Fratelli

17 Marzo.. c’è di che riflettere, giusto?

Me lo sono chiesto, e non per la prima volta, tanto più che, per una che ha saltimbeccato per l’Italia (nata a Sud, spostatasi al Centro-Est, poi di nuovo a Sud, poi, per periodi più brevi, Centro-Ovest, Nord-Ovest e Nord-e-basta, per poi trasferirsi, definitivamente, nel Profondissimo-Sud) va’ da sé che è un argomento appassionante e frequente nelle conversazioni con gli amici.

Sono patriottica? Neanche un po’, penso: le parole “patria” o “tricolore” mi danno i brividi, l’inno di Mameli lo trovo innanzitutto buffo (e in seconda battuta aggressivo), le frecce tricolori per me sprecano solo carburante e via dicendo.

Nazionalista, men che meno: il nazionalismo ha in sé quella componente di superiorità, di “üns uber alles”, che nella peggiore delle ipotesi è disprezzo, e nella migliore tolleranza per gli altri (che poi, da quand’è che la tolleranza è diventata un valore? “Io sono meglio di te, ma nella mia magnanimità ti tollero..”), che proprio non rientra nelle mie corde.

In definitiva, il patriottismo mi infastidisce e il nazionalismo mi fa orrore.

Però mi sento assolutamente e profondamente italiana, quello sì.

E’ un sentimento a tratti confuso, ma avverto in maniera molto forte: c’è qualcosa che mi lega a chi è nato e cresciuto in altri angoli di questo Paese complicato, sfortunato, martoriato, ma anche affascinante, ricco e forte.
Intendiamoci, non pretendo che non esistano differenze: ci sono, sono radicate e a volte sono anche importanti. Ma più importanti ancora, secondo me, sono le cose che ci legano, che poi, nel dettaglio, non so bene dire (ho provato ad elencarle l'altra sera con mio marito, e ne è venuta fuori una mezza litigata).

Però ci riprovo:
- tutte le tragedie che negli ultimi decenni hanno unito il Paese nel dolore e nella rabbia: terremoti, mafie, bombe, aerei, alluvioni e stragi
- il parmigiano sulla pasta
- il Risorgimento, tutto, ricordando che Non è il Risorgimento ad aver fatto l'Italia, ma sono gli Italiani ad aver fatto il Risorgimento
- la Cinquecento, le gite fuori porta e soprattutto l'allegria del dopoguerra
- la nostra lingua, per quanto offesa e bistrattata, che io continuerò ad amare e difendere (e tutto potreste sentirmi dire nella vita, tranne che uno "gli" riferito a una donna)
- tutte quelle opere d'arte che mi rendono orgogliosa di essere italiana: libri, dipinti, musica, sculture, palazzi, ma anche tratti di costa, montagne e boschi da togliere il fiato.

Insomma.. sono sicura che ci sarebbe di che riflettere (e discutere) ancora molto.. ma sono anche sicura che continueremo a farlo per i prossimi 150 anni!

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