varie ...(e quote-a-blog #2)

Carissime,
chiariamo una volta per tutte l'arcano mistero: NON CI SONO NOVITA', e il fatto che io abbia ricamato un accappatoio baby (e sia a buon punto col secondo), non vuol dire nulla se non che, quando Vale ha proposto il sal ricamabili, i primi che mi sono venuti in mente sono queste spugne Graziano, e no, non sono abbastanza impavida da andare a frugare nelle profondità dei cassetti in cui conservo la roba da ricamo per vedere se ce n'è degli altri.

Però questa storia mi affascina.. come in banca, dove incontro clienti che, da quando mi sono sposata, ogni volta che mi vedono puntualmente ammiccano chiedendo "ma... ci sono novità?!?!",
Ed io, che ho clienti che tornano anche 2-3 volte a settimana, vorrei congiungere graziosamente le mani, sfoderare il mio più bel sorriso e rispondere "ma porcapu***, sono dimagrita di 9 kg, ce li hai gli occhi, brutta vecchia sciancata, stolida e notevolmente provvista di danaro!?!?!"

Vabbè, ho fatto la scema, ora posso fare la nostalgica?
Volevo prendere una citazione dal libro che sto leggendo in questi giorni, che è Le Correzioni di Franzen, ma per ora non è che abbia letto niente che mi abbia davvero colpito, più che un'illuminazione 'sto libro è un luuuungo mal di stomaco, di quelli che iniziano con un leggero fastidio al fianco e dopo un po' ti ritrovi piegato in due dai crampi, e ti manca l'aria e a pensarci hai anche un po' di nausea.
Quindi, exit Franzen.
Ho pensato a Benni, tutt'altre corde, ma ho solo concluso che devo rileggermi Comici Spaventati Guerrieri (cosa che con ogni probabilità farò domani, in ufficio), quindi sono approdata a Baricco.
E' un ricordo arcaico perché credo sia uno dei pochi libri che non ho mai riletto (cosa imputabile all'antipatia che il suddetto Baricco suscita in praticamente ogni esponente del genere umano), però mi aveva colpito, quindi non è che ricordi benissimo i dettagli, ma più o meno sono questi:

Una tizia, Shatzy, sta per lasciare il bambino a cui ha fatto da babysitter, un bambino solo, ignorato dai genitori, che ha per compagnia tutto un universo di personaggi immaginari. Gould sta per andare a una scuola per geni, Couverney. Nel salutarlo gli spiega la sua teoria sui fiumi:






...Quello che hanno scoperto con scientifica sicurezza a forza di studiare i fiumi, tutti i fiumi, hanno scoperto che non sono matti, è la loro natura di fiumi che li obbliga a quel girovagare continuo, e perfino esatto, tanto che tutti, dico tutti, alla fine, navigano per una strada tre volte più lunga del necessario, anzi, per essere esatti, tre volte virgola quattordici, giuro, il famoso pi greco, non ci volevo credere, in effetti, ma pare che sia proprio così, devi prendere la loro distanza dal mare, moltiplicarla per pi greco e hai la lunghezza della strada che effettivamente fanno, il che, ho pensato, è una gran figata, perché, ho pensato, c’è una regola per loro vuoi che non ci sia per noi, voglio dire, il meno che ti puoi aspettare è che anche per noi sia più o meno lo stesso, e che tutto questo sbandare da una parte e dall’altra, come se fossimo matti, o peggio smarriti, in realtà è il nostro modo di andare diritti, modo scientificamente esatto, e per così dire già preordinato, benché indubbiamente simile a una sequenza disordinata di errori, o ripensamenti, ma solo in apparenza perché in realtà è semplicemente il nostro modo di andare dove dobbiamo andare, il modo che è specificatamente nostro, la nostra natura, per così dire, cosa volevo dire?, quella storia dei fiumi, sì, è una storia che se ci pensi è rassicurante, io la trovo molto rassicurante, che ci sia una regola oggettiva dietro a tutte le nostre stupidate, è una cosa rassicurante, tanto che ho deciso di crederci, e allora, ecco, quel che volevo dire è che mi fa male vederti navigare curve da schifo come quella di Couverney, ma dovessi anche andare ogni volta a guardare un fiume, ogni volta, per ricordarmelo, io sempre penserò che è giusto così, e che fai bene ad andare, per quanto solo a dirlo mi venga da spaccarti la testa, ma voglio che tu vada, e sono felice che tu vada, sei un fiume forte, non ti perderai…

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