La scelta vegana - Parte I (Riflessioni)

C’è un argomento su cui sto meditando da tempo, senza veramente arrivare a prendere una decisione, ma che resta lì col sottofondo delle mie rotelline mentali che ci girano intorno…



E se cambiassi totalmente il mio stile di vita, a partire dall’alimentazione? Se mi avvicinassi allo stile vegano/vegetariano??

Vi spiego: come quasi tutti dalle nostre parti sono cresciuta con un’alimentazione fondamentalmente onnivora e neanche posso dire, come sento sempre più spesso (sarà una moda?), “ma poi a me la carne rossa neanche piace”.
Cioè, ma di cosa stiamo parlando? Prosciutto.. tonno.. cotolette.. spada..
Se storcete il naso davanti alla salsiccia alla brace, amici miei, avete un grosso problema..


 C'è chi lo fa per gli animali
Chi di noi può ancora dire di non sapere come vengono prima allevati e poi ammazzati gli animali di cui ci cibiamo? Lo sappiamo, come no, ma semplicemente cerchiamo di non pensarci più di tanto.
 Un libro che mi ha parecchio aperto gli occhi a questo proposito è Se niente importa (perché mangiare animali?) di Jonathan Safran Foer, un autore di narrativa (non c’entra col vegetarianesimo, ma non mi stancherò mai di consigliare a tutti Ogni cosa è illuminata) che ha scritto questo saggio per spiegare il suo rapporto con l’alimentazione.
Il libro è molto interessante e molto ben scritto, mi ha fatto riflettere, ma.. una volta chiuso, ho un po’ rimosso tutta la faccenda: okay, sì, mi spiace per quelle povere bestie, ma temo di essere fondamentalmente egoista: a me spezzatini&co. piacciono..

C'è chi lo fa per la salute
Poi c’è l’aspetto salutistico, quelli che si raccolgono sotto lo slogan del “chissà quali farmaci e schifezze fanno assumere a questi animali prima di darceli da mangiare…”. Verissimo anche questo, per carità! Ma in queste cose sono decisamente fatalista.. mettiamoci poi che per i primi 30 anni della mia vita sono cresciuta in zona Terra dei fuochi, per cui tra vitelli dopati e friarielli aversani.. di cosa avrei dovuto nutrirmi, dei succhi di frutta Skipper?!?

C'è chi non lo fa (ma ci sta pensando)
Ultimamente invece mi sono imbattuta in un altro libro, Easyweigh di Allen Carr, poco felicemente tradotto in Italia col titolo di Dimagrire è facile (se sai come farlo).
Il tizio è quello che ha inventato una tecnica per smettere di fumare che ha effettivamente aiutato molti fumatori (i miei familiari per primi). Con un titolo così allettante, poi, non potevo non curiosare tra le pagine del volume dedicato alla dieta.
Paradossalmente sull’aspetto del perdere peso non mi ha convinto granché, ma molte osservazioni relative all’alimentazione in generale mi hanno fatto riflettere profondamente.
Per amore di verità devo anche dire che Daniele, che si vanta di essere un grande esperto per tutto ciò che riguarda la scienza o la biologia, mi ha demolito le affermazioni di Carr una per una.. ma fa nulla, se anche il suo libro contenesse inesattezze o esagerazioni, come spunto di riflessione mi va benissimo lo stesso.

 
Il fatto è questo: ho già ammesso di essere egoista, il bene degli animali o del pianeta per me non sono motivazioni abbastanza forti da spingermi a cambiare regime di vita.
Il mio bene, però.. eh, su questo mi fermerei a pensarci un po’ di più..
L’opinione più comune è che mangiare un poco di tutto sia la cosa migliore per l’organismo umano. Ne siamo proprio sicuri? Attenzione: non dico che non lo sia, sto solo cercando di ragionare senza pregiudizi.
Da circa due settimane ho sostituito la tazza di caffellatte che da 35 anni a questa parte ero solita bere ogni mattina con frutta, macedonie, spremute. Il risultato è che arrivo al lavoro più sveglia ed energica, non ho il solito abbattimento fisico delle 10.30/11.00 e sono spariti quei bruciori di stomaco che pure mi prendevano spesso.
Okay, forse sono solo intollerante al lattosio.. ma questo mi ha spinta a ragionarci un po' su: perché beviamo il latte? Un alimento che (Dio o la Natura, barrate con una X la casella preferita) è stato creato per lo sviluppo dei piccoli.. Perché noi adulti beviamo latte di un'altra specie?

Perché mangiamo carne? Frutta, verdura, cereali e legumi contengono da soli l'apporto di elementi nutritivi di cui abbiamo bisogno.
La carne, nella mia esperienza, viene digerita con più difficoltà ed affatica di più i reni. Non parlo degli eccessi, beninteso: anche un'indigestione di ciliegie fa male, nessun dubbio al riguardo.
Ma tra digerire o smaltire una coppa di fragole o una cotoletta, secondo voi...?
Tra una fresella al pomodoro e un panino al salame?

Chiedo proprio perché sono in una fase riflessiva: ho provato ad approfondire cercando in rete, ma si sa, qui si trova tutto e il contrario di tutto: a volte mi sembra che ognuno abbia una teoria da difendere e diffondere, e solo io sia quella che a cui restino i dubbi..

E allora.. se non è perché mi fa bene.. mangio carne solo perché mi piace? O non sarà che più che piacermi ci sono semplicemente abituata...?

(to be continued..)

11 commenti :

  1. Condivido le tue riflessioni e da un po' di tempo sto adottando un approccio vegano alla mia alimentazione, complice anche un corso di cucina che ho seguito il mese scorso.
    Alla base c'è soprattutto un discorso salutista, ma ti assicuro che piano piano inizia ad insinuarsi in me anche uno spirito leggermente animalista. Non è facile però cambiare modo di alimentarsi perchè la carne alla brace continua a piacermi, i salumi e i formaggi mi fanno emozionare...però dopo una settimana in cui il "senza" mi pesa, dopo diventa più facile. Un po' come disintossicarsi.
    Aspetto con ansia le altre tue riflessioni!

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    1. Ciao Verdiana, grazie per il tuo commento.
      Vegetarianesimo, veganesimo.. carne sì, carne no.. per il momento non ho ancora preso una vera e propria decisione, sto ancora cercando risposte.. per la verità sto cercando anche le domande!
      A brevissimo mi aspetta un piccolo viaggio, ogni decisione è rimandata al ritorno.. ma chissà..

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  2. Wow, questo è un argomento complesso! Personalmente negli ultimi dieci anni sono passata attraverso ragionamenti simili, mi sono fatta un sacco di domande, ho cambiato dieta (più volte), sono tornata sui miei passi, ho sperimentato, sono stata confusa, ho trovato alcune risposte.
    Il tuo approccio è simile al mio. Niente preconcetti, niente dogmi. Tante domande.

    Io credo valga sempre la pena sperimentare.
    Non voglio tediarti con il mio percorso personale, ma se ci racconterai le tue sperimentazioni e i tuoi ragionamenti, ti seguirò molto volentieri (come sempre, del resto!), perchè è un argomento sul quale fa sempre bene confrontarsi! E poi scritto da te sarà di sicuro divertente! ;)

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    1. ciao a te, Lucia! Però i percorsi personali non tediano mai.. anzi, mi interesserebbe molto sapere quando come e perché altri si siano avvicinati (e anche poi allontanati, se è questo il caso) ad una scelta vegana/vegetariana.
      Grazie per la fiducia.. sicuramente ci sarà una seconda puntata! ;)

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  3. cara iole,
    come hai potuto leggere tra le mie pagine anch'io sono in piena fase riflessiva.
    Intanto ho eliminato la carne in 3 giorni della settimana...e intanto continuo a leggere ed informarmi!
    Questo libro che citi è interessante??? magari lo prendo.
    In rete, come in libreria, ci sono mille filoni e tutti diversissimi, io vorrei imparare a riascoltare il mio corpo!
    facciamo questo cammino insieme?
    un abbraccio
    Sara

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    1. Il libro è interessante per gli spunti di ragionamento che offre. Come valenza "dietetica" nel senso di perdere peso, resto coi miei dubbi.. E anche sulla scientificità di alcune sue affermazioni, spesso legate ad analogie col mondo animale o alla biologia umana di cui io so davvero poco (come dicevo, mio marito, che si vanta di saperne assai di più, ha criticato molte delle cose che ho letto).
      Però mi piace molto la filosofia di base, ossia che l'organismo umano, lasciato libero di provvedere a sé secondo i propri bisogni "naturali", tende appunto naturalmente verso il benessere (e il peso forma). L'obesità o il sovrappeso, da questo punto di vista, sarebbero dovuti a condizionamenti esterni nati dalla società civile che ci impone gusti e esigenze "artificilali".
      Questo molto, ma molto, in breve..

      fammi sapere come sta andando il tuo percorso, ok??

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  4. Premessa 1: questo sarà molto probabilmente un post lungo che non vuole etichettarsi come scientifico ne vuole avere validità assoluta. Lungo perché, cara Iole, hai beccato uno degli argomenti che più mi attrae e che ha suscitato in me tanti dubbi e riflessioni nell’arco degli anni.
    Premessa 2: sono una persona che dell'agnellino sottratto a mamma pecorella e scannato con l'accetta, non prova pena, almeno non al pensiero dell'azione. Forse se mi trovassi davanti a una scena del genere scoppierei in lacrime, ma platonicamente, mi sta bene.
    Premessa 3: sono carnivora, con le dovute precauzioni.
    Mi spiego meglio.
    La mia prima riflessione nacque da uno dei punti del tuo bellissimo articolo (si può chiamare articolo? post, scritto, riflessione): ma se il lupo, il leone, il coniglio, la mucca, l'asino il bue e persino Lucy la homo habilis, non si mettono (o mettevano per quanto riguarda Lucy) a fare colazione con una bella tazza di latte caldo, perché io, che manco mi pigliai il colostro di mia madre, dovrei farlo? Ebbene sono di quei pochi fortunati che l'intolleranza non ce l'hanno, o se ce l'hanno, non hanno sintomi clinici, per cui il latte non mi fa male – badiamo che non mi fa nemmeno bene, non mi fa effetti se non riempirmi lo stomaco – mi piace, e me lo bevo. Posso farne a meno se non c’ho la busta aperta, posso anche sostituirlo con succhi di frutta (conservanti per conservanti forse è meglio il latte), con il tè, persino con uno shottino di vodka liscia (ancora non sono andata agli AA), ma non ho mai voluto togliere questa, chiamiamola “tradizione”. Poi penso, gli umani si sono evoluti, non mi posso paragonare al lupo, il leone, il coniglio, la mucca, l’asino il bue e Lucy di cui sopra. Il concetto dell’evoluzione è molto importante perché pone le basi di tutto il mio ragionamento. I nostri antenati erano cacciatori, avevano bisogno della carne perché se beccavano l’erba magari era cicuta e schiattavano sul posto. Si sono ingegnati pure a cuocerla per eliminare i patogeni (anche se poi Maria Callas ha buttato nel cesso anni di evoluzione per ingurgitare il verme taglierino). Avevano bisogno di mangiare sale e ahime, questo gusto oggi ci porta a soffrire di tante malattie (http://www.carloconsiglio.it/sale.htm). Persino la nausea in gravidanza proteggeva le amiche incinte di Lucy (ok forse mi sono fissata) dalle erbe velenose, eppure oggi questo pericolo non c’è ma la nausea residua. Tutto ciò che siamo è frutto dell’evoluzione ma la società è completamente diversa, cambia con tempistiche minori rispetto a nuovi adattamenti da parte dei nostri geni. Infatti se mangiare quintali di mammuth poteva essere fantastico e vantaggioso per l’uomo sapiens sapiens, oggi imbottirsi di fiorentina non è per nulla salubre. Sembra ormai ovvia la correlazione tra la troppa assunzione di carni – specifico, rosse – e alcune patologie come il tumore del colon e altre legate alla presenza di ione Ferro in esubero. Davanti a questa evidenza, persino io, la regina dei carnivori, ho sentito di dover fare un passo indietro riducendone drasticamente l’apporto. Infatti mangio la carne rossa massimo una volta al mese (a volte può scapparci una seconda occasione, che non si nega a nessuno), cerco di non mangiare comunque la carne ogni giorno e cerco di assumere regolarmente la frutta e la verdura.

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  5. Ma devo fare delle precisazioni: al giorno d’oggi, dopo tanti dibattimenti interiori, non sono del tutto d’accordo col vegetarianesimo (col vegan non lo sono mai stata ma nemmeno ci ho mai pensato più di tanto, a onor del vero), e credo che questo dipenda molto dai miei bisogni (alcuni probabilmente esistenti solo nella mia testa). Le proteine della carne sono senza dubbio diverse da quelle vegetali delle quali si sente dire facciano meno male; ma anche i nutrienti sono diversi: il ferro, l’esempio più comune che mi viene in mente, delle verdure ha un assorbimento minimale rispetto a quello della carne, ragion per cui, io, che c’ho sempre l’emoglobina li li e la ferritina là là, la carne oltre al fatto che mi piace, sento che la debbo mangiare per evitare poi di dover pigliare gli integratori. Poi essere vegetariani nel senso di assumere molte verdure, quello sì! Son d’accordo, credo anche che il frullato al mattino sia cosa buona e giusta, credo anche che la crusca e le robe integrali debbano essere nostri amici intimi, e i legumi e le verdure (p.s.: ma si dice anche in giro che gli spinaci e le biete, proprio come i salumi, sono ricchi di nitriti e nitrati che tutto fanno tranne che bene???) credo che se ci pigliamo tutte ste fibre e poi non ci beviamo due litri di acqua al giorno, nell’intestino ci possiamo aprire una fabbrica che produce mattonelle di stoppa (per intenderci è un po’ come se ci mangiassimo carta, le fibre non si assorbono quindi restano impacchettate se non ben idratate). Ognuno dovrebbe scendere a patti con i propri fattori di rischio e con le proprie familiarità (per intenderci: se nella mia famiglia soffrono tutti di pressione alta e io il sale glielo metto pure nella macedonia, allora forse c’è qualcosa che non va), e poi giustamente seguire la propria etica.
    Questo papiro forse non arriva a delle conclusioni (io stessa non sono arrivata a delle conclusioni definitive), ma un po’ rappresenta tutto lo stream of consciousness che mi ha attraversato nell’ultimo anno! Spero di non essere stata eccessivamente tediosa!


    Un saluto affettuoso da me e dalla bistecca ingurgitata il primo maggio! :P

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    1. aspetta aspetta, è tutto molto affascinante, ma mi hai fatto venire ancora nuovi dubbi!!!
      1) il fatto che lucy e i suoi mangiassero carne perché se beccavano l'erba magari era cicuta non regge tanto.. perché al capriolo e alla gallina chi glielo diceva che la cicuta era da evitare??
      2) mi sa che lucy poteva permettersi di fare meno ragionamenti su quello che ingurgitava perché da una parte non aveva tante occasioni di trovare del cibo, e quindi anche volendo le quantità erano comunque ridotte.. dall'altra poi viveva al freddo e bruciava calorie proprio come metabolismo basale, e comunque stava tutto il giorno a saltellare di qua e di là, a fabbricare ciotole d'argilla e spiringuacchiare i muri, o che so io.. e bruciava quasi tutto.. io vivo con 3 supermercati nel giro di 100 metri, pigio dei tastini per portarmi a casa lo stipendio e dispongo di cibo con etichette piene di informazioni (che ahimé tante volte non vado neanche a leggere, mea culpa).
      3) com'è 'sta storia del ferro??? me la spieghi meglio? nella mia ignoranza ero più o meno convinta che il ferro che non assumono dalla carne i vegetariani lo prendano da robe tipo legumi o cereali (anche considerando che, se togli la carne, mangi molti più legumi e cereali, visto che nel piatto dovrai pur metterci qualcosa).
      invece tu mi dici che l'assorbimento è minimale.. quindi tra una fettina di pollo con contorno di insalata e una zuppa di cereali e verdure, alla fine avrò assorbito molto meno (ma quanto meno?) ferro scegliendo la zuppa??

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    2. un aspetto assai assai interessante in tutto questo è il paragone con lucy: tu me la citi rispetto al latte secondo il ragionamento che "lei non lo beveva, ma noi possiamo ben farlo visto che tra lei e noi sono passati millenni di evoluzione". bene.. ma come tu stessa dici l'evoluzione ci ha messo ( ..quanto?? diciamo un bel po' ma un bel po'..) per farci alzare sui due piedi, tanto che alcuni meccanismi (tipo la nausea in gestazione) sono ancora lì nonostante non servano più proprio a niente.
      quindi, evoluzione okay, ma fino a un certo punto.. non so quanto ci possa volere per poter dire che l'organismo umano, diciamo l'apparato digestivo, si adatti ai mutamenti delle condizioni di vita.. ma sono pronta a scommettere che i condizionamenti "sociali" impattano molto ma molto prima. come dire.
      per esempio, chiediamoci perché lucy abbia cominciato a mangiare carne: a prima vista direi che mangiare quello che le cresceva intorno fosse più facile e meno rischioso di darsi alla caccia.
      ma una volta esaurito quello che si poteva raccogliere, veniva più immediato acchiappare una trota che aspettare che la frutta ricrescesse, no??
      quando poi ha imparato ad allevarseli, gli animali.. bingo!

      e ci ritroviamo tutti onnivori..

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  6. Yes quello che dici è corretto (il latte comunque io evoluzionisticamente parlando non me lo so spiegare... non credo che si beva da sempre anzi... secondo me i nostri trisnonni non ce l'avevano. Per quanto riguarda il ferro un discorso a parte, se il mio ragionamento fosse assoluto tutti i vegetariani/vegani sarebbero carenti in ferro ma evidentemente non è così. Ho fatto l'esempio sulla mia persona in quanto io oscillo tra i valori limite. Comunque si, la zuppa ha molto meno ferro assorbibile rispetto alla fetta di carne, partendo dal presupposto che anche dall fegato (ricco di ferro), riusciamo a prenderne relativamente poco, figuriamoci dai legumi... poi che ne so, la vitamina C favorisce l'assorbimento del ferro... un articolo abbastanza illustrativo è questo: www.my-personaltrainer.it/sali-minerali/ferro.html

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