Visualizzazione post con etichetta craft. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta craft. Mostra tutti i post

20 cose che ti fanno capire se sei una vera creativa

Chi sono le crafter? Uso questo termine generico, che non mi piace poi neanche molto, in mancanza di qualcosa di più specifico. "Creativa" forse suonerebbe meglio, ma mi sa anche un po' di pretenzioso (e dire che lo usano anche quelle che parlano di "lavoretti".. bah..).
Artiste? Artigiane? Amanti del fai da te?

Mah, io ancora non sono convinta, così intanto continuo ad usare l'inglese, anche perché l'italiano è una lingua che ancora non si è inventata una parola decente per Uomo o Donna con cui Condivido la Mia Vita e magari Anche dei Figli al di Fuori del Vincolo Matrimoniale, quindi le crafter si rassegnino ad aspettare tutta la vita..

Insomma, siete o no delle vere creative?
Se avete qualche dubbio fate il test che segue, se rispondete SI' a più di 5 domande.. benvenute nel club!!!


  1. possiedi almeno tre paia di forbici, differenziate per uso;

  2. conservi ogni più piccolo brandello di nastro, carta, biglietto, perché "non si mai, può sempre tornare utile...";

  3. per lo stesso motivo, conservi in un'apposita scatola ritagli di patterned paper di 2 cm di lato;

  4. quando senti dire che le mode passano e ritornano, più che alle scarpe con le zeppe pensi ai prima flowers;

  5. ti sei sentita dire almeno un milione di volte "ma..... e li vendi?!?!"

  6. qualche volta i tuoi familiari hanno saltato la cena perché il tavolo della cucina era ingombro di materiale;

  7. utilizzi i tuoi strumenti craft anche per cose che potresti fare tranquillamente senza, solo perché è troppo divertente usarli;

  8. hai partecipato a centinaia di discussioni su come vadano calcolati i prezzi degli articoli da vendere;

  9. hai la precisa sensazione che gli abbellimenti non potranno mai essere "troppi";

  10.  hai una board Pinterest piena zeppa di craft rooms spettacolari...

  11. ...ma tu non hai nessunissima craftroom e accumuli il materiale anche negli armadietti della cucina, accanto ai Pan di Stelle;

  12. per indicare la sfumatura di un colore più che la tabella Pantone ti verrebbe da usare quella DMC;

  13. conservi decine di articoli ancora nella loro confezione originale, solo perché sono troppo belli per essere usati;

  14. sdraiata sul lettino sotto il sole di Luglio ti assale il dubbio che anche quest'anno sarai in ritardo sui progetti di Natale;

  15. anche gli alfabeti non potranno mai essere troppi;

  16. ogni tanto i tuoi familiari guardando il tuo arsenale ti dicono che con tutti quei soldi avresti potuto comprarci un'auto (e tu pensi mestamente che si tratta comunque di una stima per difetto);

  17. hai almeno 10 progetti iniziati e in attesa di essere portati avanti, 10 abbandonati e 10 messi da parte perché "adesso ho altro per la testa, ma prima o poi voglio finirlo..";

  18. all'ultimo consulto il tuo analista ti ha diagnosticato una grave forma di "invidia della Silhouette";

  19. Stime recenti indicano che con la quantità di schemi di ricamo o cucito in tuo possesso sarebbero necessari 198 anni di lavoro, ma nonostante questo continui ad acquistarli o scaricarli;

  20. hai letto tutta questa lista e ti senti tranquilla al pensiero che una Silhouette neanche sai cosa sia.. dimenticando che ti ritrovi perfettamente negli altri 19 punti!!!

Raskog Cart - Versione 2.0

Quando, nel lontano Dicembre 2012, ho deciso di rimettere mano alla mia attrezzatura craft in base al Primo Sacro Principio del Decluttering (Disfati di tutto quello che non usi), ho iniziato conservando tutte le cose che mi sarebbero servite per il Project Life in una scatolina rosa made in Sweden.

Solo pochi mesi dopo, ho scoperto il carrello Raskog, sempre made in Sweden, in cui d'altronde era difficile non imbattersi, visto che Pinterest ne è letteralmente infestato.

In tempi più recenti ho fatto mio anche il Secondo Sacro Principio del Decluttering (Se non ce l'hai a portata d'occhio, probabilmente non lo userai mai), per cui il Raskog è aandato incontro ad una serie di manipolazioni, che si sono inevitabilmente sposate con il Terzo Sacro Principio del Decluttering (Se ogni cosa ha un suo posto, ci vorranno 5 minuti per riordinare).

E così ecco la versione 2.0 del mio Raskog (ft. Muji):




Ripiano n. 1

I contenitori in PP (due stretti per le card e uno largo per il resto) sono Muji, mentre i portapenne sono portavasi Ikea a cui è stata data una nuova destinazione.




Sul retro ho attaccato un cestino metallico, sempre Ikea, in cui dondola beata la mia collezione di washi tape.
 




Ripiano n. 2

 Il contenitore grande sulla sinistra è un Variera Ikea, quelli quadrati a destra sono sempre Muji, mentre quello tubolare al centro è un portapillole (sic) Muji, reinventato come porta-sequins.



 Attrezzi che utilizzo meno e alfabeti veneer (barattolini da omogeneizzati)


 Acrilici spray, gessetti, pastelli a cera, acquerelli e tamponi per inchiostro


Ripiano n. 3

Tutta la roba di uso meno comune: colla vinilica e supernastro biadesivo, pennelli, bottoni, paperpad, brads, twine...


Evidentemente il tutto è ancora un work in progress!
D'altra parte è normale, la mia attrezzatura si evolve con me..

E voi? Come conservate i vostri materiali??

Fibrillazioni

E' un periodo di fibrillazioni, perlopiù sotterranee, ma di quelle i cui strascichi continueranno a farsi sentire per molto tempo.

E' un periodo di preventivi e scatoloni, di dubbi e di timori.

Da dove comincio?



La mia filiale chiude, così, senza preavviso.
E' una filiale che andava bene, che vinceva premi, che migliorava i risultati di mese in mese.
Boh, valli un po' a capire.. sarà la crisi, sarà la frana che ha accelerato un po' le cose, sarà che hanno bisogno di fare mucchio per avviare questa genialata dell'orario continuato.. però spiace, ecco.

Cosa anomala nel mio settore, dall'assunzione ad oggi non ho mai cambiato zona, tanto che i colleghi, abituati a ruotare ogni 2-3 anni, mi prendevano in giro dicendo "a te ti trasferiscono solo quando chiuderete..".

Appunto.


Per fortuna almeno dal punto di vista logistico non mi è andata male: resto nella città in cui vivo, anzi, tecnicamente mi avvicino anche!

Poi ci sono tutte le incognite del nuovo ambiente che andrò a trovare: nuovi colleghi, nuovi clienti, nuovo direttore... non sono realmente preoccupata, ma un filo di sottile inquietudine mi sa che resta lo stesso.


(Poi ci sarebbero le buone notizie, ma, finché non le vedo coi miei occhi, neanche voglio pensarci, quindi mettiamoci tutti in stand-by)

Insomma, lo chiamavano impiego di concetto e mi ritrovo a fare scatoloni (pure il sabato mattina), ma una cosa positiva l'abbiamo ottenuta: ci è stata data la libertà di fare man bassa di tutto ciò che non verrà portato nella nuova sede: benvenute piante di aloe vera, benvenuto mini frigo, benvenuta lampada Artemide, benvenuto file folder..


Ecco, appunto, il file folder: ora, 'sto coso qui non brilla per estetica, ma a me sembra di poterne intravedere delle potenzialità. Avete presente il genere, no?? Armadio in metallo, con cassettoni a binari scorrevoli..


Come si trattano 'sti cosi per dargli un nuovo look?

Ho pensato a della vernice spray, ma non mi sono mai trovata bene con la vernice spray..

Carta adesiva? E come evito le bolle?

Ho pensato anche all'effetto lavagna, ma non sono del tutto convinta..

Insomma, sono già abbastanza confusa di mio, mi date suggerimenti??

EDIT (per le esperte di colori):

- ma devo davvero passare la carta vetrata a grana fine, come suggeriscono diversi siti? Il mio armadietto non è verniciato, quindi non devo asportare la vernice pre-esistente. L'idea di graffiare tutto mi preoccupa perché ho il timore che se poi lo rivernicio si vedano i segni sottostanti.. sbaglio?

- mi consigliate la tipologia di colore più adatto da usare? Spray o pennello??

- ci vuole un primer? E poi una finitura o qui stiamo esagerando? 

- che mi dite di questa chalk paint di cui leggo un gran bene? Vale la pena, considerando da una parte i costi, dall'altra che sono una schiappa col pennello in mano??

Sottobicchieri al mod podge

Ieri mi sono data al riordino creativo, che in soldoni vuol dire lasciare che il calcare sulla rubinetteria del bagno raggiunga i 2 cm di spessore e che le blatte passeggino lungo i muri della cucina, mentre le sottoscritta comincia un'opera maniacale di riassetto di un unico microscomparto, seguendo un complesso schema organizzativo articolato in più fasi:



1) tirare fuori tutto;
2) pulire ogni millimetro quadrato con un'attenzione che manco nella camera pre-operatoria di Grey's Anathomy;
3) lasciarmi sopraffare dallo sconforto e dalla controproducente filosofia del chi-ca**o-me-l'ha-fatto-fare;
4) commuovermi di fronte alla scoperta di articoli la cui stessa esistenza avevo completamente rimosso (ogni tanto riemergono preziosi ricordi di infanzia, ma il più delle volte si tratta di scontrini del 2002 o di un paio di zucchine marcite nel frigo);
5) lasciare tutto fuori fino all'ora di cena;

Insomma, ieri ho messo mano alla scatola in cui conservo gli avanzi di patterned papers, quelli troppo piccoli per poterci ricavare card del Project Life, ma troppo carini per poterli buttare via senza rimorsi di coscienza.

Tra gli altri ho scovato tutti i resti del paperpad Kissing a Booth di Basic Grey, usato per decorare il mio travel journal dell'anno scorso su Parigi (sì, prima o poi mi deciderò a completare la copertina e magari ve lo mostro anche..).

Insomma, avevo tutti questi bei rimasugli rosa e marroni, ma mi mancava il cuore di buttarli... pensa che ti ripensa, in un lampo mi sono tornati in mente i sottobicchieri gentilmente devoluti alla mia causa da Sergio del Ficus Pub: un paio di forbici, un po' di colla stick e (numerose) passate di mod podge dopo... ecco qua!!!


Il mod podge, oltre a livellare tra loro le carte, ha anche la funzione di impermeabilizzare e lucidare il tutto (anche se dalle foto si vede veramente poco).. quindi sì, direi che l'esperimento è riuscito.. e voglio sperimentare nuove combinazioni di carte!!!

Con questo post partecipo al linky party di Topogina


Non dimenticate di iscrivervi al nostro Blogpal/Swap: le adesioni sono aperte fino al 30 Settembre!!!



birra

Quando ho visto questo cartone di birra al super mi sono immediatamente resa conto che nascondeva infinite possibilità di alterazione in chiave craftosa.


Questo prima.

Poi mi sono resa conto che:
  1. la birra che conteneva aveva un prezzo decisamente eccessivo, per cui ho piazzato Daniele a fare da palo al commesso che poco più in là sistemava succhi di frutta, ed ho pazientemente vuotato lo scatolo dal suo contenuto (per fortuna le birre le vendevano sfuse!);
  2. Nei film e nei serial americani queste confezioni sono comunissime, quasi più delle cordicelle di plastica che legano le lattine.. com'è che da queste parti non se ne vedono mai?? (come le finestre sui lavelli, i vialetti di accesso, i prom, gli starbucks, i barbecue in giardino, le lavanderie a gettone, i negozi scrap e i garage sales).

Vabbè...

Alla fine ho deciso di soprassedere e di dedicarmi immediatamente ad una scrupolosa e brillante decorazione del cartone stesso di mettere via il cartone in attesa di essere dell'umore giusto.

Era Ottobre.

Ieri, sistemando le mie robine scrap sul Raskog Ikea (il mio Project Life All in a box di cui parlavo in questo post è esploso costringendo la sottoscritta a dotarsi quanto meno di una crop station mobile), mi sono accorta che mi mancava un supporto per gli atrezzi e così ho messo insieme queste decorazioni davvero minimal, ma tutto sommato adatte allo scopo.

Sia lode ai polka dots!!!


 



Still decluttering...

A volte penso che il "riordino", o, come dicono gli Americani, il decluttering, mi piaccia talmente tanto che questo finirà per diventare un blog dedicato al rimettere a posto, un po' sullo stile di Organizing Made Fun.
Chissà, forse l'idea di "ogni cosa al suo posto e un posto per ogni cosa" mi affascina perché io, di mio, sarei naturalmente portata verso il disordine più totale... va' un po' a sapere come funzionano questi processi mentali!

Se poi si tratta di materiale craft, possiamo quasi dire che il rimettere a posto per me è parte integrante del lavoro creativo, il suo primo, imprescindibile step, e ci provo un gusto tale che a volte neanche il lavoro finito riesce a darmi.

Questa è stata la volta dei nastri:

Ebbene sì.. dopo 6-7 anni di scrapbooking sono arrivata a possederne davvero tanti!

Finora li ho tenuti in due barattoloni Ikea (uno si vede nell'angolo della prima foto), vagamente legati per colore attorno a dei cerchi metallici, tutti pigiati, ammucchiati e spiegazzati.
Poi, sarà che nello scrap i nastri non si usano tanto come prima, sarà che io invece continuo ad essere inevitabilmente attratta dai nastrini di ogni forma e colore (ditemi voi come si fa a resistere a un pois..), i barattoloni si impolveravano senza rimedio.

E così mi sono decisa: devolviamo allo spaghetto il suo contenitore naturale, tiriamo fuori tutto e vediamo come li si possa organizzare in maniera più funzionale, nella speranza che, oltre a collezionarli, io riesca anche ad utilizzarli quando capita.


STEP 1: è inevitabile, ogni opera di riordino ha un passaggio obbligato: tirare fuori tutto e disporlo secondo la logica del caso.
Vi confesso che quando mi sono vista il pavimento della cucina ingombro di nastrini un po' di sconforto mi è venuto.. come pure il dubbio che fosse meglio ri-infilare tutto dentro a forza e semplicemente dimenticarsi una volta per tutte dell'esistenza dei nastri!

Però poi mi sono fatta coraggio ed ho riammucchiato tutto a seconda del colore.


STEP 2: altro doloroso, ma imprescindibile passaggio: buttar via quello che non serve!
Lo so, lo so, cestinare fa male, specie poi se parliamo di armamentario craft... Ma, credetemi, è necessario!!!

D'altra parte, alzi la mano chi di noi non ha in qualche cantuccio un po' di roba comprata sull'onda dell'entusiasmo iniziale per qualche nuova tecnica, o perché ci piaceva tanto anche se non ha applicazioni pratiche, o che magari abbiamo ricevuto con uno swap non particolarmente azzeccato?
Forse non ve ne rendete conto, ma conservare questa roba, che in virtù di misteriose leggi cosmiche ingombra e nasconde i materiali più pratici e versatili, è un concreto ostacolo alla vostra creatività. 
Ecco, asciugatevi quella lacrima e fatevi coraggio anche voi: è ora di prendere la pattumiera...

STEP 3: studiare il metodo di organizzazione che più vi si adatta. Ad esempio, parlando di nastri, io mi trovo ad usarli fondamentalmente per colore, quindi mi torna utile avere insieme tutte le tonalità di uno stesso colore per scegliere quella che più si adatta al progetto in corso.
Poi mi serve che siano ben visibili, altrimenti, di fronte alla terrificante prospettiva di dover scartabellare per ore, finirei col demoralizzarmi ed abbandonare l'impresa.
Per finire, manco a dirlo, mi serve che l'ingombro complessivo sia minimo.
Una semplice ricerca su Pinterest vi aprirà le porte di decine e decine di metodi di conservazione diversi: arrotolati su stilosissime spolette old fashion, appesi a delle grucce come frange multicolor, in espositori tipo quelli dei negozi.. perfino nei contenitori porta-dischetti di cotone!!!
Tutti molto carini, certo, ma per un motivo o per l'altro (specie il problema/spazio) non adatti al mio caso.

Alla fine sono andata sul semplice: ho ripiegato ogni nastrino sulle dita di una mano e l'ho fermato con dello scotch di carta.
Li ho raggruppati per colore e sistemati in alcune bustine trasparenti (di quelle per le caramelle).

Ad essere pignoli, sì, un po' lo scotch di carta lascia qualche traccia sul raso o sulla fettuccia di cui sono fatti i nastri.. ma parliamo davvero di pochi millimetri, e in compenso l'ingombro attuale è davvero minimo!




Per ultimo ho riposto le bustine in una scatola di cartone (lo sapevo che prima o poi i mesi di abbonamento a Glossybox mi sarebbero finalmente tornati utili a qualcosa!).

Tra l'altro queste scatole sono il mattoncino-base su cui sto costruendo il mio personale Impero dell'Ordine Creativo.. prossimamente vi farò vedere qualcos'altro!








Il mio earring holder

Ricordate il mio post sulla maniera più creativa, ma soprattutto più funzionale, di conservare gli orecchini??
Alla fine mi ero convinta che il più pratico fosse la ciotolina bucherellata, ma, ahimé.. non me la sono sentita di introdurre nel buco in cui vivo anche un bel saccone di argilla per plasmare..

Così ho ripiegato sull'espositore più semplice, cercando però di dargli un tocco shabby: è da una vita che ammiro le creazioni altrui, ma ho sempre creduto che la mia poca dimestichezza coi pennelli e le vernici mi avrebbero condizionato la riuscita del lavoro.
Quindi probabilmente non mi sarei mai lanciata se Rosy non mi avesse regalato questo delizioso kit con tutto il materiale (e le istruzioni!!!) per shabbare qualcosa da me: ci ho messo un anno, ma ce l'ho fatta!!!


La foto fa pena come ormai mia consolidata abitudine (sembrano brutti pure gli orecchini!!!) però vi assicuro che dal vivo l'effetto è davvero bello.. almeno secondo la mia parzialissima opinione!!!




In origine questa era una banalissima cornice Ikea, prodotta presumibilmente in Vietnam o giù di lì pochi mesi fa.. ormai sembra una specie di ricordo di famiglia ereditato dalla nonna e riadattato a miglior uso!!!


Shabbare mi è molto piaciuto.. mi ha ricordato il periodo in cui creavo candele (a pensarci, il mio primo approccio con la manualità), perché in entrambe le tecniche eventuali errori non influiscono sul risultato finale, ma sono sempre rimediabili..

Sì.. decisamente mi è piaciuto!!

Il sacro fuoco brucia ancora

Vi dicevo che le zucche per me sono meglio del viagra??
E la cosa più divertente è che mangiarle non mi piace mica.. ma tant'è!

La vista delle zucche di qualche giorno fa mi ha fatto venire in mente che Settembre, è tempo di migrare e di prendere in mano aghi, forbici, stoffe, pennelli..

Innanzitutto voglio mostrarvi gli avanzamenti dei miei decori natalizi: posto che sono ufficialmente rimasta l'unica a portare avanti questo "sal" (Rosy è assente ingiustificata e Vale, mi sa, troppo presa da altri progetti), sono però orgogliosa di dire che forse, ma forse, quest'anno avrò addirittura un albero di Natale!

Al momento sussistono ben 9 cuscine2tti (tutti quelli del vol. II e mezzo vol. I). I colori non sono proprio corrispondentissimi (ehm.. cu mangia ffa muddiche, come dicono i miei colleghi quando irrompo disperata&scarmigliata nei loro uffici per tentare di risistemare qualche gran guaio combinato nel tentativo di portare avanti 800 cose tutte insieme).

Eppoi.. ecco aprirsi un capitolo tutto nuovo della mia vita craftica, intitolato "Il crochet, questo sconosciuto".
Riassunto delle puntate precedenti: affascinante 30enne dalla vita quotidiana complicata da un lavoro ingrato, un marito senza sovrastrutture e di certo non facilitata da un ventennale rapporto conflittuale col ferro da stiro, non paga di aver investito una cifra che una stima bonaria avvicina ai 5000 euro in materiale vario, - splendido e inutilizzato come solo i bottoni colorati e i paperkid sanno essere - un bel giorno si imbatte in una copertina multicolor realizzata all'uncinetto e si dice "...ma anche sì!".

E così dopo il sopracitato incontro con le zucche sacre mi ritrovo (senza aver giovato di alcun consiglio da parte vostra, e lo dico nella manifesta intenzione di suscitare in voi la dovuta pietà) con una ventina di gomitoli di lana soffice e colorata, un uncinetto n. 4, le forbicine a cicogna dei miei trascorsi puntocrocisti e... nessuna idea di cosa farci!

Siccome però sono sì una donna dai facili entusiasmi, ma anche la Venerabile Maestra della setta In-Rete-Si-Trova-Tutto-E-Anche-Qualcosa-Di-Più, comincio a darmi da fare... un paio d'ore dopo, genuinamente orgogliosa di me stessa e fiduciosa nella prossima assegnazione di una laurea ad honorem in crochettismo applicato, ho prodotto questo robo qui!

Come?? Grazie alle lezioni online di UnGomitoloAlGiorno, che su youtube fa una spiegazione tanto accurata di ogni passaggio che perfino una capra (uncinettesticamente parlando) potrebbe seguirle.

E per dimostrarvi che la laurea la meriterei davvero, vi dico che il reperto n. 1 è nientedimeno che una granny square tile, Gentili Signori della Giuria, e per la precisione una old America tile, se proprio volete saperlo, cioè, come dire, l'uncinetto per i deficienti.

...e m'è venuto pure male!!!!!!!!!
Vabbè.. io non demordo.. passetto dopo passetto, sfilamento dopo sfilamento, incesto dopo incesto (provate voi a lavorare mentre guardate i Borgia!!!), le mattonelle si accumulano.

Data la mia insipienza, ho deciso di andare avanti con queste vecchiameriche tanto per prendere la mano (a proposito... che ci faccio??), ma i miei deliri di grandezza non potevano fermarsi qua e così mi sono procurata nientedimeno che un manuale vero e proprio: Arte e Tecnica dell'Uncinetto di Jan Eaton, un testo fichissimo perché dedicato esclusivamente alle mattonelle (ce n'è più di 200), con tutte le spiegazioni del caso e una serie di possibili combinazioni.

Io ovviamente mi sono innamorata di quella più complicata di tutte, ma che vogliamo farci? Sono irrimediabilmente attratta dalle sfide impossibili!

E poi nel frattempo avrò modo di impratichirmi, oltre che della tecnica, anche di materiali (e trovare un rivenditore online che non sia caro come l'unica merceria di Agrigento!!!)
Basta discussioni, basta etiquette, followers e captcha!!

Oggi voglio parlare di una cosa sconvolgente e alla quale poche di voi potranno credere:
E' arrivato l'autunno!!!!!

Cioè, davvero, vi giuro.. è autunno da più di una settimana!!!!
Vi assicuro che io non me ne ero neanche lontamente accorta! Eppure oggi questa lampante verità mi è balzata addosso con tutto il suo carico emozionale non mentre me ne stavo beatamente a prendere il sole (ore 11.00), né mentre riponevo il telo nella borsa del mare (ore 14.00), e meno che mai mentre mi sventagliavo annoiata alla stazione del bus (ore 16.00)... no, tutto questo mi è venuto in mente solo quando ho fatto tappa dal fruttivendolo e, tra cocomeri e pomodori, ho visto queste:


E ovviamente questa sconvolgente epifania non avrebbe potuto lasciarmi indifferente, così sono corsa a casa e ho preso a scartabellare tra i miei scatoloni, e stoffe e leaflets..
Ebbene sì, il fuoco sacro del crafting mi ha presa di nuovo! Ora si tratta solo di capire cosa esattamente ho intenzione di realizzare..
Portare una buona volta a termine gli addobbi di Natale, se Dio vuole, potrebbe essere un buon inizio..
Però accanto a questo progetto mi è venuta voglia di cimentarmi in qualcosa di completamente nuovo, un afghan in lana colorata!
Avete presente?? Quelle coperte realizzate con la tecnica del granny square, ossia di tante mattonelle realizzate singolarmente e poi unite tra loro...
Qualcosa del genere, per intenderci:

source: Filo, feltro e fantasia


source: Mistakes & malarkey


 
source: Cream and Cosy

Sì, insomma, qualcosa del genere.. peccato che io sappia a mala pena tenere in mano l'uncinetto!!! Uhm... mumble mumble.. mi sa proprio che passerò le prossime ore surfando per il web alla ricerca di ispirazioni e tutorials..

Intanto, se qualche esperta crochettista passasse da qui, potrebbe gentilmente dirmi da dove partire? Ossia: di che quantità e di che tipo di lana si ha bisogno per una copertina del genere plaid??

Giorno dopo giorno

Allora, per intenderci, questo è un post un po' così, che trasuda confusione sfocata e un'insoddisfazione appena percepita. Un post magari difficile da decifrare, ma che ho comunque voglia di scrivere.

Per farla breve: ho passato una settimana a casa dei miei e, per superare quei pomeriggi torridi rinchiusa nei soli ambienti in cui era in funzione l'aria condizionata, mi sono divertita a ripescare appunti, quaderni, smemo e similari, che racchiudono buona parte dei pensieri e delle emozioni di quella che ero ai tempi dell'università.

Comunque, un po' mi sono divertita, un po' mi sono trovata infantile, un po' mi sono spaventata a rendermi conto di quanto la chat incombesse sulla mia vita e della faciltà con cui confondevo il piano reale con quello che reale non era..
Tante cose (fatti, abitudini, persone) le avevo semplicemente dimenticate, altre, mi sa, volutamente rimosse..

Ma al di là di tutta quest'opera di scavo archeologico non ho potuto non confrontare la mia vita attuale con quella che avevo 10 anni fa.. e dal confronto sono uscita un po' acciaccata..
Rispetto ad allora mi pare che le mie emozioni siano come anestetizzate. Che avessi mille cose da fare, mille persone con cui interagire, mille stimoli.. mentre ora le uniche direttrici su cui mi muovo sono il lavoro e mio marito ed entrambe, in qualche maniera, mi prosciugano.

Non so, forse è solo un periodo nero.. passiamo ad altro??


Vi mostro qualche lavoro degli ultimi tempi, entrambi realizzati per la famiglia di mio fratello. Il banner è un kit Dimensions, con schema di Debbie Mumm. Ne avevo già realizzato uno per mia mamma (è nella sezione Myworks), e mia cognata, al vederlo, mi ha chiesto di rifarlo uguale.. a me però non piace replicare i ricami, e così ne ho scovato uno simile..


Il fiocco nascita invece è realizzato su free EMS, a cui mi sono limitata ad aggiungere una banda con dei motivi floreali tutto intorno.. ovviamente è per la mia nuova nipotina!!!




Provenza - acquisti

Lo so che ormai sarete stufe di lavanda e saponi, ma, secondo voi, potevamo mai tornare a casa senza caricarci all'inverosimile (leggasi: senza sforare di ben 4 kg rispetto al bagaglio che all'andata avevamo portato appositamente vuoto)???
Certo che no..

Lavanda e saponi (un po' stressati dal viaggio)

Quadernetti e portamollette (in cui metterò una piantina)

Cuscino boutis (featuring: l'intramontabile Poang Ikea)

Varie per la cucina/camera da letto in stile shabby

Souvenir classici

Souvenir gastronomici
Stoffe per craft, riviste e pupazzo country
La cena il giorno del ritorno