, ammaliando tutti con quel dono della parola che, mi riconoscerete, non mi ha mai fatto difetto..

Simpatie virtuali, intendiamoci, niente di più!

(Okay, e Manuel..)

...storie filtrate dal router e rimaste confinate all'interno dello schermo..

(..e il pescarese? Ne vogliamo parlare!? O preferiamo continuare a fingere che in quel gran casino ci si sia infilato qualcun altro?!)

...passatempi per notti insonni, rigorosamente circoscritti al mondo virtuale, senza ricadute nel quotidiano, o magari, solo qualche occasionale sconfinamento..

(brava.. ci sei quasi..)

Cioè, insomma, ad essere onesti.. ecco.. vogliamo dirla tutta? Io mi ci ero completamente bevuta il cervello!!!
C'era questo tipo.. un gran bel tipo, peraltro! Uno di quelli col diploma da ammaliatore, che mi risucchiava nei vortici dei suoi discorsi (virtuali, telefonici) lasciandomi disorientata e prosciugata di ogni energia. Uno che - e diciamolo! - era anche maledettamente bello!!!
Io, da ragazzina assennata quale sono sempre stata, avevo intuito il gran pericolo che si celava dietro questo Bel Tipo, ma ero troppo incantata per prendere qualsiasi provvedimento.. 
Fortunatamente ero anche troppo spaventata dai possibili effetti che questa gran sbandata fuori da ogni logica avrebbe potuto avere sul mio quotidiano, visto che, realisticamente, avrei potuto fare una qualunque delle follie che mi venivano in mente in quel momento: fiondarmi in aeroporto senza neanche aver comprato il biglietto, presentarmiglisi sotto casa con un bel fiocco rosso in testa, o magari uscire e darla al primo che fosse capitato, così, tanto per cambiare un po' lo scenario..
E invece no: da autentici imbecilli quali a tutti gli effetti eravamo, abbiamo preso insieme una decisione che più romantica non si poteva: abbandonare insieme la chat, tirarci fuori nella maniera più drastica possibile da quel vaiolo virtuale e pagarne le conseguenze fino all'ultimo.
E se non vi sembra romantico, rileggetevi Shelley e fate due chiacchiere con chi ha vissuto quell'era chattistica..

Insomma: un salto nel vuoto bendati, e virtualmente mano nella mano: un ultimo ehi... a lampeggiare sul video e poi niente più chat, niente sms, niente telefonate nel cuore della notte..

Che io sappia, lui questo impegno l'ha poi rispettato, segno che era preso da questa storia molto meno (o forse molto più? Io mi ci illudo ancora..) di quanto non lo fossi io..

Ahhhhhhhhhhh, dimenticavo: il Fortunato Uomo Che Mi Ha Sposata in tutto questo non c'entra poi niente!
Daniele è infinitamente più prosaico e meno onirico di quel tizio lì..
Vi state chiedendo perché cavolo ho preso a raccontare tutt'altro, quando avevo promesso di tratteggiare l'avvio del mio matrimonio? Semplicemente perché, ve l'avevo detto, all'epoca non esistevano stanze private e di ogni mio vaneggiamento è stato testimone chiunque affollasse quella chat verdolina..
Ecco cos'era per me il mio attuale marito: un nick buffo e improbabile sullo sfondo, uno che non mi interessava manco per niente e a cui riconoscevo il solo merito di avermi spiegato come funzionavano i quarti di eliminazione dei mondiali, che mi aveva strappato la mezza promessa di un incontro proprio perché "vada come vada, che tanto chi se ne importa..".

Oh cavolo, è proprio vero che la vita ti frega quando sei distratto da tutt'altro..

(..e poi ci sono stati un treno in ritardo, e un pilastro dietro cui nascondersi, del calzettoni e un cane pompiere, un libro di fate e dei ferrero rocher, bigliettini, crocette, e altri treni, navi, aerei...)


8 commenti :

  1. ciao!! Ma a parte l'abilità con cui hai raccontato e il colpo di scena finale!!

    Si è vero, quando non ce l'aspettiamo.. arriva!
    Grazie per aver partecipato!

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  2. ...mi ricorda come io ho conosciuto il mio di marito...siamo figlie delle chatroom... :-) cmq ancora complimenti per il tuo modo di scrivere!!! mai pensato di scrivere un libro??? baci Sara

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  3. Anonimo20:36

    Il tuo modo di scrivere arguto e come sempre simpatico, mi ha un po' distratta dal succo del discorso.
    Se ho ben capito, tuo marito era per te "un nick buffo e improbabile sullo sfondo, uno che non ti interessava manco per niente......"
    Allora mi chiedo: come ha fatto a spostarsi dallo sfondo e a diventare protagonista della tua vita?
    Mah....

    Molto amara la frase finale...."la vita ti frega quando sei distratto da tutt'altro".
    E' anche molto saggia...non lasciamoci distrarre quando perseguiamo degli obiettivi importanti ;-)
    Un abbraccio, Stella

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  4. ragazze, se continuate ad infiorarmi così finirà che mi monto la testa, pubblico qualche sciocchezza in .epub e poi vi tocca versarmi 20 centesimi l'una!!! magari arricchisco!

    @stella: mi sono decisa a conoscerlo solo per noia.. non mi andava di impegnarmi in qualcosa di coinvolgente e con lui ero certa che non mi sarei lasciata coinvolgere..
    poi, una volta faccia a faccia, è andata un po' come in ogni altra relazione!!

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  5. ciao bella...... ^__^ dobbiamo trovare un modo per chiacchierare come in chat ^__^

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  6. ho pianto. Sì, ho proprio pianto leggendoti e rileggendo esattamente la mia storia con Alì... anche da me c'era un treno in ritardo ed un fottutissimo pilastro dietro cui nascondermi... e poi...dopo...il bagliore della fede al dito ^_^

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  7. ariiiiiii ma dai!!!! abbiamo vissuto storie gemelle!?!? meno male che il cane pompiere è solo mio..
    adesso però sono curiosa di scoprire i particolari della tua...

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  8. Bello questo contest! e bellissimo il tuo racconto, specie perchè mentre lo leggo ricordo di qualche particolare in più, che mi fa sorridere, che tu stessa mi hai raccontato! :)

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