One Little Word - Gennaio + Febbraio


Ho tardato parecchio nel mostrarvi i miei primi passi con il One Little Word di Ali Edwards per un unico semplice motivo: continuavo a dimenticarmi di stampare una stupidissima foto e non mi andava di pubblicare uno spread monco.. insomma, finalmente ce l'ho fatta!

Questo progetto mi sta piacendo davvero, ma davvero, tanto: è più riflessivo e introspettivo, mi porta a farmi delle grandi domande, e al tempo stesso mi invita a scoprire tecniche che non mi avevano mai convinta molto.. con risultati grandiosi!

Inoltre per ora non richiede l'impiego di chissà quante foto, cosa fondamentale per una che non ama essere ritratta e il cui marito non è neanche in grado di dire se il suo cellulare abbia o meno la funzione di fotocamera (mettete insieme le due cose e capirete l'origine dei miei selphies sfocati e privi di significato).

 
 L'assignment di Gennaio è stato fondamentalmente testuale: si è trattato in pratica di compilare alcune schede relative alla parola scelta, sviluppando i seguenti temi:
- Definizione: proprio da dizionario;
- Motivo: cosa ci ha spinti a scegliere proprio quella parola;
- Cose da lasciar andare e cose da invitare: quelle emozioni, atteggiamenti o esperienze che intendiamo far fuoriuscire dalla nostra vita e quelli che intendiamo invece invitare ad entrare;
- Citazioni: citazioni che comprendano la nostra parola o siano comunque collegate ad essa.


Oh, credetemi: è stato più difficile tradurre in italiano concetti tipo "reason why" o "let go" piuttosto che rispondere a questi temi. Anzi no: la cosa più difficile in assoluto è stata limitarsi al poco spazio offerto dalle schede predisposte da Ali!

Quel che ne è venuto fuori è un curioso mix tra luci ed ombre, inglese ed italiano, Focault e Niccolò Fabi.
Contraddizioni ed insensatezze.. molto rappresentativo, devo dire!



Sul piano visuale, la scelta di lavorare su un handbook (quindi dalle dimensioni diverse rispetto a quelle predefinite) mi costringe ad uno sforzo creativo in più, ripensando continuamente a soluzioni alternative.
La scelta della scrittura a mano, per quanto irregolare sia la mia grafia, continua a convincermi, ma forse ristamperò tutte le schede e le ricopierò con un tratto nero e solo poche parole in rosso o blu.. vedremo!
Con i compiti di Febbraio mi sono invece divertita alla grande!
Si è trattato in pratica di creare una visual board traendo spunto da riviste e giornali. Ora, la tecnica del collage non è che sia una gran novità, ma quello che ho trovato oltremodo liberatorio è stato il metodo suggerito da Ali:
- procurarsi delle riviste, preferibilmente andando a sceglierne tra quelle che di solito non leggiamo;
- cominciare a ritagliare quello che ci ispira, in maniera del tutto casuale ed impilare tutto di lato, senza effettivamente comporre il collage se non alla fine.

Insomma.. spotify in sottofondo, ed ho passato un'oretta di puro relax, divertendomi un sacco e arrivando a produrre questo indiscutibile pezzo d'arte:


Siccome poi i ritagli erano molto più di quanti mi servissero, con tutto quello che è avanzato ho realizzato una seconda visual board, che finirà, incorniciata assieme alla prima nella craftroom della mia nuova casetta:


Cose che ho imparato: mentre ero lì che ritagliavo e impilavo, ritagliavo e impilavo, non avrei mai immaginato che ne sarei venuta fuori con qualcosa di così colorato e vibrante. Vorrà dire che mi sento vibrare, o, più probabilmente, che un po' di brillantezza è quello che desidero dalla vita?
Come pure il fatto che a fine lavoro io mi sia ritrovata con ben 4 ritagli sul tema "cambiare vita".. Uhm.. questa è un tantino inquietante...

2 commenti :

  1. Belli questi progetti, e terapeutici anche.
    Mi piacciono in particolare i due pannelli, molto interessanti. =)
    Dani

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