Il giorno in cui il comunismo morì

Sono stata una bambina comunista.

A ripensarci oggi, entrambe le cose mi sembrano tanto lontane (che io sia stata una bambina, ancora prima che una bambina comunista), ma tant'è.


E non crediate, non era facile essere bambini e comunisti, negli anni '80, neanche se a condividere le tue pene c'è un'altra sventurata, Gio', che almeno un po' ti può capire..

Comunisti duri e puri, i nostri padri avevano messo su una sezione di cui a turno erano segretari, e, come se non bastasse, nella quale si mettevano a fare anche comunismo sperimentale, fuori dalle prassi del Komintern e pure del PCI, proprio per non darci la possibilità di solidarizzare nemmeno con gli altri bambini comunisti d'Italia (nel remoto caso ve ne fossero).

I cortei (dalla scala mobile ai funerali di Berlinguer, non ne ho saltato nessuno), quelli non erano un gran problema, in quanto, punto primo ti compravano un fischietto; punto secondo, quando eri stanca ti accordavano il permesso di sederti sui leoni di pietra a guardare sfilare le bandiere e gli striscioni; punto terzo, si andava a mangiare in un posto veramente, ma veramente fighissimo: una mensa self service! I piatti erano lì davanti a te, finalmente un posto dove vedevi quello che sceglievi prima di doverlo scegliere!!!!

Il vero problema dei bambini comunisti è la lotta senza quartiere che i genitori hanno giurato al Consumismo: nell'evidente impotenza di poter influire in qualsiasi misura sul dilagare del capitalismo, sullo sfruttamento del proletariato, sulla liberazione della classe operaia... i nostri padri scelsero di ripiegare su di una forma ottusa e ostinata di totale rigetto per il superfluo: ed ecco allora i pianti per il costume di Barbie-Luce-di-Stelle ("se proprio ti vuoi travestire, travestiti da stracciona.."), ecco il Gira La Ruota e la batteria giocattolo che entrano in casa, sì, ma dalla finestra del bagno di servizio (grazie a Dio oltre a un padre comunista avevo una mamma comprensiva e spendacciona), ecco quegli alberi di Natale senza luci, senza palline e pure senza abete (e tu che ti affanni a spiegare agli amichetti che non sei proprio povera-povera, sei più povera-comunista)..

E le elezioni?? Quelle notti in cui tu e Gio' sonnecchiavate sulle panche della sezione, quando improvvisamente quel mondo stanco e in via di disintegrazione si ringalluzziva nella speranza non già di aver vinto, ma che magari si era perso un po' meno della volta scorsa..??

La cosa davvero folle è che, nonostante i Quaderni di Gramsci e le lasagne alla Festa dell'Unità, alla fine, inesorabilmente, si cresce, anche se i tuoi slanci di spirito di ribellione più che nell'ascoltare il metal si concretizzano nel rifiutare di farsi la tessera della Federazione Giovanile.

Si cresce, sì.. ma si rimane comunque un po' affezionati a tutto quel mondo, tanto che, teenagers ormai alle prese con brufoli e prime pene di amore, io e Gio' in occasione dell'ennesimo scrutinio pensammo di andare a trovare i vecchi della sezione caricando il motorino di cornetti caldi.

Ecco, se qualcuno me lo chiedesse, secondo me la fine del Comunismo c'entra poco con Gorbaciov, col Muro di Berlino e col 1989.
Secondo me la fine del Comunismo sta tutta nella faccia di Sastiano, ultra-80enne comunista della prima ora, che, alle due del mattino di una notte di elezioni, si stacca dalla tv (l'ultimo esemplare in bianco e nero ancora in circolazione) e si illumina di un sorriso nuovo, di felicità pura, nel vedere quello che le due ragazzine che ha tirato su come nipoti possono offrirgli, un compendio di leccornie che mai nella sua vita lunga ed avventurosa aveva mai avuto modo anche solo di immaginare: un vassoio pieno di spiedini di cornetti!!!

Il trionfo, definitivo e totalizzante, della forma sulla sostanza, del fatuo sulla morigeratezza..

2 commenti :

  1. Son due giorni che cerco le parole per commentare questo tuo post, che trovo bellissimo, perché, oltre alla tua consueta vena ironica e autoironica, trovo una vena elegiaca, la rievocazione di tempi che veramente sembrano remoti, la dolcezza del ricordo e degli affetti che ...mi hanno fatto commuovere.
    Però l'albero di Natale senza luci, senza palline e pure senza abete...questo è troppo, anche per un comunista-comunista!

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  2. che dire, liria, mi sa che ho scelto un tema un po' spiazzante per questo blog.
    sto per compiere 35 anni, quindi parlo di un mondo di non più di 30 anni fa: ma tu te li immagini i ragazzini di oggi, quelli che passano dall iphone4 all'iphone5, a trovare il loro massimo svago in un fischietto e un'insalata di polipi al self service?
    dell'albero di natale credo di averne già parlato: la cosa veramente allucinante è che mio fratello continua a farne uno senza abete eccetera..
    in quanto alla vena elegiaca: è solo che qualche giorno fa i miei mi hanno detto che Sastiano non c'è più..

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