Essere donna, Istruzioni per l'uso: dal parrucchiere

Le donne, si sa, sono fondamentalmente insicure: tu puoi anche prendere Bar Refaeli ai migliori tempi della sua relazione con Di Caprio e star sicura che dichiarerà di trovarsi un sacco di difetti, e che da ragazzina era secca come una sarda, sgraziata e senza tette (poi, per cortesia, dopo averla presa, confezionatele un bel cappottino Louis Vuitton di cemento armato e scaricatela senza pietà nel mare di Tel Aviv).


E' che - davvero - noi donne siamo insicure anche quando non dovremmo esserlo, e siamo capaci di sprizzare insicurezza sotto ogni singolo aspetto della nostra vita: mettiamo in tavola un arrosto che manco l'Artusi epperò ci sentiamo di specificare che le patate non son venute proprio come dovevano, ci invitano a tenere un discorso e rifiutiamo abbassando lo sguardo come una debuttante al primo ballo... e poi c'è lui, il regno dell'insicurezza per eccellenza: il salone da parrucchiere.

E qui l'argomento si fa spinoso: perdonatemi se inevitabilmente riscontrerete qualche aspetto trascurato, ma cercate di capirmi: la sottoscritta, capace in qualsiasi altro momento di raggiungere vette di presunzione e arroganza raramente calcate dall'orma umana, quando entra in un salone si fa piccina piccina, e, siccome scema non è, cerca di entrarci il meno possibile, aspettare il suo turno seduta buona buona su uno spigolo di un pouf comodo quanto la flora autoctona della Dead Valley e sgattaiolare via il prima possibile.


No, ditemi voi se conoscete una parruccheria che sia accogliente: a me incutono soggezione già al varcare la soglia, con tutta quella luce fredda, quell'odore di bruciaticcio e di ammoniaca, i phon come tante armi improprie e tutti-tutti-tutti che ti squadrano da capo a piedi, dalle shampiste anoressiche alle modelle incazzose dei poster pubblicitari.

E poi c'è lui: il tuo Salvatore, l'Unto dal Signore, Colui che promette di trasformare radicalmente la tua vita con un colpo di forbici. Che sia un secsissimo uomo del Sud o la più bieca parodia di checca da Drive-In, Lui ti si avvicinerà e (con aria suadente o gracchiante, a seconda del caso) ti chiederà "Bellissima, cosa facciamo oggi??").

(Bellissima un cazzo: ci sta che non ti ricordi il mio nome, figuriamoci, sono la cliente meno assidua che ti sia mai capitata, ma arrivo qui in tuta, anzi, con due pezzi di tuta pure scompagnati tra loro, sudaticcia, ingobbita dalla soggezione e con i capelli ovviamente disastrosi.. "bellissima" chiamaci tua madre..)

Ora: dell'impossibilità di comunicazione con un parrucchiere è già stato detto tutto: tu gli chiedi "una spuntatina" e vedi accavallarsi ai tuoi piedi ciocche lunghe come le frange alla corte di Luigi XIII, gli porti la foto di Meg Ryan e te ne esci come Sbirulino, parli di "tono su tono" e viene fuori un colore vicino a quello di molte eroine della Disney's.. 
Non c'è verso: tu e il tuo parrucchiere parlate lingue diverse, bisogna prenderne atto e navigare a vista.

Per esempio, prendiamo la cartella colori: abbadonate ogni logica, bisogna rassegnarsi all'idea che quelle sfumature non hanno niente a che vedere con quello che il loro nome porterebbe a presumere: il mogano è rosso, la cenere è bionda, pure la fragola, Cristosanto, è bionda.. vi pare normale?

Che poi una è lì sulla sua sedia di tortura, protetta da quei maxi-bavaglini di raso che diventano la tua corazza e quando te li tolgono ti verrebbe voglia di frignare No, ti prego no.. il lenzuolo mi nasconde i rotolini, lasciamelo almeno un altro pochino.. e.. cos'altro puoi fare?? Ti affidi alle loro mani..

- Bellissima (...), lo mettiamo il balsamo alla provitamina?
- Bellissima (...), lo facciamo il trattamento al silicone?
- Bellissima (...), la vuoi la fialetta ricostituente alla ghiandola pineale di marmotta himalayana?

Ognuna di queste profferte aggiunge un 15/20 euro al tuo conto finale, ma che fai? Sei lì, inerme, vuoi solo che tutto finisca il prima possibile, declini anche il caffè per non prolungare la tortura di altri 5 minuti..


Per non parlare delle mode!!! Le mode in campo tricologico sono una roba che se solo ci fermassimo a riflettere un attimo ci renderemmo conto dell'assurdità della cosa, ma niente, i vapori all'ammoniaca ci stordiscono.. Shantush?? Una raffinatissima tecnica di decolorazione che quindici anni fa si chiamava "guarda quella, ha dimenticato di farsi la ricrescita, ma come si fa ad andare in giro così...".

E poi, care mie, state in guardia: è trascorso sufficiente tempo, il ritorno del frisè è ormai vicino...

11 commenti :

  1. Ahahaha fortissima!
    Non sai quanto mi ci vedo!
    Io, che vado più sovente e volentieri dal dentista che dal parrucchiere. Ed è tutto dire!
    Mi vede una volta l'anno e le spuntatine sono esattamente come dici, minimo 6/8 cm.
    Una volta ho portato una foto di una signorina con dei bellissimi capelli cenere e sono uscita arancione. Non sto scherzando.
    Arancione.
    A suo dire stava meglio con i miei occhi.
    Chiedo un taglio scalato ma no, sono pochi e sottili e sta male, meglio il taglio pieno tipo Raffaella Carrà.
    E' un incubo.

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    1. bello.. e non sai quanto ti capisco per il discorso sul carrè (che sulla mia testa si evolve inevitabilmente nel modello "capa a cucuzziello)!! sto seriamente meditando di tenerli cortissimi ed investire in un assortimento di parrucche :(((

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  2. !!!!!!! mi fai ridere perchè le tue sono "foto" con un filtro gustoso :)

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    1. seh.. altro che instagram!!!

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  3. ahahah muoio!!! Anch'io ci vado una volta l'anno, ma sabato che era la mia capatina annuale mi sono promessa che ci devo andare almeno ogni 3 mesi, devo impegnarmi a farlo.

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    1. assia, che ti devo dire.. io mi metto pure gli alert sul cellulare per ricordarmene...

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  4. Può esserci di peggio. Entri x una piega e LUI decide che devi tagliare, vuoi le onde e LUI stabilisce che devi farli lisci e...ciliegina...ti impone di colorarli. Ma qui resisto. Ostinatamente resisto.

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    1. ..e la domanda è quella che faccio sempre anche a me stessa: perché non cambiare parrucchiere??
      (nel mio caso, perché ne ho cambiati tanti e l'atteggiamento è sempre lo stesso, ma almeno adesso il cuoio capelluto me lo massaggia un secsissimo uomo del sud)

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  5. Nooooo il frisé nooooo!!!!!
    Io odio i parrucchieri! Infatti non ci vado MAI. No, dai, diciamo una volta ogni 4-5 anni.
    In compenso ho imparato a tagliarmi i capelli da sola. Almeno per gli interventi semplici.
    Di solito mi decido per il parrucchiere quando mi sono rotta del capello lungo lungo lunghissimo, e allora vado e mi faccio dare una tosata! Ma finora ne ho individuato solo uno che mi soddisfa. Per carità, è uno che fa assolutamente quello che gli pare a lui, ma di solito il risultato (strambo) mi piace. A me basta.
    Ho riso a crepapelle comunque, come al solito!! ;)

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